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19.4026 · Interpellanza · 2019-09-12

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il 19 agosto 2019, il Ministero degli interni turco ha comunicato ufficialmente che tre sindaci, eletti democraticamente nelle città curde di Diyarbakir, Mardin e Van e membri del Partito democratico dei popoli (HDP), sono stati sollevati dal loro incarico e sostituiti da governatori di queste stesse città. La giustificazione all'origine di questa destituzione è tanto semplice quanto assurda: la loro presunta vicinanza a organizzazioni terroristiche e il sostegno di idee separatiste. In occasione di azioni di protesta contro questi interventi antidemocratici sono state arrestate migliaia di persone.

La decisione arbitraria e puramente politica del ministro degli interni Süleyman Soylu viola chiaramente la Costituzione e la legge; inoltre mina lo Stato di diritto e viola i principi fondamentali della democrazia.

Apparentemente anche in altre grandi città, come per esempio Istanbul, dove Ekrem Imamoglu è stato eletto sindaco, c'è il rischio che i rappresentanti votati vengano destituiti.

Claudia Roth, rappresentante dei Verdi e vicepresidente del Bundestag tedesco, definisce giustamente questa procedura come "un'eliminazione sistematica degli ultimi elementi di democrazia e Stato di diritto nell'odierna Turchia" e chiede chiari segnali da parte della Germania e dell'UE.

Anche la Svizzera dovrebbe difendere apertamente la democrazia e lo Stato di diritto in Turchia.

Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale come valuta il comportamento del governo turco, che ha destituito questi sindaci? Concorda con il fatto che, con questi interventi, abbia annullato la decisione democratica della popolazione?

2. Il Consiglio federale è disposto a segnalare chiaramente al governo turco che la Svizzera non tollera in alcun modo queste procedure, e a esigere che la destituzione dei sindaci venga annullata?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha preso atto con preoccupazione della destituzione dei sindaci di Van, Diyarbakir e Mardin. Il DFAE ha tematizzato i casi con le autorità turche a livello bilaterale e si è pronunciato al riguardo nel quadro multilaterale presso il Consiglio d'Europa il 4 settembre 2019. La Svizzera fa regolarmente appello alla Turchia affinché rispetti le libertà fondamentali e i principi dello Stato di diritto e osservi i suoi obblighi internazionali, come è avvenuto anche in occasione dell'incontro del 12 luglio 2019 tra il consigliere federale Ignazio Cassis e il suo omologo turco ad Ankara.

Tenuto conto delle sfide attuali in Turchia, il Consiglio federale continua a considerare il dialogo diretto con il Governo turco come il mezzo più efficace per promuovere questi valori e migliorare la situazione sul posto.

Risposta del Consiglio federale.