Diplomazia dello sport. I grandi eventi devono rispettare gli obblighi di diligenza in materia di diritti umani
22.4206 · Postulato · 2022-09-30
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a illustrare in un rapporto la strategia della Svizzera volta a garantire il rispetto degli obblighi di diligenza in materia di diritti umani nel caso di grandi eventi sportivi internazionali. La strategia dovrebbe tra le altre cose chiarire in che modo possano essere introdotti criteri per l'assegnazione di importanti manifestazioni e prendere in esame il principio secondo cui la Svizzera si astiene dal partecipare a eventi sportivi se questi si svolgono in Stati che violano i diritti umani.
Begründung
Milioni di telespettatrici e telespettatori in tutto il mondo seguono i principali eventi sportivi, come i mondiali di calcio e le olimpiadi. Questi grandi eventi sono diventati da tempo un business miliardario per le associazioni sportive organizzatrici. Il rispetto dei diritti umani è spesso secondario. Tre degli ultimi cinque giochi olimpici (Sochi 2014, Rio 2016 e Pechino 2022), oltre agli ultimi due mondiali di calcio e alla prossima edizione di questa manifestazione (Brasile 2014, Russia 2018, Qatar 2022), si sono svolti o si svolgeranno in Paesi che sono al centro di critiche in merito al rispetto dei diritti democratici e della libertà di espressione delle loro cittadine e dei loro cittadini. Secondo un rapporto di Amnesty International, da quando i mondiali di calcio sono stati assegnati al Qatar, oltre 15 000 lavoratori migranti sono morti nei relativi cantieri. I capi di Stato di Paesi autocratici sfruttano sempre più spesso le manifestazioni sportive internazionali a scopi propagandistici, mentre sul loro territorio si verificano violazioni dei diritti umani. Sono sempre più numerose le critiche espresse da attiviste e attivisti, ONG ed esponenti del mondo dello sport. È urgente che le federazioni sportive, gli Stati ospiti e i Paesi occidentali si assumano le proprie responsabilità e impediscano che le comunità locali vengano trasferite contro la loro volontà e che la forza lavoro migrante venga sfruttata.
Tuttavia, finché non ci sarà un sufficiente rispetto degli obblighi di diligenza in materia di diritti umani da parte delle federazioni sportive organizzatrici e l'assegnazione di grandi eventi non sarà legata a determinate condizioni, la questione di come porsi nei confronti di queste manifestazioni si riproporrà: per gli Stati, per le federazioni, ma anche per i fan oltre che per gli atleti e le atlete. La Svizzera deve quindi assumersi le proprie responsabilità e definire in una strategia i requisiti minimi per l'assegnazione dei grandi eventi e gli standard relativi ai diritti umani che dovrebbero essere rispettati dagli Stati ospiti affinché il nostro Paese possa partecipare alla manifestazione. Attualmente i vari attori si rimpallano la responsabilità. La Svizzera farebbe bene a prendere posizione. Ha infatti un ruolo particolare da svolgere in questa discussione dato che più di 60 federazioni sportive internazionali (FIFA, UEFA, IIHF ecc.), oltre al Comitato olimpico internazionale (CIO), hanno sede sul suo territorio.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il rispetto dei diritti umani nel caso di grandi eventi sportivi è una delle priorità sancite nelle Linee guida sui diritti umani 2021-2024 elaborate dal DFAE ed è parte del Piano d'azione nazionale della Svizzera 2020-2023 su imprese e diritti umani. La Svizzera ha promosso la creazione, a Ginevra, del Centro per lo sport e i diritti umani, che è il frutto di un dialogo condotto con vari attori a partire dal 2015. Il Centro è stato istituito nel 2018 allo scopo di prevenire le conseguenze negative dello sport e promuovere la condivisione di buone prassi tra tutte le parti interessate.
Allo stesso tempo, la Svizzera dialoga con le principali federazioni sportive internazionali con sede sul suo territorio, tra cui il CIO e la FIFA, al fine di garantire che queste perseguano una politica basata sul rispetto dei diritti umani. Per esempio, nel 2017 il CIO ha adottato requisiti contrattuali, basati sui Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, per le città e i Paesi che ospitano eventi sportivi. Sempre nel 2017 la FIFA ha adottato una politica in materia di diritti umani e ha integrato questi diritti nel processo di aggiudicazione dei mondiali di calcio a partire dal 2026.
L'impegno della Svizzera a favore del rispetto degli obblighi di diligenza nel campo dei diritti umani si riflette nelle misure descritte. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario elaborare una strategia né regolamentare la partecipazione di delegazioni ufficiali a grandi eventi, che sarà decisa caso per caso.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.