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22.3115 · Mozione · 2022-03-14

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

La conseguenza diretta della guerra in Ucraina è l'aumento del prezzo del carburante. Da qualche giorno il costo del "pieno" è diventato insostenibile sia per i privati sia per le imprese che non possono fare a meno di un veicolo. Mediante la presente mozione il Consiglio federale è incaricato di rinunciare al più presto, e per tutto il tempo necessario, alle parti dell'imposta sugli oli minerali che non sono direttamente legate alla manutenzione della rete stradale.

Begründung

Nel giro di pochi giorni il prezzo di un litro di carburante al distributore è aumentato di diverse decine di centesimi e il nostro ministro dell'economia non esclude che potrebbe raggiungere anche i quattro franchi al litro. "Si tratta di uno scenario possibile" ha affermato il consigliere federale Guy Parmelin alla stampa lo scorso sabato 12 marzo.

Questo aumento brusco e improvviso ha colto di sorpresa i consumatori. Per molti concittadini l'utilizzo di un veicolo non è un lusso ma una necessità vitale, sia come individui che come dirigenti di un'impresa. Questi prezzi "anormali" del carburante gravano sul portafoglio delle famiglie, aumentano il prezzo dei trasporti e si ripercuotono infine sui consumatori.

Invito pertanto il Consiglio federale a decidere al più presto e per una durata indeterminata - che dipenderà dalla situazione politico-economica in Europa - di rinunciare alle parti dell'imposta sugli oli minerali che non sono direttamente legate alla manutenzione della rete stradale.

Una tale decisione, concreta, pragmatica e amministrativamente semplice da attuare, sostiene in modo diretto i consumatori, gli abitanti delle regioni periferiche e l'economia in generale. Non si tratta di un incoraggiamento a consumare più energie fossili: è semplicemente una risposta necessaria a una situazione inattesa e dolorosa.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La ripresa economica dopo la crisi legata al coronavirus è proseguita fino a poco tempo fa. Tuttavia, la guerra in Ucraina sta offuscando le prospettive. Soprattutto gli effetti indiretti del conflitto potrebbero influire sull'economia svizzera. In particolare, ci si aspetta un incremento dei tassi di rincaro nel quadro dell'aumento globale dei prezzi dei vettori energetici e di altre materie prime (tra cui le derrate alimentari di base e i metalli industriali). Nelle prime settimane dopo l'inizio della guerra in Ucraina, il franco svizzero si è tendenzialmente apprezzato in termini nominali, soprattutto rispetto all'euro. Attualmente ciò contribuisce a limitare l'importata pressione in termini di rincaro in Svizzera. Il gruppo di esperti della Confederazione per le previsioni congiunturali si aspetta un tasso di rincaro dell'1,9 per cento per il 2022 (previsione di dicembre 2021: 1,1 %), con corrispondenti effetti attenuanti sullo sviluppo del consumo privato.

Il Consiglio federale non è autorizzato a rinunciare alla riscossione di una parte o di tutta l'imposta gravante sui carburanti. Solo una modifica della legge federale sull'imposizione degli oli minerali (RS 641.61) permetterebbe di definire le circostanze secondo cui esso potrebbe concedere simili agevolazioni fiscali. Il Consiglio federale è ben consapevole delle sfide legate all'aumento dei prezzi dell'energia. Al momento non vede alcuna necessità immediata di adottare delle misure. Tuttavia la tendenza dei prezzi rimane volatile e l'ulteriore sviluppo è incerto. In tale contesto è stato istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale che riunisce i dipartimenti interessati, ossia il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca e il Dipartimento federale delle finanze. Questo elabora costantemente le basi necessarie ed esamina i possibili campi d'azione della Confederazione in vista delle eventuali misure da adottare, del loro finanziamento e delle loro conseguenze.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.