20.3998 · Postulato · 2020-09-15
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sull'accesso alla contraccezione in Svizzera durante la pandemia di COVID-19. Vanno in particolare studiati i gruppi di persone che hanno incontrato ostacoli nell'accesso alla contraccezione e i fattori che li hanno determinati. In una prospettiva più ampia, vanno inoltre analizzate le conseguenze personali, familiari, economiche e sociali della mancanza d'accesso e proposte misure concrete per garantire a tutti l'accesso alla contraccezione anche in caso di crisi quale una pandemia.
Begründung
Nella sua risposta all'interpellanza 20.3259, il Consiglio federale sostiene che non vi sia stata alcuna restrizione nell'accesso alla contraccezione. Tuttavia, un progetto limitato nel tempo di Salute Sessuale Svizzera, finanziato dalla Catena della solidarietà, è venuto in aiuto a molte persone in situazione precaria che non hanno i mezzi per comprare contraccettivi. Due terzi delle domande sono state presentate da persone che hanno già una famiglia. La situazione pare avere raggiunto il suo culmine, visto che già prima della pandemia i centri di consulenza riconosciuti avevano segnalato problemi nell'accesso alla contraccezione.
La crisi sanitaria sembra pertanto dimostrare che la Svizzera ha bisogno di una soluzione sostenibile nel campo della contraccezione. Il principio dell'Agenda 2030 "Non lasciare indietro nessuno" deve essere rispettato e la salute sessuale e riproduttiva e l'accesso alla contraccezione sono inclusi nell'OSS 3 sulla salute e nell'OSS 5 sulla parità di genere. In una recente risoluzione (2331/2020), l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha invitato gli Stati a migliorare l'accesso alla contraccezione, che deve essere considerato un servizio sanitario essenziale che rientra nell'assistenza sanitaria generale. Nelle sue linee guida sulla COVID-19, anche il comitato CEDAW invita gli Stati a fornire servizi di salute sessuale e riproduttiva, compresi contraccettivi moderni.
L'accesso alla contraccezione contribuisce sia alla promozione della salute che all'emancipazione personale, familiare, professionale ed economica delle donne. La mancanza di contraccezione, invece, è un pericolo per la salute e accresce il rischio di gravidanze indesiderate. E questo potrebbe portare a un aumento degli aborti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
L'accesso fisico alla contraccezione è stato sempre garantito anche durante il lockdown poiché le farmacie e gli studi medici sono rimasti aperti e le restrizioni dell'offerta non hanno riguardato i preservativi. Tuttavia, alcuni segnali indicano che, durante l'epidemia di COVID-19, la situazione delle persone in condizioni di povertà si è aggravata, rendendo così più difficile il finanziamento individuale dei contraccettivi.
Il Consiglio federale è consapevole che le difficoltà economiche delle persone in condizioni di povertà possono limitare la libertà di scelta dei metodi contraccettivi. Approva perciò l'iniziativa avviata da SALUTE SESSUALE SVIZZERA che, grazie a un fondo speciale finanziato dalla Catena della solidarietà, ha consentito a queste persone di usufruire, da maggio ad agosto, di un aiuto finanziario per l'acquisto di contraccettivi.
Tuttavia, come esposto nei suoi pareri in risposta alle mozioni Marti Samira 19.3660 "Aggiungere i contraccettivi al catalogo delle prestazioni obbligatorie dell'assicurazione malattie di base" e Reynard 19.3197 "Favorire l'accesso dei giovani in Svizzera ai metodi contraccettivi", il Consiglio federale ritiene che sia responsabilità dell'assicurato evitare gravidanze indesiderate. I contraccettivi non sono infatti rimborsati dall'assicurazione malattie, ma sono a carico del singolo.
Inoltre, il sostegno alle persone in condizioni finanziarie precarie è di competenza di Cantoni e Comuni. Spetta dunque a loro intervenire se costatano che la situazione legata alla COVID-19 complica l'accesso alla contraccezione. Il Consiglio federale non ritiene quindi opportuno redigere un rapporto sul tema a livello federale.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.