21.3221 · Interpellanza · 2021-03-17
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
L'anno scorso, all'inizio della crisi sanitaria, l'esercito ha acquistato 1700 ventilatori polmonari su incarico dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). In realtà, il fabbisogno dei Cantoni si è rivelato inferiore a quanto previsto. Al culmine della crisi sanitaria, l'esercito ha messo a disposizione dei Cantoni 753 ventilatori.
Alcuni di questi apparecchi sono stati acquistati dai Cantoni, altri sono stati noleggiati. A quanto sembra, nei depositi federali sono attualmente immagazzinati 1098 apparecchi.
Inizialmente, nel marzo del 2020, l'UFSP voleva acquistare ancora più apparecchi, ma dopo aver consultato gli specialisti in terapie intensive, i Cantoni, l'esercito e l'UFSP hanno deciso che erano necessari 1700 ventilatori.
L'investimento complessivo per questi apparecchi è stato di 65 milioni di franchi, ossia circa 38 000 franchi per respiratore. Senza voler essere troppo critici, il fabbisogno è stato sopravvalutato, anche se l'UFSP nega qualsiasi errore o errata valutazione. Sembra che l'UFSP e l'esercito stiano attualmente pensando di vendere o donare all'estero una parte di questi apparecchi.
- Il Consiglio federale ha previsto un impiego alternativo per questi ventilatori polmonari molto costosi che non sia quello di tenerli immagazzinati nei depositi federali?
- Il Consiglio federale intende dare prova di solidarietà verso i Paesi più poveri offrendo loro questo materiale indispensabile per curare le vittime più gravemente colpite dalla COVID-19?
- Il Consiglio federale ritiene necessario istituire una struttura amministrativa in grado di valutare meglio i fabbisogni in caso di una nuova crisi?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Dall'inizio della pandemia di COVID-19 la Confederazione ha acquistato in totale 1700 respiratori: 1550 Hamilton T1 e 150 EMV+. Di questi 1700 respiratori 592 sono stati venduti o dati a noleggio ai Cantoni (stato: 4 maggio 2021). 600 respiratori Hamilton sono presi in consegna dall'esercito. I nuovi respiratori servono a sostituire quelli già disponibili e obsoleti per garantire che l'esercito sia in grado anche in futuro, se necessario, di fornire appoggio in via sussidiaria alla sanità pubblica civile.
Restano 508 respiratori che al momento non sono utilizzati né dai Cantoni né dall'esercito. Fino alla fine della pandemia, una parte di questi respiratori deve essere trattenuta come riserva a livello federale. Il numero necessario è stabilito dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e si basa sulle esigenze previste, che dipendono dall'andamento della pandemia. La Farmacia dell'esercito è responsabile della manutenzione di questi respiratori.
2. I respiratori che non vengono trattenuti come riserva a livello federale possono, in linea di principio, essere ceduti a terzi. L'UFSP e il Gruppo di lavoro interdipartimentale materiale medico hanno convenuto che 300 apparecchi possono essere messi a disposizione per l'aiuto umanitario della Svizzera. L'eventuale impiego di questi apparecchi dipenderà dall'evolversi della situazione epidemiologica a livello mondiale e dalle esigenze che ne deriveranno. Fino all'eventuale impiego i respiratori saranno custoditi (stoccaggio, manutenzione) dalla Farmacia dell'esercito. A inizio maggio sono già stati consegnati all'India 50 respiratori - oltre ad altri dispositivi medici - nel quadro di una richiesta di aiuto.
Al momento la Gestione delle risorse della Confederazione, in collaborazione con il Gruppo di lavoro interdipartimentale materiale medico e la Direzione dello sviluppo e della cooperazione, sta vagliando le richieste di altri Paesi interessati.
3. L'11 dicembre 2020 il Consiglio federale ha preso atto del rapporto di valutazione della gestione della crisi pandemica di COVID-19 (prima fase / febbraio-agosto 2020) della Cancelleria federale e preso diverse decisioni riguardanti l'approvvigionamento di materiale medico. Il Dipartimento federale dell'interno (UFSP) è stato incaricato di identificare, insieme al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport e al Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), nonché alle autorità federali e cantonali competenti, le lacune importanti sorte nell'approvvigionamento di materiale e prodotti medici durante l'emergenza COVID-19. Il DEFR (Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese) esamina in collaborazione con altri uffici federali e cantonali competenti per quale materiale critico deve essere garantito l'approvvigionamento nel caso di una crisi nazionale o internazionale. Nell'ambito di questi lavori si chiarisce se in vista di eventuali crisi future debbano essere create nuove strutture amministrative specifiche per la determinazione del fabbisogno. I relativi rapporti dovrebbero essere disponibili entro la fine del 2021.
Risposta del Consiglio federale.