26.3298 · Interpellanza · 2026-03-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il tragico rogo di Crans-Montana fa tuttora discutere. Purtroppo, le autorità hanno manifestamente commesso molti errori nel corso delle indagini. I video delle telecamere di sorveglianza e i cellulari non sono stati messi al sicuro e non sono state disposte autopsie. Il gestore straniero è stato posto in carcerazione preventiva solo dopo nove giorni e due settimane dopo è stato rilasciato su cauzione (nonostante il rischio di collusione ed eventualmente di fuga). L’altra gerente è sempre rimasta a piede libero. Numerose vittime sono minorenni, era disponibile solo una via di fuga stretta, un’altra era bloccata, il personale non era stato istruito, non vi erano abbastanza estintori, il materiale installato personalmente dal gestore sul soffitto e alle pareti era altamente infiammabile. Il locale non era più stato controllato dal 2019. E si potrebbero elencare ancora altre negligenze da parte delle autorità. Oltre alle numerose domande che si pone la nostra popolazione, aumentano anche le pressioni dall’estero. A quanto risulta, è stata perlomeno accolta l’offerta di assistenza giudiziaria da parte dell’Italia. Già prima della tragedia gli inquirenti vallesani avevano dichiarato di essere sovraccarichi di lavoro. Inoltre, le capacità delle autorità locali preposte alla sicurezza erano insufficienti per i controlli antincendio. Le autorità hanno agito in maniera negligente. Si parla addirittura di parzialità.
In simili casi di ampia portata erano stati designati procuratori straordinari per fornire supporto. Proprio nei casi di grande rilevanza sono necessarie indagini approfondite e neutrali (nel rispetto della separazione dei poteri). Il Consiglio federale può formulare raccomandazioni, in particolare quando è in gioco anche la reputazione della Svizzera. Sarebbe opportuno istituire una vigilanza extracantonale indipendente.
Begründung
Sarebbe opportuno anche in futuri casi penali di portata analogamente ampia che la Confederazione raccomandasse tempestivamente di delegare all’esterno le indagini?Non dovrebbe essere nell’interesse delle autorità vallesane delegare il caso a un procuratore straordinario extracantonale? Hanno avuto luogo colloqui al riguardo?È stata instaurata una collaborazione (scambio di atti) tra la Svizzera e altri Paesi coinvolti?Il Consiglio federale ha riflettuto a come procedere, in futuro, in caso di altre catastrofi di ampia portata per garantire maggiore professionalità? La Confederazione ha tratto altre conclusioni da questa tragedia, ad esempio sul piano della sicurezza?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale precisa anzitutto di non disporre di informazioni dettagliate sul procedimento penale in corso. Non ha accesso all’incarto né conoscenza dei dettagli dell’istruttoria. Non è pertanto in grado di valutare se i fatti e le possibili negligenze menzionate nell’interpellanza corrispondano alla realtà. 1. Nonostante il carattere straordinario degli eventi del 1° gennaio 2026 a Crans-Montana e la profonda tristezza che suscitano, la competenza in materia di perseguimento penale resta invariata. L’articolo 123 capoverso 2 della Costituzione federale (Cost.; RS 101) stabilisce che l’amministrazione della giustizia in materia penale compete ai Cantoni, salvo diversa disposizione della legge. Nella misura in cui sono competenti per perseguire determinati reati, i Cantoni devono anche esercitare la vigilanza sulle autorità penali e giudiziarie. Alla Confederazione non compete a nessun titolo prescrivere ai Cantoni come condurre i loro procedimenti penali, né in generale né in un caso specifico. Conferire un tale facoltà alla Confederazione implicherebbe una modifica sostanziale dell’attuale ripartizione delle competenze in materia di perseguimento penale. 2. Il Consiglio federale non può esprimersi sul modo di procedere che risponderebbe agli interessi del Cantone del Vallese. Precisa tuttavia che con la nomina di un procuratore straordinario extracantonale il procedimento non passerebbe affatto al pubblico ministero di tale Cantone, ma che il procuratore cantonale incaricato verrebbe semplicemente sostituito da quello straordinario, che continuerebbe a condurre l’istruttoria per il Cantone del Vallese ricorrendo alle forze di polizia vallesane. Se il procuratore straordinario non conoscesse a fondo gli iter procedurali cantonali, ciò potrebbe addirittura complicare il procedimento. 3. Il 13 gennaio 2026, nel quadro del suo procedimento penale, la Procura di Roma ha presentato una richiesta di assistenza giudiziaria alla Svizzera, chiedendo di ricevere una copia dell’incarto penale del pubblico ministero vallesano e di poter presenziare all’esecuzione di atti di assistenza giudiziaria. Il 30 gennaio 2026 il pubblico ministero vallesano ha accolto la domanda e concesso l’assistenza giudiziaria. A fine marzo 2026 alcuni inquirenti italiani sono giunti in Svizzera per consultare gli atti dell’incarto penale vallesano e designare i documenti rilevanti per il procedimento penale italiano. Nessun altro Stato coinvolto ha chiesto assistenza giudiziaria alla Svizzera. Dal canto suo, il pubblico ministero vallesano ha trasmesso una domanda di assistenza giudiziaria alla Francia e agli Stati Uniti. 4 e 5. Si potranno trarre conclusioni e insegnamenti dal dramma di Crans-Montana e determinare le eventuali misure da adottare a livello statale solo una volta fatta luce sui fatti, in particolare grazie al procedimento penale.