22.1066 · Interrogazione · 2022-09-30
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
L'aumento dei premi dell'assicurazione malattia comunicato martedì dal Consigliere federale Alain Berset, sulla scorta dei calcoli dell'ufficio federale della sanità pubblica, è stato vissuto e commentato da esperti del settore e anche dalle autorità cantonali ticinesi, come un'ingiustizia nei confronti del mio Cantone. Molti hanno pubblicamente espresso rabbia e frustrazione. Le cittadine e i cittadini del Ticino, in particolare il nostro ceto medio che con questi aumenti si vedrà intaccare sensibilmente il proprio potere d'acquisto, hanno perso la fiducia nel sistema perché permangono dubbi sulla causa di questi aumenti, sul ruolo delle riserve e sul metodo di calcolo, in concreto, per quest'ultimo punto, nell'abito della fissazione dei premi, il Dipartimento della sanità e della socialità ticinese aveva chiesto a Berna di tener conto della media dei costi nel biennio 2020 e 2021. Ciò al fine di ammorbidire l'effetto "rimbalzo" dei costi dei due anni pandemici particolarmente difficili per il Cantone.
A seguito di quanto sopra, sono a chiedere:
1. Per quale motivo la richiesta del Canton Ticino non è stata presa in considerazione?
2. L'aumento, prossimo al 10 % del premio assicurativo attualmente pagato in Ticino, coincide con la previsione dei costi sanitari del Cantone?
3. Quali voci di spesa hanno portato e porteranno a un tale aumento? A mente dell'UFSP vi sono degli elementi caratteristici del Ticino che determinano una crescita superiore rispetto ad altri Cantoni? Mi riferisco in particolare alla struttura demografica, con un tasso di popolazione anziana superiore, che contribuisce al consumo di prestazioni e quindi al livello dei premi, o ad altri relativi alla capillarità dell'offerta.
4. Gli assicuratori malattia hanno registrato perdite miliardarie a causa di investimenti in ambito finanziario?
5. Quale margine di manovra rimane nell'ambito delle riserve per ammortizzare la crescita dei premi? A quanto dovrebbero globalmente ammontare le riserve obbligatorie per legge? A quanto ammontano oggi? A quanto si prevede ammonteranno nel 2023?
6. L'UFSP può rassicurare la popolazione ticinese che con i premi calcolati non si creano delle riserve nazionalizzate alle spese dei ticinesi come è già stato il caso in passato?
7. Le spese amministrative esposte dagli assicuratori malattia sono ragionevoli e giustificate? A quanto ammontano in proporzione al costo complessivo del premio?
8. Il Consiglio federale è del parere che in Ticino ci si debba attendere ad un continuo aumento dei premi dell'assicurazione malattia? Se sì, a suo parere vi sono misure o riforme urgenti che dovrebbero essere immediatamente intraprese nel mio Cantone?
Stellungnahme des Bundesrates
1. La causa dell'aumento dei premi è da ricondurre, per tutti i Cantoni, all'evoluzione dei costi. Questi sono stati relativamente contenuti nel 2020 e anche nella prima metà del 2021 a seguito della pandemia. Nella seconda metà del 2021 si è registrato un forte aumento, poiché i trattamenti rimandati sono stati ampiamente recuperati. Questo fenomeno è stato osservato ovunque: i costi stimati per il 2022 sono stati sottovalutati da tutte le parti interessate, con la conseguenza che i premi non riescono a coprirli e le perdite devono essere compensate con le riserve. In Ticino tale effetto è stato un po' più pronunciato. Per questo motivo, l'aumento dei premi nel Cantone per il 2023 è leggermente superiore rispetto alla media svizzera. Al momento dell'approvazione dei premi, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha applicato gli stessi criteri per tutti i Cantoni. La legge sulla vigilanza sull'assicurazione malattie (LVAMal; RS 832.12) prevede che i premi debbano coprire i costi previsti. Un'attenuazione degli effetti di anni difficili mediante una copertura deliberatamente insufficiente sarebbe illegale.
2. I premi approvati per il 2023 coprono i costi previsti per il 2023 (ossia i costi per le prestazioni, la compensazione dei rischi e i costi amministrativi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie), per assicuratore, nel Cantone Ticino. L'aumento dei premi è dovuto a una crescita dei costi rispetto all'anno precedente. Per il 2023, la previsione del Centro di ricerca congiunturale (KOF) del Politecnico federale di Zurigo prevede una crescita dei costi del 5,1 per cento nel Cantone Ticino. Anzi, secondo un calcolo semplificato, con una crescita media annua del 2,2 per cento dal 2021 al 2023 e la necessità di recupero sui premi del 2021 del 6,2 per cento (combined ratio 2021 del 106,2 per cento) i premi dovrebbero addirittura aumentare di quasi l'11 per cento. Tuttavia, riducendo al massimo i margini di calcolo, l'aumento dei premi nel 2023 risulta leggermente inferiore.
3. L'evoluzione dei costi delle prestazioni è influenzata da molti fattori. Per la verifica della plausibilità dei premi presentati, l'UFSP si basa sulle previsioni dei costi del KOF, pubblicate sul proprio sito Internet (www.bag.admin.ch > Das BAG > Publikationen > Forschungsberichte > Kranken- und Unfallversicherung > Prognose der Kostenentwicklung in der obligatorischen Krankenpflegeversicherung (OKP) Für die Jahre 2022 und 2023, in tedesco). Sono consultabili sul sito Internet dell'UFSP anche i dati relativi agli anni passati che confluiscono nelle previsioni dei costi (www.bag.admin.ch > Zahlen und Statistiken > Monitoring der Krankenversicherungs-Kostenentwicklung, in tedesco e francese). È di competenza dei Cantoni analizzare e gestire in modo strategico l'andamento dei costi sul proprio territorio. L'UFSP mette a loro disposizione una documentazione dettagliata.
4. Nel 2022 si profilano notevoli perdite di capitale. Questo deficit può essere completamente assorbito dalle riserve, dunque senza che i premi debbano essere aumentati nel corso dell'anno e senza conseguenze negative dirette per gli assicurati. Negli ultimi dieci anni, ad eccezione del 2018, gli assicuratori hanno sempre ottenuto risultati positivi con gli investimenti di capitale. In media sono stati conseguiti utili dell'ordine di 450 milioni di franchi all'anno.
5. All'inizio del 2022 la somma dell'ammontare minimo delle riserve di tutti gli assicuratori era pari a 7,4 miliardi di franchi, mentre le riserve disponibili ammontavano complessivamente a 12,1 miliardi di franchi. Nel corso del 2022 le riserve disponibili sono diminuite in modo significativo a causa di perdite sul mercato dei capitali e di perdite attuariali. Per gli assicuratori che dispongono di riserve elevate, l'aumento dei premi può essere leggermente ammortizzato. Per i premi del 2023, molti assicuratori hanno sfruttato la loro libertà d'azione riducendo al massimo i margini di calcolo dei premi. La futura situazione delle riserve degli assicuratori sarà determinata con il prossimo test di solvibilità 2023. Non è ancora possibile fornire una stima perché la solvibilità dipende dall'evoluzione dell'effettivo degli assicurati. Il 1º gennaio hanno luogo numerosi cambi di assicuratore, di franchigia e di forme particolari di assicurazione. I nuovi effettivi di ciascun assicuratore costituiscono la base per il calcolo del livello minimo delle riserve. L'UFSP ritiene che il margine di manovra per ammortizzare l'aumento dei premi diminuirà perché le riserve sono già state fortemente ridotte.
6. Negli ultimi sette anni il Cantone Ticino ha potuto coprire i costi complessivi (compresi quelli amministrativi) soltanto nel 2018 e nel 2020. Ad eccezione di questi due anni, la combined ratio (ossia il rapporto tra costi e premi) ha sempre superato il 100 per cento. In cinque dei sette anni, i premi non hanno quindi coperto i costi totali. La combined ratio del Cantone Ticino era nettamente superiore a quella dell'intera Svizzera. Ciò significa che il Cantone Ticino non ha contribuito alla costituzione di riserve a livello nazionale.
7. L'autorità di vigilanza tiene sotto controllo i costi amministrativi degli assicuratori malattie e garantisce l'applicazione del principio di economicità. Esamina questi costi nel quadro della verifica del conto annuale. Se un assicuratore presenta cifre che differiscono dai valori medi, l'UFSP ne esige l'esposizione dettagliata con le relative motivazioni. Nel 2022, alcuni assicuratori sono stati invitati a motivare piccoli superamenti dei costi: nella maggior parte dei casi si è trattato di investimenti in tecnologie dell'informazione che, a lungo termine, permetteranno di ridurre i costi amministrativi.
I costi amministrativi medi degli assicuratori malattie si aggirano intorno al 5 per cento dei premi.
8. I premi sono lo specchio dei costi: se questi aumentano, di riflesso devono aumentare anche i premi. Il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento diverse misure di contenimento dei costi (pacchetti di contenimento 1 e 2 e controprogetto indiretto all'iniziativa dell'Alleanza del Centro per un freno ai costi). Nel settore sanitario, numerosi aspetti importanti sono di competenza dei Cantoni (p. es. autorizzazione dei medici, pianificazione ospedaliera, approvazione e fissazione delle tariffe), i quali possono agire in questi ambiti per controllare l'evoluzione dei costi.
Risposta del Consiglio federale.