24.4123 · Interpellanza · 2024-09-26
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Per rispondere alla mia mozione 22.3574 il Consiglio federale cita la giurisprudenza del Tribunale federale (TF), affermando che «questo tasso sta a significare che, per determinate malattie insolite per una data professione, è necessario dimostrare, sulla base di statistiche epidemiologiche o esperienze cliniche, che il numero di casi di malattia per un determinato gruppo professionale sia quattro volte superiore a quello registrato nella popolazione generale». Secondo il rapporto dell’ufficio BASS, commissionato dalla SECO nell’ambito del Piano d’azione PF (PA-PF), la maggior parte delle malattie croniche potenzialmente dovute all’uso di pesticidi non sono riportate nei registri sanitari nazionali, né sono coperte dalle statistiche SUVA in quanto non riconosciute come malattie professionali. A essere incomplete sono anche le statistiche sulla salute della popolazione agricola.
Tuttavia, esistono sospetti fondati in merito agli effetti cronici dannosi causati dall’uso di PF. In particolare, studi epidemiologici condotti all’estero hanno dimostrato che l’uso professionale di questi pesticidi può essere associato a una serie di malattie croniche.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.
Perché la Confederazione non dispone di dati sulle malattie legate all’uso professionale di PF? Quand’è che il Consiglio federale avvierà un monitoraggio in questo settore?
Secondo il rapporto intermedio sull’attuazione del PA-PF «il rischio di malattie croniche associate ai PF è diminuito grazie alle [informazioni sulle misure di protezione degli utilizzatori]». Su quali informazioni verificabili si basa questa affermazione? Il Consiglio federale dispone di statistiche che dimostrano la riduzione del rischio di malattie croniche? Si tratta di una supposizione o di un’ipotesi da verificare?
In che modo intende verificare il raggiungimento dell’obiettivo del PA-PF «Protezione degli utilizzatori professionali e per i lavoratori che eseguono lavori successivi su colture trattate con PF» se la Svizzera non dispone di un sistema di fitofarmacovigilanza?
Quali sono i Paesi dell’UE che riconoscono le malattie professionali degli agricoltori legate ai PF e di quali malattie si tratta? In che modo le misure di protezione per l’uso dei pesticidi differiscono da quelle della Svizzera?
Stellungnahme des Bundesrates
Attualmente in Svizzera non esiste una base giuridica che consenta di raccogliere dati sulle malattie associate all’uso professionale dei prodotti fitosanitari (PF). Come menzionato dal Consiglio federale nel parere relativo al postulato Crottaz 21.3861, le banche dati disponibili in Svizzera non sono state concepite per valutare i rischi per la salute degli utilizzatori di prodotti fitosanitari. Invece di armonizzare diverse banche dati, sarebbe forse più indicato monitorare le malattie attraverso studi di coorte. Il progetto «Studio svizzero sulla salute» si presterebbe a questo scopo. In collaborazione con il DEFR (SECO) e il DATEC (UFAM), il DFI sta esaminando l’eventualità di attuare questo progetto. Entro la fine del 2025 il Consiglio federale dovrebbe prendere una decisione sulla possibilità di condurre uno studio di coorte e sulle condizioni quadro finanziarie e organizzative. Uno studio di questo tipo renderebbe necessari alcuni adeguamenti sul piano giuridico. Non è quindi ancora possibile sapere se, quando e a quali condizioni lo «Studio svizzero sulla salute» potrebbe essere utilizzato per raggiungere l’obiettivo di cui sopra.Dal momento che molti PF (p. es. prodotti cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione) sono stati ritirati dal mercato, i rischi sono in diminuzione. Allo stesso tempo, sono state migliorate le informazioni sulla protezione degli utilizzatori (toolkit e standard di protezione) e quindi questi ultimi sanno meglio come proteggersi. Pertanto, è molto probabile che il rischio di malattie croniche associate ai PF diminuirà nel lungo periodo.Per quanto riguarda la «protezione degli utilizzatori» menzionata nel Piano d’azione dei prodotti fitosanitari, si tratta di un obiettivo finale che delinea una situazione da raggiungere nel lungo periodo. La definizione di obiettivi a lungo termine fa sì che vi siano degli obiettivi intermedi misurabili in termini concreti. Come indicato nel rapporto intermedio sull’attuazione del piano d’azione, l’obiettivo intermedio «Miglioramento delle informazioni sulla protezione degli utilizzatori» è stato raggiunto.Non è possibile fornire una lista esaustiva dei Paesi UE che riconoscono le malattie associate ai PF né stabilire di quali malattie si tratta; la definizione e i criteri per il loro riconoscimento variano infatti da Paese a Paese e sono determinati in modo indipendente. Da un controllo a campione degli elenchi delle malattie professionali in vigore in Germania, Austria, Francia e Italia si evince che, talvolta, alcuni gruppi di principi attivi sono abbinati a determinate malattie, riconosciute come malattie professionali.È possibile formulare affermazioni specifiche soltanto in base al campione francese in quanto l’INRS (Institut de santé et sécurité au travail) tiene un elenco delle malattie professionali nel settore dell’agricoltura (https://www.inrs.fr/publications/bdd/mp/listeTableaux.html).I requisiti di protezione degli utilizzatori nei Paesi dell’UE non differiscono sostanzialmente da quelli della Svizzera; il nostro Paese si serve infatti degli stessi metodi di valutazione dei rischi applicati nell’UE.