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21.3463 · Interpellanza · 2021-05-03

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il 27 gennaio 2021, il Consiglio federale ha adottato un rapporto sulla strategia climatica a lungo termine della Svizzera. Alla luce di quanto esposto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Secondo il rapporto, entro il 2050 il settore fotovoltaico dovrebbe essere in grado di generare circa 35 TWh di elettricità all'anno, sostituendo l'elettricità prodotta dalle centrali nucleari. I più recenti studi dell'industria energetica sull'efficienza dei vari sistemi prendono in considerazione l'intera catena di creazione di valore della produzione di energia e concludono che, considerando lo scarso soleggiamento che caratterizza la Svizzera, il fotovoltaico non rappresenta una fonte di energia, bensì una perdita netta. Gli studi precedenti considerano solo alcuni elementi della catena di creazione del valore. La tecnologia fotovoltaica comporta un'alta intensità di materiali, prodotti chimici, energia e lavoro. Le emissioni complessive, considerate tutte le catene di creazione di valore delle energie investite all'estero, non vengono ridotte, bensì aumentano senza apportare alcun beneficio. Tenendo conto degli studi più recenti, il Consiglio federale come intende ridurre le emissioni del fotovoltaico lungo le intere catene di creazione del valore?

2. La produzione di elettricità dall'eolico e dal solare è altamente volatile, cosa che rende necessari adattamenti significativi per lo stoccaggio, la trasmissione e la distribuzione dell'energia elettrica. In Germania, il prezzo dell'elettricità è ormai inaccessibile per molte persone, e quindi socialmente non sostenibile. Alla luce dell'esperienza tedesca, come intende il Consiglio federale mantenere il prezzo dell'elettricità in Svizzera a un livello ancora accessibile e quindi socialmente sostenibile?

3. La nostra economia dipende da un approvvigionamento elettrico sicuro in ogni momento - anche in inverno. Durante i tre mesi più freddi dell'anno, in media i sistemi fotovoltaici producono elettricità per una sola ora al giorno (valore in ore a pieno carico). Come si può garantire un approvvigionamento energetico affidabile con valori così bassi? In caso di fallimento della soluzione fotovoltaica, chi si assumerebbe la responsabilità? Esiste un piano per la creazione di sistemi di stoccaggio dell'elettricità?

Stellungnahme des Bundesrates

Domanda 1:

La produzione di un impianto fotovoltaico oggi richiede solo circa la metà dell'energia rispetto a 10 anni fa. Secondo il Fraunhofer Institute ISE, nel 2020 un impianto fotovoltaico in Europa centrale generava più di venti volte l'energia necessaria per la sua produzione, considerando un ciclo di vita medio di 30 anni. Secondo uno studio pubblicato nel 2020 dalla società svizzera di bilancio ecologico treeze, le emissioni di gas serra e l'impatto ambientale totale legati alla produzione di sistemi fotovoltaici sono stati ridotti rispettivamente del 60 e del 43 per cento negli ultimi anni per i moduli di sistemi fotovoltaici più comunemente usati. Nel 2020, tra tutte le tecnologie di produzione di elettricità, solo l'eolico e l'idroelettrico avevano valori di impatto ambientale più bassi. Questo sviluppo è dovuto principalmente all'alta pressione sui costi dei sistemi fotovoltaici e alla conseguente riduzione del consumo di risorse e materiali nella loro produzione nel corso degli anni. L'Ufficio federale dell'energia (UFE) sostiene anche progetti di ricerca per promuovere lo sviluppo tecnologico in Svizzera, con l'obiettivo finale di produrre più energia in Europa.

Domande 2 e 3:

Secondo le Prospettive energetiche 2050+ dell'Ufficio federale dell'energia (UFE), a partire dal 2020 la domanda di elettricità della Svizzera potrà continuare a essere soddisfatta anche in futuro se le emissioni di gas serra verranno ridotte a zero entro il 2050. Al momento l'UFE sta studiando le future esigenze di stoccaggio e il quadro normativo per gli impianti di stoccaggio nei settori dell'elettricità, del gas e del riscaldamento. Il relativo studio dovrebbe essere pubblicato nell'estate del 2021. Con le sue centrali idroelettriche ad accumulazione altamente flessibili e una stretta integrazione nelle reti elettriche e nei mercati europei, la Svizzera è in una posizione ideale per attuare la transizione verso un approvvigionamento di energia rinnovabile. Per attuare questa trasformazione nel modo più rapido ed economico possibile, nel 18 giugno del 2021 il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento una revisione della legge federali sull'approvvigionamento elettrico e della legge federale sull'energia. Allo stesso tempo, con questo disegno di legge il Consiglio federale intende mantenere l'attuale livello di sicurezza dell'approvvigionamento elettrico tramite tre pilastri: in primo luogo il Consiglio federale prevede la creazione di una riserva energetica per i mesi invernali. In secondo luogo, è previsto un ulteriore ampliamento di 2 TWh dalle centrali idroelettriche ad accumulazione per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento, specialmente in inverno. In terzo luogo, l'attuale espansione delle energie rinnovabili continuerà ad essere promossa, ma in un modo più orientato al mercato ed efficiente in termini di costi, senza dover aumentare il supplemento rete. Inoltre, diverse misure sono destinate a ottimizzare l'integrazione degli impianti di produzione decentralizzati nella rete e quindi l'andamento dei costi di rete.

Risposta del Consiglio federale.