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21.3144 · Postulato · 2021-03-11

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di valutare l'istituzione di un fondo per le vittime di atti terroristici al di fuori delle nostre frontiere. La valutazione dovrà illustrare i vantaggi e gli inconvenienti nonché le conseguenze finanziarie di una struttura di questo tipo ed eventualmente formulare altre proposte, comprese le modifiche legislative da elaborare all'occorrenza.

Begründung

Ogni anno il terrorismo uccide, ferisce e traumatizza persone innocenti in tutto il mondo. Nessuno sceglie di essere vittima di tali crimini né tantomeno il luogo della propria aggressione. Alcune testimonianze di vittime di attentati all'estero mostrano tuttavia che la Svizzera non le sostiene abbastanza. L'accompagnamento è insufficiente. In particolare, non hanno la possibilità di ottenere indennizzi in Svizzera.

La legge concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV ) si applica soltanto ai casi commessi in Svizzera e non su suolo estero. Fino al 2009 la LAV indennizzava tuttavia, a titolo sussidiario, le vittime di attentati all'estero se lo Stato in cui si erano verificati gli eventi non lo faceva. Dalla revisione della LAV nel 2007, le vittime di attentati all'estero non hanno più diritto che alle prestazioni dei consultori e a un contributo alle spese. Invece non ottengono più indennizzi a titolo di riparazione.

La Svizzera non dispone nemmeno di un fondo per le vittime di atti terroristici, come è il caso della Francia dal 1986. In questo Paese, le vittime di tali crimini o i loro congiunti possono essere indennizzati dal Fondo di garanzia delle vittime di atti di terrorismo e di altri reati. Questo dispositivo si è dimostrato efficace: un anno dopo gli attentati di Parigi nel 2015, il 90 per cento delle vittime aveva già ricevuto un indennizzo.

Dinanzi al crescente numero di atti di terrorismo, la questione di un migliore sostegno alle vittime è legittima e si pone anche nel nostro Paese. Se, come indicato dal Consiglio federale nella sua risposta alla mia interpellanza 20.4536, la revisione totale della LAV del 2007 mirava "a diminuire i costi sopportati dai Cantoni, in particolare nel settore della riparazione morale", è ora di attribuire di nuovo la priorità allo scopo della legge: migliorare l'aiuto alle vittime di reati.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Nella sua risposta del 17 febbraio 2021 all'interpellanza de Quattro 20.4536 "Rivedere la LAV per migliorare l'assistenza alle vittime di attentati all'estero", il Consiglio federale ha indicato che una revisione della legge concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV; RS 312.5) volta a reintrodurre il versamento di indennità e riparazioni morali a vittime di reati all'estero non è attualmente prevista. In occasione della revisione totale della LAV nel 2007 il legislatore federale ha infatti voluto abrogare questo tipo di aiuti finanziari. Il Consiglio federale ha fatto riferimento in particolare al suo messaggio del 9 novembre 2005 (FF 2005 6351 pag. 6371 e 6390) in cui, pur riconoscendo l'importanza per le vittime di beneficiare del sostegno dei consultori per superare le conseguenze del reato, riteneva che non spettasse alla Svizzera rispondere di un danno materiale o immateriale risultante da un reato commesso fuori del territorio nazionale. Questo punto di vista è peraltro conforme alla Convenzione europea del 24 novembre 1983 relativa al risarcimento delle vittime di reati violenti (RS 0.312.5). In favore di questa soluzione depongono anche considerazioni pratiche: i reati all'estero danno infatti spesso adito a difficoltà probatorie. La revisione totale della LAV del 2007 mirava inoltre a ridurre i costi sopportati dai Cantoni, in particolare nel settore della riparazione morale (FF 2005 6351 6368 segg.).

Il Consiglio federale ritiene che le considerazioni e gli obiettivi della revisione del 2007 siano tuttora validi. Attualmente non esistono nuovi elementi che giustificherebbero una messa in discussione della volontà del legislatore. In base al rapporto di valutazione sulla LAV, nel 2016 l'Ufficio federale di giustizia e i Cantoni sono giunti alla conclusione che non urge rivedere la legge. Non è pertanto necessario realizzare uno studio sull'istituzione di un fondo per le vittime di atti terroristici. Il Consiglio federale ritiene inoltre che la creazione di un fondo di questo tipo costituirebbe una disparità di trattamento nei confronti delle vittime di altri reati all'estero. Inoltre, si tratterebbe di una struttura in contraddizione con il sistema della LAV.

Occorre infine rilevare che di recente, il 30 ottobre 2020, anche il Consiglio nazionale non ha ritenuto necessario rivedere la LAV respingendo con 111 voti contro 63 la mozione del Gruppo socialista 19.3040 "Attuazione delle raccomandazioni della valutazione della LAV. Migliorare la posizione delle vittime", che chiedeva, tra le altre cose, di potenziare il sostegno previsto nel quadro dell'aiuto alle vittime in caso di reati commessi all'estero.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.