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21.4432 · Interpellanza · 2021-12-15

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il cobalto e il litio sono i componenti principali delle batterie agli ioni di litio, utilizzate per le automobili elettriche. La mobilità elettrica è fondamentale per conseguire gli obiettivi climatici dell'Accordo di Parigi, di recente confermati a Glasgow. Lo smaltimento di queste materie prime solleva tuttavia regolarmente problemi: violazioni dei diritti umani, fomentazione di conflitti e distruzione ambientale sono all'ordine del giorno. Il cobalto proviene in gran parte dalla Repubblica democratica del Congo, dove lo Stato di diritto è debole e l'applicazione dei diritti fondamentali non è garantita.

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

- Come intende garantire che le materie prime necessarie per l'utilizzo di batterie elettriche siano smaltite in maniera responsabile e nel rispetto dei diritti umani?

- Intende proporre di estendere il controprogetto all'iniziativa per imprese responsabili affinché la legge valga anche per il cobalto?

- Vi sono piani per restare al passo con gli sviluppi della legislazione europea?

Begründung

L'entrata in vigore del controprogetto all'iniziativa per imprese responsabili è prevista per il 1° gennaio 2022. Questa legge contiene una disposizione che impone agli importatori di stagno, tantalio, tungsteno od oro di impegnarsi per uno smaltimento responsabile. Non è tuttavia applicabile ai commercianti di cobalto, il che è deplorevole: da un lato, la Commissione UE non sta soltanto elaborando una nuova direttiva sulla responsabilità delle imprese in tutti i settori, bensì sta anche rivedendo il regolamento sui minerali provenienti da zone di conflitto e il regolamento sulle batterie; in questo ambito intende introdurre obblighi di diligenza nella catena di approvvigionamento per le materie prima necessarie per le batterie elettriche. Dall'altro lato, due dei maggiori protagonisti sul mercato mondiale del cobalto hanno sede in Svizzera.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale si adopera affinché le imprese svizzere si assumano le loro responsabilità in materia di diritti umani e protezione dell'ambiente anche nelle loro attività all'estero. A tal fine, si fonda su un approccio concertato su scala internazionale. Promuove pertanto l'elaborazione di standard internazionali per la gestione aziendale responsabile e la loro attuazione da parte delle imprese svizzere. In questo ambito gli attuali piani d'azione riveduti (piano d'azione "Imprese e diritti umani" 2020-2023 e piano d'azione RSI 2020-2023), che chiedono una combinazione di misure vincolanti e non vincolanti ("smart mix"), svolgono un ruolo determinante. Le misure vincolanti includono in particolare le nuove disposizioni in materia di trasparenza sugli aspetti non finanziari (rendicontazione RSI) contenute nel controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente". Queste disposizioni obbligano in particolare a presentare una relazione su questioni ambientali e sul rispetto dei diritti umani. Possono pertanto contemplare anche l'estrazione problematica e il successivo utilizzo di materie prime, in particolare del cobalto.

Secondo il diritto vigente, le batterie devono essere smaltite nel rispetto dell'ambiente. Il recupero dei materiali utilizzati nelle batterie agli ioni di litio secondo le tecnologie disponibili e il riutilizzo delle batterie di automobili contribuiscono a soddisfare il fabbisogno di materie prime (secondarie) sostenibili per la fabbricazione di nuove batterie e a ridurre l'estrazione di materie prime all'estero.

2. Optando per il controprogetto indiretto, Parlamento e Consiglio federale si sono espressi a favore di un approccio armonizzato a livello internazionale; scelta confermata dal respingimento dell'iniziativa nella votazione popolare. Il diritto svizzero si orienta pertanto alle regole attualmente vigenti nell'UE, ossia da un lato la direttiva 2014/95 concernente la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario, citata in precedenza, e, dall'altro, il regolamento 2017/821 che stabilisce obblighi in materia di dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento per gli importatori dell'Unione di stagno, tantalio e tungsteno, dei loro minerali, e di oro, originari di zone di conflitto o ad alto rischio. Questo regolamento non include il cobalto, per cui nemmeno le disposizioni del Codice delle obbligazioni (CO; RS 220) sugli obblighi di diligenza e trasparenza in relazione a minerali e metalli originari di zone di conflitto e al lavoro minorile menzionano questa materia prima. Le prescrizioni del controprogetto indiretto concernenti la trasparenza sugli aspetti non finanziari coprono tuttavia anche l'estrazione di cobalto, come indicato in precedenza. Il controprogetto contiene inoltre obblighi di diligenza specifici in materia di lotta al lavoro minorile che vanno oltre quanto previsto dalle normative UE.

Il controprogetto indiretto è entrato in vigore il 1° gennaio 2022. Il 2022 è un anno di transizione, ciò significa che le regole si applicheranno dal 2023 e la prima relazione dovrà essere fornita nel primo semestre del 2024. L'applicazione delle nuove prescrizioni dovrebbero permettere alle imprese contemplate di raccogliere prime esperienze.

3. Inoltre, nella proposta di regolamento relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie l'UE prevede che gli importatori di batterie devono adempiere il loro obbligo di diligenza nella catena di fornitura al fine di ridurre al minimo i rischi per l'ambiente in relazione all'estrazione e alla lavorazione di determinate materie prime necessarie alla produzione di batterie. Nella prospettiva dell'adeguamento della legislazione svizzera a quella dell'UE si esaminerà anche l'opportunità di recepire questo obbligo di diligenza. In tal caso, l'articolo 35e capoverso 3 della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb), in combinato disposto con l'articolo 35f LPAmb, potrebbe fungere da base legale per un'attuazione a livello di ordinanza.

Il Consiglio federale seguirà l'evolversi della situazione nell'UE.

Risposta del Consiglio federale.