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21.3312 · Interpellanza · 2021-03-18

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Si chiede al Consiglio federale perché, in caso di licenziamento dei militari dall'obbligo di prestare servizio militare per motivi medici, una nuova valutazione per quanto concerne l'idoneità al servizio di protezione civile avviene soltanto fino al 50esimo giorno di servizio rispettivamente soltanto fino alla conclusione della scuola reclute.

Begründung

L'apporto non garantito di personale agli effettivi dell'esercito e della protezione civile è la principale fonte di preoccupazione per la nostra politica di sicurezza. Meno della metà degli uomini chiamati a prestare servizio militare presta in tale ambito il totale obbligatorio dei giorni di servizio. Uno dei motivi principali è che ogni anno migliaia di persone non sono più abili al servizio militare per motivi medici. Una gran parte delle partenze per motivi medici avviene negli anni dei CR.

Nella sua risposta all'interpellanza 20.4060 il Consiglio federale scrive:

1. Secondo la legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC; RS 520.1), chi ha prestato meno di 50 giorni di servizio militare al momento del congedo dal servizio militare ed è abile al servizio di protezione, sottostà all'obbligo di prestare servizio di protezione civile.

2. Anche secondo la revisione della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (nLPPC; FF 2019 7237), che entrerà in vigore il 1° gennaio 2021, saranno tenuti a prestare servizio di protezione civile i cittadini svizzeri di sesso maschile dichiarati abili a tale servizio. Per coloro che saranno licenziati dal servizio militare, l'obbligo di prestare servizio di protezione civile decadrà unicamente se hanno assolto la scuola reclute. Questa modifica comporterà probabilmente un aumento del numero delle persone che diverranno soggette all'obbligo di prestare servizio di protezione civile dopo aver prestato un servizio militare.

Nell'anno in corso il Consiglio federale intende illustrare in un rapporto le modalità con cui si potrà assicurare in futuro l'apporto di personale. Tra le persone inabili al servizio, che per motivi medici sono state licenziate dall'obbligo di prestare servizio militare, molte possono essere sicuramente impiegate per la protezione civile. E il nostro Paese in situazioni di crisi avrà sicuramente più bisogno del loro aiuto che dei loro versamenti relativi alla tassa d'esenzione dall'obbligo militare.

Sorge quindi la seguente domanda: per quale motivo in caso di licenziamento dei militari dall'obbligo di prestare servizio militare per motivi medici una nuova valutazione per quanto concerne l'idoneità al servizio di protezione civile avviene soltanto fino al 50esimo giorno di servizio rispettivamente soltanto fino alla conclusione della scuola reclute e come mai per i militari che dopo la SR sono licenziati dall'obbligo di prestare servizio per motivi medici, non avviene alcuna nuova valutazione per quanto concerne l'idoneità al servizio di protezione civile?

Stellungnahme des Bundesrates

Dal 1° gennaio 2021, data dell'entrata in vigore della revisione della legge sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (RS 520.1), per i cittadini di sesso maschile licenziati dal servizio militare, l'obbligo di prestare servizio di protezione civile decade soltanto dopo aver assolto la scuola reclute (RS) e non più dopo aver prestato 50 giorni di servizio militare. La RS è considerata assolta se è stato prestato almeno l'80 per cento dell'intera durata, ossia 100 giorni. La valutazione dell'idoneità al servizio di protezione civile è quindi effettuata per le persone che al momento del licenziamento dal servizio militare hanno prestato meno di 100 giorni di servizio militare.

In media i militi della protezione civile prestano complessivamente circa 100 giorni di servizio. Il fatto che i militari che vengono dichiarati inidonei al servizio dopo aver prestato più di 100 giorni di servizio non debbano prestare un servizio di protezione civile supplementare corrisponde pertanto al principio della parità di trattamento e quindi anche a quello della parità di trattamento per quanto concerne l'obbligo militare. La conseguenza di questa regola è tuttavia che la riserva di persone supplementari per il servizio di protezione civile non viene completamente sfruttata.

Alla luce dell'erosione degli effettivi della protezione civile, nell'ambito dei lavori concernenti il rapporto sull'apporto di personale dell'esercito e della protezione civile occorre quindi verificare se mantenere la regola dei 100 giorni oppure se estendere l'obbligo di prestare servizio di protezione civile. Verosimilmente il rapporto sarà disponibile nell'estate 2021.

Risposta del Consiglio federale.