26.3926
Le nuove centrali nucleari sono un rischio per la sicurezza!
Testo depositato
Nel suo messaggio concernente la modifica della legge federale sull’energia nucleare, il Consiglio federale invoca esplicitamente «l’aggressione militare russa contro l’Ucraina» come argomento a favore della costruzione di nuove centrali nucleari. Tuttavia, omette completamente ciò che questo conflitto insegna sulla presenza di centrali nucleari nelle zone di guerra.
Dal 2022 le centrali nucleari ucraine sono state bersagliate ripetutamente, la loro alimentazione elettrica è stata interrotta a più riprese e vi sono stati alcuni attacchi di droni nelle immediate vicinanze di alcune piscine di stoccaggio degli elementi di combustibile. Nel maggio 2026 un drone ha provocato l’incendio di un generatore della centrale nucleare di Barakah negli Emirati Arabi Uniti, causando un’interruzione dell’alimentazione elettrica esterna. Nel febbraio 2025 un drone ha aperto una breccia nella copertura protettiva del sarcofago di Chernobyl, provocando focolai di incendio che sono rimasti attivi per settimane.
Nel messaggio del Consiglio federale concernente la modifica della legge sull’energia nucleare non vengono menzionati scenari di guerra o di attacchi con i droni, né nell’ambito dell’analisi dei rischi né in quello dei requisiti per le future procedure di autorizzazione. Il Consiglio federale strumentalizza la guerra in Ucraina per promuovere la sicurezza dell’approvvigionamento, senza tuttavia tener conto delle sue conseguenze in materia di politica di sicurezza.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
Perché il messaggio concernente la modifica della legge sull’energia nucleare non contiene un’analisi dei rischi legati agli attacchi armati contro le centrali nucleari?
Quali requisiti concreti in materia di protezione contro gli attacchi militari e con droni dovrebbe soddisfare una nuova centrale nucleare svizzera ai sensi dell’attuale legge sull’energia nucleare e delle relative ordinanze? Il Consiglio federale ritiene che tali requisiti siano sufficienti alla luce dell’attuale situazione di minaccia?
Le centrali nucleari svizzere esistenti sono state progettate in un’epoca in cui gli attacchi con droni contro le infrastrutture civili non erano considerati uno scenario realistico. Come valuta il Consiglio federale l’efficacia della protezione di questi impianti contro gli odierni droni militari e quali misure di riequipaggiamento sono state valutate o adottate dal 2022?
Il Consiglio federale cita il mutato contesto geopolitico come argomento a favore di nuove centrali nucleari. Ha anche valutato se tale contesto renda le centrali nucleari degli obiettivi privilegiati per gli attacchi, e, se sì, con quale risultato?
È disposto a commissionare una valutazione indipendente della situazione in materia di politica di sicurezza che valuti esplicitamente il rischio di attacchi armati contro le centrali nucleari svizzere nuove e quelle esistenti?
Parere del Consiglio federale
1. e 2. Le centrali nucleari sono costruite in modo da garantire una buona protezione contro eventuali fattori esterni. I requisiti concreti di protezione da rispettare sono in particolare:
un edificio del reattore e un contenitore di sicurezza robusti a tal punto da resistere ad es. a cadute di aerei e forti terremoti;
sistemi di emergenza autarchici collocati in bunker (approvvigionamento elettrico e idrico incl.) per fare fronte a eventuali incidenti;
risorse ridondanti, collocate in luoghi diversi, che consentano di contrastare eventuali incidenti che vadano oltre i parametri di progettazione.
Una nuova centrale nucleare in Svizzera sarebbe realizzata in funzione delle conoscenze e dei requisiti di sicurezza attuali e sarebbe conforme ai piani di sicurezza più aggiornati. Questo potrebbe consentire di raggiungere un livello di sicurezza più elevato rispetto a quello degli impianti già esistenti.
Nel messaggio concernente l’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» e il controprogetto indiretto (Modifica della legge federale sull’energia nucleare), il Consiglio federale persegue l’obiettivo di mantenere opzioni per un utilizzo futuro dell’energia nucleare nell’interesse dell’apertura tecnologica (FF 2025 2563). Il controprogetto indiretto revoca soltanto il divieto di costruire nuove centrali nucleari sancito a livello legislativo, senza prendere decisioni né in merito alla costruzione concreta di una centrale nucleare né all’ubicazione, al tipo o alla conformazione.
Un’analisi dei rischi specifica agli attacchi armati contro le centrali nucleari non era pertanto oggetto del messaggio. Scenari di questo genere possono essere valutati in modo adeguato soltanto sulla base di un progetto concreto e andrebbero se del caso esaminati nell’ambito delle procedure di autorizzazione corrispondenti.
3., 4. e 5. Le centrali nucleari sono ben protette contro i fattori esterni, grazie alla robustezza dell’edificio del reattore e ai sistemi di emergenza collocati in bunker. Da oltre dieci anni, nelle sue norme l’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) contempla esplicitamente anche lo scenario di un attacco con droni. I requisiti concreti in relazione a tale scenario e le misure per la protezione fisica (sicurezza nucleare) delle centrali svizzere sono segreti.
Inoltre, attraverso il diritto internazionale umanitario e i principi dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), le centrali nucleari godono di una protezione giuridica particolare contro gli attacchi. Per gli oggetti critici, come le centrali nucleari esistenti, i servizi cantonali e militari elaborano dossier confidenziali basati sulla strategia nazionale per la protezione delle infrastrutture critiche, in cui stabiliscono come vadano protetti tali impianti. Sono previste prestazioni orientate anche a conflitti ibridi e armati. Nel quadro del progetto «Protezione della popolazione in caso di conflitto armato» vengono esaminati i processi, come la definizione degli oggetti da proteggere prioritariamente. Anche l’esercito ha elaborato piani per la protezione delle infrastrutture critiche. In conclusione, il Consiglio federale non ritiene che sia necessario procedere a una valutazione indipendente della situazione in materia di politica di sicurezza.