20.4017 · Interpellanza · 2020-09-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
1. Quali misure adotta il Consiglio federale affinché la produzione e l'esercizio dei droni (UAS/Unmanned Aircraft Systems) in Svizzera possano essere promossi in modo economicamente ed ecologicamente sostenibile?
2. La domanda per l'utilizzazione del bene pubblico "spazio aereo" aumenterà notevolmente a seguito della digitalizzazione. Qual è la strategia del Consiglio federale per garantire un accesso equo e sicuro? A che punto è il progetto "U-Space/SUSI"?
3. Come deve essere strutturata e coordinata la gestione dell'"UAS Traffic Management" tra UFAC e Skyguide nonché tra Confederazione, Cantoni, Comuni e attori privati? Chi definisce i "corridoi UAS"?
4. Com'è possibile garantire che gli attuali utenti del sistema aeronautico dispongano dell'equipaggiamento tecnico necessario per esercitare i droni in modo efficiente e sicuro? Come dovrebbero essere formati e di quali licenze dovrebbero disporre i piloti di droni?
5. In che modo il Consiglio federale garantisce, in particolare emanando norme e standard tecnici adeguati, un accesso facilitato ai principali mercati di riferimento del settore per i prodotti e i servizi svizzeri (UE, USA, Asia)?
6. Gli USA stanno conquistando la pole position nella digitalizzazione dell'infrastruttura aeronautica. Come può il Consiglio federale assicurare che i ricercatori e gli imprenditori formati in Svizzera non emigrino nella Silicon Valley? Quali incentivi agli investimenti sono previsti in questo settore?
Begründung
Secondo la statistica dell'ONU, entro il 2035 oltre il 60 per cento della popolazione mondiale vivrà in agglomerati urbani. Le cosiddette "Smart Cities" necessitano quindi di soluzioni di mobilità innovative per rimanere vivibili. Tra queste soluzioni vi sono i droni a decollo verticale, che possono essere azionati elettricamente e praticamente non causano emissioni foniche.
In questo settore si è sviluppata una competizione mondiale con un elevato potenziale di crescita. Negli USA sono previsti nel 2023 i primi droni commerciali certificati per passeggeri; Asia ed Europa seguiranno tempestivamente.
Le università e le scuole universitarie svizzere sono leader mondiali nella ricerca e nello sviluppo di droni. Tuttavia, per quanto riguarda la sperimentazione e l'esercizio commerciale, molti spin-off dei politecnici e numerose piccole e medie imprese high-tech "scompaiono" all'estero, dove le condizioni quadro e il clima d'investimento sono più favorevoli.
Ciò è estremamente deplorevole, poiché la Svizzera vive di esportazioni e innovazione. Grazie al nostro sistema di formazione e a un gran numero di piccole e medie imprese high-tech disponiamo di condizioni ideali per specializzarci nel settore dei droni. Ma l'implementazione purtroppo non è all'altezza. Il denaro dei contribuenti viene investito principalmente nella ricerca accademica, ma troppo poco nella fornitura di infrastrutture e condizioni quadro adeguate per l'economia.
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 6. La Confederazione ha riconosciuto tempestivamente il potenziale dei droni civili e garantisce attualmente che le nuove tecnologie siano approvate in tempi brevi nel rispetto dei pertinenti requisiti di sicurezza. L'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) coordina la messa a punto di un'infrastruttura digitale (U-Space o UAS Traffic Management, UTM) necessaria per l'integrazione sicura dei droni nello spazio aereo. L'Ufficio si adopera inoltre affinché lo sviluppo della normativa internazionale tenga conto delle esigenze elvetiche, in particolare di quelle delle PMI e delle start-up del settore.
Numerose start-up nel settore dei droni beneficiano anche di programmi di promozione dell'Agenzia svizzera per la promozione dell'innovazione (Innosuisse). Ciò costituisce un incentivo a stabilirsi in Svizzera anziché trasferirsi all'estero.
2. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui la digitalizzazione provocherà un aumento della domanda di spazio aereo. La riorganizzazione dello spazio aereo entro il 2035 (Programma AVISTRAT-CH) ha l'obiettivo di adattare l'utilizzazione dello spazio aereo alle esigenze della società e di consentire una facile integrazione delle nuove tecnologie. Per stabilire le priorità, occorre considerare anche criteri di sostenibilità, sulla base degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU, della Strategia per uno sviluppo sostenibile, del rapporto "Economia verde - Misure della Confederazione per una Svizzera attenta a una gestione parsimoniosa delle risorse e alle esigenze delle generazioni" e della Strategia "Svizzera digitale".
Per accelerare i lavori su U-Space e UTM, l'UFAC ha lanciato un partenariato pubblico-privato (Swiss U-Space Implementation, SUSI). Una prima funzione per l'identificazione a distanza dei droni basata sulla rete sarà implementata entro la fine del 2020.
3. L'UTM dovrà garantire ai droni un accesso sicuro, efficiente ed equo allo spazio aereo, organizzato perlopiù in modo digitale, automatizzato, decentralizzato e orientato al mercato. Non sono previsti "corridoi UAS" predefiniti, ma si cercherà di tenere conto in modo appropriato di interessi di protezione giustificati, ad esempio in relazione alle infrastrutture critiche. L'UFAC si coordina in modo attivo con i principali attori del settore ai vari livelli amministrativi, le Forze aeree, la Military Aviation Authority (MAA), Skyguide e con i privati interessati.
4. Per quanto riguarda l'equipaggiamento tecnico necessario, si rimanda alla risposta del Consiglio federale all'interpellanza 20.3982 (cfr. punto 2.).
A causa dell'eterogeneità e della crescente automazione dei sistemi di droni, la formazione e la licenza dei piloti non è ancora molto standardizzata. Il regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, alla cui elaborazione la Svizzera ha partecipato in modo determinante, costituisce la pietra angolare per la standardizzazione della futura formazione. La possibilità di integrare questo regolamento nell'accordo bilaterale sui trasporti aerei viene attualmente dibattuta in Parlamento (cfr. mozione 20.3916).
5. L'accesso dei prodotti e dei servizi elvetici nel settore dei droni dipende in primo luogo dalla regolamentazione applicabile nei mercati di destinazione. L'UE è di gran lunga il mercato di destinazione più importante e, sulla base dei suoi diritti di partecipazione, la Svizzera ha potuto contribuire in misura determinante all'elaborazione della regolamentazione sui droni nell'UE. Si è ad esempio fatta portavoce delle esigenze dei settori economici rilevanti nel nostro Paese, ottenendo importanti facilitazioni per l'aeromodellismo. La mozione 20.3916 è attualmente oggetto di dibattiti parlamentari e il recepimento dei regolamenti 2019/947 e 2019/945 dipende dagli esiti di tali dibattiti. Senza il recepimento di questi due regolamenti, l'accesso dell'industria svizzera dei droni e della robotica al mercato interno dell'UE risulterà più difficile e le autorizzazioni rilasciate dalla Svizzera non saranno riconosciute dall'UE.
Risposta del Consiglio federale.