23.4263 · Interpellanza · 2023-09-29
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Anche quest'estate, i cianobatteri hanno causato divieti di balneazione e allerte in diversi Cantoni. In risposta alla mia interpellanza 23.3414, il Consiglio federale ha affermato che "a causa del cambiamento climatico e quindi dell'ulteriore aumento delle temperature dell'acqua, in futuro si dovranno prevedere fioriture [di cianobatteri] ancora più frequenti". Per tenere sotto controllo il problema, è fondamentale ridurre le immissioni nelle acque di nutrienti come azoto o fosforo provenienti dagli impianti di depurazione delle acque di scarico o dall'agricoltura.
Per quanto riguarda le immissioni di fosforo, secondo il Consiglio federale i Cantoni devono "risanare i laghi in cui le concentrazioni di fosforo non rispettano i requisiti legali". Inoltre, "se gli apporti eccessivi di fosforo provengono principalmente dall'agricoltura, l'articolo 62a della legge sulla protezione delle acque consente alla Confederazione di fornire un significativo sostegno finanziario per le misure di riduzione di tali apporti. Se gli apporti eccessivi di fosforo provengono invece in primo luogo dagli insediamenti, i Cantoni devono fare in modo che vengano adottate le misure necessarie per lo smaltimento delle acque urbane".
A tal proposito, chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
Quali laghi presentano attualmente concentrazioni eccessive di azoto e fosforo?
Il risanamento dei laghi avviene sotto la vigilanza della Confederazione? Entro quando va completato e quali sarebbero le conseguenze nel caso i cui il risanamento non dovesse essere effettuato in tempo?
In quali acque le concentrazioni eccessive di azoto e fosforo provengono in primo luogo dall'agricoltura e in quali dagli insediamenti?
A quali acque la Confederazione ha già destinato sostegni finanziari a misure di riduzione delle immissioni di azoto e fosforo dall'agricoltura?
Oltre agli impianti di depurazione delle acque di scarico e all'agricoltura, in che misura i trasporti, inclusa la navigazione, contribuiscono all'inquinamento delle acque da nutrienti? Cosa si sta facendo al riguardo?
Con l'aumento delle temperature delle acque e della siccità estiva, nelle acque svizzere aumenta anche il rischio di moria di pesci. Qual è la correlazione con gli effetti delle immissioni di azoto, fosforo o pesticidi? Cosa significa in relazione all'impegno per minimizzare tali immissioni?
Stellungnahme des Bundesrates
1) L'ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc; RS 814.01) non prevede esigenze espresse in valori numerici (valori limite) relative all'azoto e al fosforo nei laghi. Per la valutazione delle concentrazioni di fosforo, sono due le esigenze determinanti all'interno dell'OPAc: il tenore di nutrienti nei laghi deve permettere al massimo una produzione di biomassa media (all. 2 n. 13 cpv. 2 OPAc) e i laghi devono presentare, a ogni profondità, un tenore di ossigeno minimo (all. 2 n. 13 cpv. 3 lett. b OPAc). Concentrazioni di fosforo più elevate determinano un aumento della produzione di biomassa nonché scarsità di ossigeno nei laghi. Tra i 25 laghi più estesi in Svizzera, i laghi di Baldegg, Bienne, Greifen, Hallwil, Lauerz, Morat, Pfäffikon, Sempach, Zugo, Zurigo, Joux, Lemano e Lugano non soddisfano i requisiti sull'ossigeno indicati nell'OPAc. Inoltre, nell'Altopiano, almeno la metà dei laghi di piccole dimensioni presenta una concentrazione di fosforo tale da non soddisfare i requisiti dell'OPAc sopra menzionati. Le concentrazioni di azoto nei laghi di grandi dimensioni sono legate alle immissioni provenienti dagli impianti di depurazione delle acque di scarico e dall'agricoltura. Gli effetti delle concentrazioni di azoto elevate sugli organismi acquatici nei laghi sono attualmente oggetto di ricerca. 2) I Cantoni sono responsabili dell'attuazione della legislazione in materia di protezione delle acque e quindi anche del risanamento dei laghi. Tale legislazione non prescrive un limite di tempo per i risanamenti. Insieme ai Cantoni e all'Istituto per la ricerca sulle acque nel settore dei politecnici federali (IFADPA), la Confederazione sta valutando la necessità d'intervento per garantire che i laghi possano continuare, anche in futuro e nonostante l'aumento delle temperature, a svolgere le loro funzioni di biotopi e di risorsa di acqua potabile. 3) Secondo i dati forniti dai Cantoni, per quanto riguarda i laghi che non raggiungono le esigenze relative all'ossigeno (v. domanda 1), nel caso di sette laghi (laghi di Baldegg, Bienne, Hallwil, Lauerz, Morat, Sempach e Zugo) le immissioni di nutrienti provengono principalmente dall'agricoltura e nel caso di cinque laghi (laghi di Greifen, Pfäffikon, Zurigo, Joux e Lugano) dagli insediamenti. Le immissioni nel lago Lemano provengono in proporzioni simili dall'agricoltura e dagli insediamenti. Le immissioni eccessive di nutrienti nei laghi di piccole dimensioni provengono principalmente dall'agricoltura. 4) Nel Cantone di Lucerna, la Confederazione sostiene un progetto ai sensi dell'articolo 62a della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc; RS 814.20) per evitare il ruscellamento di fosforo proveniente dall'agricoltura nei laghi di Sempach, Baldegg e Hallwil, assumendosi fino all'80 per cento dei costi non sostenibili economicamente dalle aziende agricole. 5) Il trasporto e la navigazione non contribuiscono all'inquinamento delle acque da nutrienti; pertanto, non esistono misure specifiche per ridurre le immissioni provenienti dai trasporti. 6) Per mantenere intatta la biodiversità nelle acque malgrado l'aumento delle temperature, occorrerebbe migliorare lo stato ecologico e la qualità delle acque.