21.3666 · Postulato · 2021-06-09
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che illustri in che misura l'obbligo di rimborsare i prestiti COVID-19 viene eluso attraverso l'annuncio di fallimento. L'Esecutivo deve precisare in particolare i seguenti punti:
- Quante aziende, ditte individuali o privati hanno annunciato il fallimento della loro impresa per lanciarsi più tardi in attività simili a quelle precedenti sotto un altro nome?
- In quali settori questa pratica di elusione dell'obbligo di rimborso è particolarmente diffusa?
- Come fare per indurre associazioni di categoria e parti sociali a rispondere della cattiva condotta e degli abusi commessi da alcuni dei loro membri?
Begründung
Secondo vari locatori, prestatori di servizi, compagnie di assicurazione, ecc., molti dei loro clienti avrebbero annunciato il fallimento, per poi rinnovare sotto un altro nome i contratti vigenti. Si tratta di una chiara elusione delle disposizioni sugli aiuti d'emergenza durante la crisi di COVID-19, soprattutto per quanto riguarda il rimborso dei prestiti concessi. Allo stesso modo, associazioni di categoria e parti sociali figurano tra coloro che più reclamano, nei confronti del contribuente, aiuti statali di ogni genere. Va pertanto sollevata una questione di principio: come fare per indurre questi rappresentanti di interessi a rispondere della cattiva condotta e degli abusi commessi da alcuni dei loro membri?
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide la preoccupazione espressa nel postulato sulla necessità di adottare misure efficaci per combattere l'abuso dei fallimenti nonché per proteggere i creditori e, in particolare, le finanze della Confederazione nel contesto dei crediti COVID-19.
A questo proposito occorre specificare che l'assunzione di un prestito COVID-19 e il successivo utilizzo dei fondi per coprire, nel rispetto della legge, le esigenze di liquidità del mutuatario non costituiscono un abuso. Non vi sono gli estremi di un abuso neppure se la società in questione dovesse andare in fallimento e se successivamente venisse costituta una società simile per riprendere l'attività commerciale precedente.
L'ipotesi espressa nel postulato è che un certo numero di aziende abuserebbero dei fallimenti per aggirare l'obbligo di rimborsare i crediti COVID-19. È importante notare che in caso di fallimento il rimborso può essere richiesto anche se il prestito è stato utilizzato in modo abusivo. Il proprietario di una ditta individuale deve rispondere del rimborso con il suo patrimonio privato. Per le altre persone giuridiche la legge sulle fideiussioni solidali COVID-19 (RS 951.26; LFiS-COVID-19) stabilisce invece che in caso di utilizzo illecito dei fondi derivanti dal credito i membri dell'organo superiore di amministrazione o di direzione nonché tutte le persone che si occupano della gestione o della liquidazione del mutuatario rispondono personalmente e in solido (art. 22).
Ciò significa che sono chiamati a rispondere dei danni causati ai creditori, tra cui anche la Confederazione. In caso di fallimenti questa disposizione offre quindi una certa protezione in quanto permette di recuperare, almeno in parte, i crediti COVID-19 concessi qualora siano stati utilizzati in modo illecito.
Per quanto riguarda le prime due domande del postulato - sul numero di aziende fallite i cui proprietari hanno successivamente avviato un'attività simile sotto un altro nome e sui settori interessati - non ci sono dati disponibili. Il registro di commercio non contiene informazioni sui settori e non permette di stabilire un nesso tra un fallimento e la costituzione di una nuova azienda. Secondo il Consiglio federale, d'altronde, questi dati non sarebbero pertinenti: il semplice fatto che qualcuno dichiari il fallimento della propria azienda non dovrebbe essere un impedimento a fondarne o dirigerne una nuova. Il sistema dei crediti COVID-19 non intacca questo principio di base dell'economia di mercato.
La terza domanda, sulla responsabilizzazione delle associazioni di categoria e delle parti sociali per la condotta dei loro membri, implicherebbe tra l'altro un controllo sistematico delle prime su questi ultimi. Ciò richiederebbe una base legale, il che costituirebbe una novità nella legislazione svizzera, e non sarebbe neppure in linea con il tradizionale ruolo di tali organizzazioni.
Più in generale, infine, il postulato solleva la problematica dell'uso abusivo dei fallimenti. A questo riguardo le Camere federali stanno attualmente discutendo un progetto di legge federale e sono in corso di elaborazione diverse modifiche delle basi legali (19.043).
Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale ritiene che non sia il caso di approfondire le domande poste dall'autore del postulato.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.