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20.4483 · Postulato · 2020-12-15

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Allo scopo di rafforzare l'economia nazionale durante la crisi del coronavirus, il Consiglio federale - per mezzo della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e in stretta collaborazione con le associazioni di categoria - è incaricato di lanciare una campagna per promuovere gli acquisti locali, così da salvaguardare i posti di lavoro.

Begründung

L'attuale pandemia ha provocato anche in Svizzera la crisi economica più grave del dopoguerra. Con miliardi di franchi provenienti dagli introiti fiscali, lo Stato sostiene la nostra economia affinché possa uscire da questa crisi. Per creare lavoro, rafforzare il potere d'acquisto e rilanciare l'attività economica è strettamente necessario promuovere l'acquisto di beni e servizi interni a prezzi concorrenziali, in quanto soluzione di provata efficacia per contrastare la debole crescita.

Alcuni settori economici, ad esempio l'industria grafica, devono inoltre far fronte a importanti adeguamenti strutturali legati ai cambiamenti tecnologici e del mercato; tali adeguamenti determineranno la scomparsa di imprese e la riduzione di posti di lavoro e di tirocinio, generando costi elevati per l'economia nazionale. La pandemia di COVID-19 ha dimostrato che l'economia svizzera dipende dal buon funzionamento delle catene di approvvigionamento. Settori come l'industria grafica forniscono prodotti e servizi (p. es. informazioni e imballaggi) destinati sia al mercato interno sia all'esportazione e indispensabili per lo svolgimento di processi di produzione, distribuzione e vendita anche in periodo di crisi.

La Confederazione sostiene già il consumo di carne e latte svizzeri, così come determinate attività di promozione turistica.

Il Consiglio federale è dunque invitato - come è stato il caso per la campagna nazionale dell'Ufficio federale della sanità pubblica - a mettere a disposizione fondi per misure di promozione volte a sostenere la nostra economia. Inoltre, per mezzo della SECO e in stretta collaborazione con le associazioni di categoria, è incaricato di lanciare una campagna nazionale per promuovere gli acquisti locali, così da salvaguardare i posti di lavoro.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La crisi che stiamo vivendo costituisce un momento difficile per l'economia svizzera. Da marzo 2020 il Consiglio federale ha emanato numerose disposizioni volte ad attenuare le conseguenze economiche dei provvedimenti imposti per combattere la pandemia, in modo da garantire sia il mantenimento di posti di lavoro e il versamento dei salari sia la liquidità delle imprese.

L'acquisto di beni e servizi da aziende svizzere potrebbe naturalmente aiutare a sostenere la nostra economia, ma è altrettanto vero che, secondo i principi di libertà economica, ognuno è libero di scegliere dove e da chi comprare. La ripartizione di ruoli tra lo Stato e il settore privato adottata finora si è dimostrata efficace. Eventuali misure statali dovrebbero essere esaminate anche dal punto di vista del diritto internazionale e in particolare del diritto dell'Organizzazione mondiale del commercio. Una campagna promozionale come quella proposta dall'autore del postulato andrebbe lanciata a livello locale da associazioni del commercio e dell'industria, così da avere un maggiore impatto sui consumatori. Alcuni settori si adoperano per evidenziare i vantaggi del consumo di prodotti svizzeri (p. es. il settore dell'energia). Esistono inoltre già, o sono nate durante la crisi attuale, iniziative private e pubbliche per incoraggiare gli acquisti locali (p. es. la piattaforma "Star'Terre" in Romandia, la distribuzione di buoni acquisto da parte di alcuni Cantoni e Comuni e di alcune banche). Anche la sensibilità dei consumatori e la loro responsabilità individuale possono contribuire al successo di campagne e misure di questo genere.

Il confronto con altre misure di promozione esposte nella motivazione del postulato non è opportuno: le campagne di promozione a favore della carne e del latte svizzeri riguardano mercati particolari, protetti da elevati dazi doganali, e i prezzi di questi prodotti sono raramente competitivi se confrontati quelli degli altri Paesi. Nel settore del turismo al momento l'obiettivo principale è compensare l'assenza di turisti stranieri.

L'autore del postulato cita i "prezzi concorrenziali" in Svizzera. Le cause principali dell'"isola dei prezzi elevati" sono note e il Consiglio federale continuerà a proporre misure per contrastare questo fenomeno.

Nonostante il calo registrato nella primavera del 2020 a causa delle restrizioni sanitarie, il consumo in Svizzera è aumentato rapidamente dopo il loro allentamento. Per tale motivo non sarebbe né saggio né opportuno ricorrere a un intervento statale su larga scala, nemmeno sotto forma di campagna promozionale.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.