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22.3041 · Interpellanza urgente · 2022-03-02

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Invadendo l'Ucraina e bombardando infrastrutture civili, la Russia ha gravemente violato il diritto internazionale e ha chiaramente messo in discussione l'esistenza, l'autodeterminazione e l'indipendenza dell'Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin vuole ripristinare, almeno parzialmente, la situazione territoriale dell'Unione Sovietica e minaccia di usare armi nucleari. Non costituisce quindi solo un pericolo per l'Ucraina ma anche per altre parti d'Europa. La Confederazione ha condannato nel modo più assoluto questa azione e ha aderito alle sanzioni dell'UE. Almeno mezzo milione di persone è in fuga e il numero dei profughi aumenta ogni giorno.

La situazione attuale mostra quanto la Svizzera sia dipendente dalla Russia in alcuni settori, soprattutto quello energetico. Ma anche i legami esistenti nell'ambito finanziario e in quello delle materie prime sono estremamente problematici. A fronte di tale situazione, si pongono le seguenti domande:

1. Il Consiglio federale farà tutto ciò che è in suo potere per ottenere un immediato cessate il fuoco?

2. Il Consiglio federale eserciterà in futuro un controllo maggiore sul commercio delle materie prime?

3. Il Consiglio federale è disposto a garantire che l'utilizzo della piazza finanziaria svizzera da parte della Russia o di persone o società russe sia completamente vietato o, se necessario, limitato al minimo indispensabile?

4. Si assume le proprie responsabilità geopolitiche interrompendo le importazioni di gas russo? Da quando intende smettere di importare il gas russo?

5. Quali misure adotta per aiutare le persone in fuga?

6. La Svizzera è pronta ad accogliere 50 000 profughi dall'Ucraina, tenendo conto anche delle offerte dei Comuni e dei privati?

7. Le minacce russe di attacchi nucleari mostrano quanto è urgente il controllo degli armamenti nel campo delle armi di distruzione di massa. Il Trattato per la proibizione delle armi nucleari è in linea con gli interessi di sicurezza della Svizzera. Non si capisce perché il Consiglio federale continui a rimandarne la firma nonostante la decisione del Parlamento. Il Consiglio federale è pronto a firmare il Trattato entro l'estate e poi a sottoporlo al Parlamento per la ratifica?

8. La legislazione svizzera permette investimenti indiretti in imprese che producono armi nucleari. Il Consiglio federale è pronto a correggere questa situazione?

9. Quali misure immediate di politica energetica intende prendere per ridurre la dipendenza della Svizzera dal gas naturale?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Per giungere a un cessate il fuoco è essenziale la volontà delle parti in conflitto. L'Ucraina vuole un simile cessate il fuoco, ma finora la Russia ha respinto tutte le richieste in tal senso. Da parte sua la Svizzera continua a chiedere un immediato cessate il fuoco anche tramite contatti bilaterali con la Russia, ed esorta tutte le parti a rispettare il diritto internazionale umanitario e i diritti umani. Può tuttavia agire come mediatrice solo dietro richiesta delle parti in conflitto.

2. Il Consiglio federale segue già molto da vicino il settore del commercio delle materie prime. Il commercio internazionale di materie prime rimane uno dei settori economici più importanti per la Svizzera ed è fondamentale per la sicurezza dell'approvvigionamento del Paese. Il Consiglio federale è interessato a un mercato mondiale funzionante e non vede nella situazione attuale alcuna ragione per inasprire i controlli sul commercio delle materie prime. All'interno dell'Amministrazione federale esiste già un organo che si occupa di questo settore: la piattaforma interdipartimentale sulle materie prime. Questa piattaforma segue gli sviluppi a livello nazionale e internazionale, ed è responsabile dell'individuazione tempestiva dei rischi.

3. Il 28 febbraio 2022 il Consiglio federale ha bloccato con effetto immediato gli averi di tutte le persone, le imprese e le organizzazioni che figurano sull'apposita lista, compresi quelli del presidente, del primo ministro e del ministro degli esteri della Russia. Con la revisione totale dell'ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina (RS 946.231.176.72) la Svizzera attua anche le altre sanzioni finanziarie dell'UE. Queste sanzioni includono il divieto di accettare depositi superiori a 100 000 franchi svizzeri da parte di aziende o privati russi. Ciò limita già al minimo indispensabile le possibilità di utilizzare la piazza finanziaria da parte di persone e imprese russe.

4. Le società svizzere che distribuiscono il gas lo acquistano in primo luogo sulle piazze di scambio tedesche, che offrono molto gas russo. Anche se non abbiamo contratti di fornitura diretta a lungo termine con la Russia, la quota di gas russo acquistata dalla Svizzera è quindi elevata (nel 2020: 47 %). Sostituire molto rapidamente questo gas con forniture provenienti dalla Norvegia, dall'Algeria e dall'Azerbaigian o con gas naturale liquefatto importato dal Qatar o dagli Stati Uniti è difficile, soprattutto perché anche gli altri Paesi europei stanno prendendo in considerazione le stesse alternative e le quantità disponibili sono limitate. A medio e lungo termine, la Svizzera dovrà abbandonare le energie fossili.

5./6. Il Consiglio federale è pronto a mostrare solidarietà accogliendo le persone provenienti dall'Ucraina che chiedono protezione. Dopo aver consultato i Cantoni e altre parti interessate, ha quindi deciso di accordare loro lo statuto di protezione S. Per quanto riguarda l'alloggio di queste persone, la Confederazione e i Cantoni terranno anche conto delle varie offerte di sostegno provenienti da privati, Comuni e istituzioni di diverso tipo.

7. Il Consiglio federale ha condannato con forza le minacce nucleari della Russia, anche all'ONU. Gli sviluppi attuali mostrano quanto sia urgente ridurre i rischi legati alle armi nucleari e giungere al disarmo nucleare. Nel 2022 l'Esecutivo ha illustrato il proprio impegno in questo senso nella Strategia di controllo degli armamenti e di disarmo 2022-2025. Inoltre, sta riesaminando la questione dell'adesione della Svizzera al Trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPNW). In questo ambito la domanda fondamentale è se e in quale misura il TPNW corrisponda agli interessi di sicurezza della Svizzera e possa costituire un passo concreto verso il disarmo. Il ritardo nel riesame è dovuto al rinvio di alcune conferenze importanti a causa della pandemia.

8. La legge sul materiale bellico contiene già un divieto totale delle armi nucleari, biologiche e chimiche, nonché delle mine antiuomo e delle munizioni a grappolo. Il divieto riguarda anche il finanziamento diretto (p. es tramite prestiti) e indiretto (p. es. tramite l'acquisto di azioni). Un'estensione del divieto esistente difficilmente gioverebbe al disarmo, ma renderebbe più rischioso l'uso di prodotti finanziari molto diffusi (p. es. i fondi indicizzati). Il Consiglio nazionale ha discusso di questo tema sulla base dell'iniziativa parlamentare 20.497 Seiler Graf che alla fine ha respinto. Il 29 novembre 2020 il Popolo ha inoltre respinto l'iniziativa popolare "Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico".

9. La Svizzera copre circa il 15 per cento del suo fabbisogno energetico con il gas e in questo campo è quasi interamente dipendente dalle importazioni (solo l'1 % della domanda è coperta oggi dal biogas prodotto internamente). La legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili (21.047) rafforzerà ulteriormente la decarbonizzazione e l'elettrificazione oltre che la sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera. Anche la nuova legge sul CO2, attualmente in fase di consultazione, dà un importante contributo in tal senso. La Confederazione sta infine discutendo con i Cantoni e le città per verificare la pianificazione dello smantellamento delle reti di gas per il riscaldamento a favore di reti di teleriscaldamento rispettose del clima.

Risposta del Consiglio federale.