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21.3558 · Interpellanza · 2021-05-05

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Dal referendum del 1° ottobre 2017 in Catalogna la repressione ha come bersaglio rappresentanti eletti, ex rappresentanti e militanti. Condanne a pene detentive molto pesanti (da 9 a 13 anni) sono già state inflitte a nove persone coinvolte nel dibattito politico sull'autodeterminazione della Catalogna (Sànchez, Cuixart, Junqueras, Turull, Forn, Romeva, Rull, Bassa, Forcadell). La repressione continua su ampia scala e i procedimenti in corso sono più di 3000.

La Svizzera non può decidere per il popolo spagnolo e per i catalani, ma facendo parte della comunità internazionale (ONU, Consiglio d'Europa) deve impegnarsi in favore delle libertà fondamentali, della democrazia e dello Stato di diritto. Una questione politica che coinvolge milioni di persone deve essere affrontata sul piano politico, attraverso il dialogo e il dibattito, e non mediante azioni penali.

Le decisioni dei giudici spagnoli di punire con pene detentive - di alcuni mesi per i rapper Valtònyc e Hasel, con l'imputazione di insulto alla corona - persone che hanno esercitato la loro libertà di espressione e di associazione e hanno agito nel quadro del diritto all'autodeterminazione dei popoli sono inaccettabili, così come il rifiuto di concedere la semi-libertà ad alcuni di questi detenuti, che sono quindi trattati peggio di chi viene condannato per reati di diritto comune.

Il fatto che Vox, partito di estrema destra, sia formalmente all'origine dei procedimenti e sostenga l'accusa nei processi lascia perplessi, così come il fatto che, malgrado le centinaia di denunce di ferimenti durante gli interventi della polizia nell'ottobre del 2017, nessuna abbia portato a una condanna.

Nonostante le migliaia di morti attribuibili al regime, alla fine del franchismo la monarchia parlamentare varò una legge di amnistia, trattamento che ora nega alle persone processate e condannate nel quadro della repressione seguita al referendum pacifico del 2017.

Il Consiglio federale intende rispettare i suoi impegni internazionali e lavorare per il ripristino di una situazione conforme allo Stato di diritto in Spagna, sostenendo i principi elencati di seguito?

1. Fine della repressione contro le persone che agiscono pacificamente nel quadro dei diritti menzionati sopra.

2. Abbandono dei procedimenti giudiziari in corso e amnistia per i condannati.

3. Rispetto dei diritti democratici, compreso il diritto all'autodeterminazione.

4. Intervento della comunità internazionale per facilitare la risoluzione politica della questione catalana.

Stellungnahme des Bundesrates

La situazione descritta riguarda la politica interna della Spagna, che la Svizzera considera uno Stato di diritto, in cui le leggi e le procedure democratiche sono rispettate. È quindi opportuno che la situazione descritta sia gestita mediante i processi costituzionali spagnoli.

Il Consiglio federale ha sempre dichiarato di rispettare pienamente la sovranità della Spagna. La Svizzera non ha quindi ragione di intervenire sulla base dei principi evocati dall'interpellante.

Il Consiglio federale si attiene quindi ai principi generali della sua politica estera, che promuove il rispetto dello Stato di diritto e la ricerca di una risoluzione pacifica delle controversie e dei conflitti tramite il dialogo.

Risposta del Consiglio federale.