20.3415 · Mozione · 2020-05-06
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di prevedere una moratoria di tre anni per l'entrata in vigore dei progetti per l'ampliamento delle prestazioni nell'ordinamento delle indennità di perdita di guadagno (IPG) e nell'assicurazione contro la disoccupazione (AD) e per l'introduzione di altre prestazioni sociali che sono già stati approvati ma non sono ancora entrati in vigore. È inoltre incaricato di presentare al Parlamento, prima della fine di questi tre anni, un rapporto di base sulla situazione delle assicurazioni sociali.
Begründung
Nella lotta contro il coronavirus, il Consiglio federale ha imposto alla popolazione svizzera severi provvedimenti di polizia sanitaria sulla base dell'articolo 7 della legge sulle epidemie e delle disposizioni in materia di diritto di necessità ai sensi dell'articolo 185 della Costituzione federale. Con l'ordinanza 2 del 20 marzo 2020 sui provvedimenti per combattere il coronavirus (COVID-19) sono state poste le basi per importanti decisioni di politica finanziaria. Per attenuare le ripercussioni economiche della diffusione del coronavirus il Consiglio federale ha adottato un ampio pacchetto di misure per un importo di oltre 60 miliardi di franchi.
Al riguardo, oltre alla possibilità per le PMI di ottenere prestiti, sono particolarmente importanti per la popolazione del nostro Paese l'ordinanza COVID-19 perdita di guadagno e l'ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione. Mentre alla fine del 2019 l'AD aveva saldato i suoi debiti con un'eccedenza di entrate di 1,56 miliardi di franchi, le riserve del Fondo IPG ammontano ancora a circa un miliardo di franchi. Nei prossimi mesi entrambi i fondi accumuleranno debiti miliardari. Al momento non è assolutamente chiaro a quanto ammonteranno esattamente, ma è certo che questi debiti peseranno gravemente sui datori di lavoro e sui salariati nei prossimi dieci anni. Inoltre, quest'onere assume particolare importanza, poiché proprio nello stesso periodo il cambiamento demografico raggiungerà il suo picco e inciderà sensibilmente sulle entrate. Al momento, quindi, sarebbe incomprensibile se le IPG fossero gravate da nuovi ampliamenti delle prestazioni per un importo di circa 319 milioni di franchi. Occorre dunque moderarsi e tenere presente l'intero contesto e rinunciare almeno per i prossimi tre anni ai previsti ampliamenti delle prestazioni seguenti:
1. congedo di paternità;
2. introduzione di un congedo pagato per i genitori che assistono figli con gravi problemi di salute;
3. introduzione di un congedo di adozione;
4. introduzione di assegni per l'azienda in caso di maternità per le lavoratrici indipendenti;
5. miglioramento delle prestazioni a favore dei genitori in caso di lungo ricovero in ospedale di figli gravemente malati.
Anche l'introduzione di una prestazione di assistenza per i disoccupati di età superiore ai 60 anni sulla base delle previste prestazioni transitorie aggiungerebbe diverse centinaia di milioni di franchi all'anno al pesantissimo onere che grava sulle finanze federali (RFFA e crescita delle uscite dell'AVS a causa del forte aumento del numero di beneficiari di rendita). Si dovrà quindi rinunciarvi almeno per i prossimi tre anni.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale monitora da vicino l'evoluzione della situazione finanziaria delle assicurazioni sociali in relazione con la crisi del coronavirus. Le conseguenze di questa crisi sulle prospettive finanziarie delle assicurazioni sociali dipendono notevolmente dalla durata del suo impatto sull'economia. Svariati istituti economici, sia in Svizzera che all'estero, concordano sull'ipotesi secondo la quale, a corto termine, la crisi avrà un impatto sull'evoluzione economica e provocherà delle perdite ma, a lungo termine, non causerà danni consistenti. Dal 2025, i suoi effetti dovrebbero neutralizzarsi. La Svizzera gode di condizioni favorevoli per far fronte al crollo economico.
Per quanto riguarda l'iniziativa parlamentare volta a prevedere indennità in caso di adozione di un bambino (13.478), il messaggio sul versamento prolungato dell'indennità di maternità in caso di soggiorno ospedaliero prolungato del neonato, adottato dal Consiglio federale in adempimento della mozione della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati 16.3631 Versare più a lungo l'indennità di maternità in caso di soggiorno ospedaliero prolungato del neonato, nonché le mozioni 19.4110 e 19.4270 a favore della concessione di assegni per l'azienda in caso di maternità per le lavoratrici indipendenti, gli oggetti sono attualmente pendenti in Parlamento. Spetta dunque a quest'ultimo decidere come procedere al riguardo.
Per quanto concerne l'iniziativa parlamentare relativa al controprogetto indiretto all'iniziativa popolare per un congedo di paternità (FF 2019 5677), il Popolo sarà chiamato a esprimersi il 27 settembre 2020. In caso di accettazione di questo oggetto in occasione della votazione popolare, il Consiglio federale dovrà fissare l'entrata in vigore della legge. Altrettanto vale per la legge federale concernente il miglioramento della conciliabilità tra attività lucrativa e assistenza ai familiari (FF 2019 7217), il cui termine di referendum è scaduto inutilizzato il 9 aprile 2020, e per la legge federale sulle prestazioni transitorie per i disoccupati anziani (19.051), approvata nella votazione finale del 19 giugno 2020 e il cui termine di referendum scadrà l'8 ottobre 2020. Per principio, gli atti normativi vanno posti in vigore il più rapidamente possibile. Se è vero che il Consiglio federale gode di un certo margine discrezionale per porre in vigore un atto, è anche vero che può ritardare un'entrata in vigore soltanto per motivi oggettivi, quali la necessità per i cantoni d'adeguare il diritto cantonale, di preparare l'entrata in vigore di una legge federale o l'interdipendenza della materia di una legge con quella di un altro atto legislativo la cui entrata in vigore è prevista solo successivamente. Una moratoria generalizzata di tre anni sulle riforme legalmente adottate in materia di assicurazioni sociali rappresenterebbe anch'essa una procedura estremamente discutibile dal punto di vista politico.
Inoltre, dalle ultime proiezioni è emerso che la crisi del coronavirus non dovrebbe incidere in misura significativa sulle finanze delle IPG. Queste non saranno compromesse nemmeno dall'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus introdotta dal Consiglio federale per aiutare i lavoratori indipendenti a far fronte alla crisi, poiché essa è finanziata esclusivamente dalla Confederazione e non va dunque a gravare il Fondo IPG.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.