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21.4215 · Postulato · 2021-09-30

Dipartimento dell'interno

Proposta di stralcio è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di valutare se introdurre una formazione obbligatoria per le forze dell'ordine in materia di violenza sessuale e, in linea generale, di violenza sulle donne, come richiesto dall'articolo 15 della Convenzione di Istanbul.

Diversi specialisti chiedono da anni che venga introdotta una formazione obbligatoria per le forze dell'ordine; lo scopo è che le vittime ricevano il dovuto ascolto senza subire il pregiudizio sessista, tuttora molto diffuso, in caso di stupro. Anche se la Svizzera aveva promesso di impegnarsi in tal senso, il Governo federale e i Cantoni non sembrano sulla buona strada. Nel nostro Paese ci sono diverse scuole di polizia ed è indispensabile che la Confederazione si adoperi affinché determinati requisiti siano applicati in modo coerente e uniforme. Inoltre, è necessario che i rapporti tra autorità e vittime siano esaminati in modo sistematico con l'obiettivo di migliorare le procedure e le attività delle forze dell'ordine.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale comprende le preoccupazioni alla base del presente postulato, ma come ha esposto nel suo messaggio concernente l'approvazione della Convenzione di Istanbul (FF 2017 143), la Svizzera adempie i requisiti dell'articolo 15 di questa Convenzione (RS 0.311.35). Infatti, i programmi di formazione e di formazione continua delle diverse figure professionali contemplano già il tema della violenza contro le donne e della violenza domestica.

La formazione e la formazione continua degli agenti di polizia e dei funzionari del pubblico ministero sono di competenza e di responsabilità dei Cantoni. Nel caso della formazione di base spetta agli enti responsabili degli istituti di formazione definire i contenuti del programma di insegnamento e stabilire quali di questi sono obbligatori. Nell'ambito invece della formazione e della formazione continua, sono i datori di lavoro a decidere i corsi e seminari obbligatori.

L'inventario delle offerte di formazione e formazione continua sulla violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica pubblicato nel 2021 dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (www.parita-svizzera.ch > Documentazione > Pubblicazioni Violenza; disponibile in tedesco e francese) mostra che nel 2018 e nel 2019 oltre 6000 agenti di polizia e 800 giuristi e giuriste (di cui più di 200 procuratrici o procuratori pubblici) hanno partecipato a seminari e workshop sulla violenza domestica o la violenza contro le donne. L'84 per cento di queste formazioni era obbligatorio per gli agenti di polizia e il 32 per cento per le giuriste e i giuristi.

In virtù dell'articolo 31 della legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV; RS 312.5), la Confederazione può concedere aiuti finanziari per promuovere la formazione specifica del personale dei consultori e delle persone incaricate dell'aiuto alle vittime. Inoltre, si fa portavoce delle proprie raccomandazioni sulla formazione di base degli agenti di polizia nella sua veste di membro della commissione tematica della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) e del Consiglio di fondazione dell'Istituto Svizzero di polizia (ISP).

Nell'ambito del piano d'azione nazionale per l'attuazione della Convenzione commissionato dal Parlamento e alla cui elaborazione partecipano anche i Cantoni e i Comuni, si tratterà di esaminare diverse misure per potenziare ulteriormente la formazione e la formazione continua degli specialisti e la formazione sul tema della violenza sessualizzata. L'adozione del piano da parte del Consiglio federale è prevista nel giugno del 2022.

In ragione della ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni e viste le misure formative già in atto, il Consiglio federale non ritiene necessario valutare l'opportunità di introdurre una formazione continua obbligatoria in questo ambito.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.