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22.3284 · Mozione · 2022-03-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di preparare un piano d'azione che permetta alla Svizzera di fare a meno del gas russo quanto prima possibile.

Begründung

Rinunciare alle energie fossili è diventato oggi una questione di sicurezza nazionale. La guerra in Ucraina invia un messaggio importante alla Svizzera: bisogna ridurre la nostra dipendenza dal gas russo, che rappresenta oggi il 47% del gas importato nel nostro Paese. Questa dipendenza mette oggi a rischio la nostra sicurezza in materia di approvvigionamento energetico. Inoltre, acquistando il gas russo permettiamo a Putin di finanziare il suo apparato militare e le sue operazioni di guerra.

La rinuncia alle energie fossili è di importanza cruciale anche per il clima. A tale riguardo, il piano d'azione deve mettere l'accento sull'efficienza energetica e lo sviluppo delle energie rinnovabili. La ricerca di nuovi Paesi fornitori di gas al posto della Russia rappresenta solo una soluzione a breve termine in una fase transitoria.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La guerra in Ucraina ci ha ricordato che, mentre la Svizzera importa il proprio gas direttamente dai Paesi europei vicini come Germania, Francia e Italia, un'alta percentuale delle importazioni di gas, ad esempio della Germania, proviene dalla Russia. Il Consiglio federale concorda quindi sul fatto che la Svizzera dovrebbe quanto prima ridurre il consumo di gas russo. È quindi favorevole alle misure a breve termine annunciate dal settore svizzero del gas e attua coerentemente a medio e a lungo termine una politica energetica e climatica finalizzata alla decarbonizzazione del sistema energetico. In questo contesto il Consiglio federale non vede in che misura un piano d'azione potrebbe ulteriormente sostenere il raggiungimento di quest'obiettivo, per quanto concerne i provvedimenti sia a breve che a più lungo termine.

Il 4 marzo 2022, il Governo ha incaricato il DATEC e il DEFR, in collaborazione con la COMCO, di assicurare che tutti gli operatori del settore del gas possano insieme procurarsi il più rapidamente possibile gas, capacità di stoccaggio del gas, gas naturale liquefatto (GNL) e capacità nei terminali GNL. L'obiettivo è, per quanto possibile, non acquistare più gas russo. Inoltre le aziende svizzere non hanno contratti a lungo termine con fornitori russi per l'acquisto di gas: esse si procurano questa materia prima sui mercati europei all'ingrosso. L'UE e molti Paesi europei hanno annunciato di voler acquistare meno gas dalla Russia nei prossimi mesi. La Commissione UE intende ridurre di due terzi la quantità entro la fine del 2022. Con il sostegno del settore svizzero del gas, diminuisce così anche la quota di gas russo in Svizzera. Una scelta unilaterale da parte della Svizzera è invece difficilmente praticabile: finché i Paesi europei non adotteranno le necessarie regole, sarà problematico suddividere le quantità di gas vendute sui mercati all'ingrosso in base al Paese di provenienza. In molti casi le catene di approvvigionamento non sono note.

In linea di principio, è necessario a medio e lungo termine abbandonare i vettori energetici fossili gas naturale e petrolio, sostituendoli con fonti di energia rinnovabile e idrogeno. Anche per questo, con la sua Strategia energetica 2050, il Consiglio federale intende potenziare le energie rinnovabili indigene e aumentare l'efficienza energetica (www.bfe.admin.ch > Politica > Strategia-energetica 2050 > Che cos'è la Strategia energetica 2050?). Gli sforzi in questa direzione sono supportati anche dagli strumenti della politica climatica. In questo modo può essere ridotta sul lungo periodo anche la dipendenza dall'estero.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.