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22.3612 · Postulato · 2022-06-14

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto come ridurre in modo duraturo il numero di animali da laboratorio allevati in eccesso, pari ogni anno a centinaia di migliaia di esemplari.

Occorre inoltre valutare come pubblicare in maniera realistica, tempestiva e comprensibile per l'opinione pubblica i dati rilevati annualmente al riguardo e la loro evoluzione nel tempo.

Begründung

La statistica degli esperimenti sugli animali evidenzia che, negli ultimi anni, la maggior parte degli animali da laboratorio allevati non è stata impiegata per esperimenti. Se ogni anno circa 550 000 cavie vengono utilizzate a tale scopo, il numero di esemplari allevati, importati e detenuti in piccole gabbie è di 2-3 volte superiore. Nel 2020, nei 150 centri di detenzione di animali da laboratorio sono stati cresciuti e importati circa 1,3 milioni di animali, di cui l'80 per cento topi. Per la maggior parte si trattava di esemplari geneticamente modificati (777 512). Per quanto concerne i topi da laboratorio geneticamente modificati, quelli effettivamente utilizzati per esperimenti (157 221) sono appena poco più di un quinto di quelli allevati. Le cavie non utilizzate, ad esempio perché non sono del sesso richiesto o non presentano le modifiche genetiche desiderate, devono in massima parte essere soppresse e smaltite. Il metodo oggi maggiormente utilizzato per la soppressione, ossia l'eutanasia con CO2, in molti casi procura gravi sofferenze agli animali.

Nel caso dei pesci geneticamente modificati (142 733), la quota degli animali in eccesso è ancora maggiore: il loro numero è infatti di quasi 20 volte superiore alle cavie effettivamente utilizzate (7530).

In sintesi si può affermare che soltanto il 20 per cento dei topi geneticamente modificati e poco meno del 5 per cento dei pesci geneticamente modificati presenta le caratteristiche richieste per le sperimentazioni. Oltre allo spreco di vite animali, questa circostanza appare altamente problematica anche sotto il profilo etico, se si considera la sofferenza inferta agli animali allevati e detenuti come cavie da laboratorio. Pur essendo sancito a livello legale da oltre 30 anni, il principio delle 3R non sembra produrre effetti sul numero di animali in eccesso: urge pertanto intervenire.

Malgrado i tentativi di promuovere e implementare le 3R ("replace, reduce, refine") nel campo della sperimentazione animale e dell'allevamento di cavie da laboratorio, tali principi stentano ad affermarsi soprattutto per gli animali geneticamente modificati. Il rapporto dovrà mostrare da un lato come rimediare in modo efficiente e incisivo a questa situazione, e dall'altro come si possono obbligare i centri di detenzione, gli allevamenti e i ricercatori a ridurre il numero di animali allevati invano e ad adottare metodi di soppressione più rispettosi del benessere animale. A tale proposito andrà anche riconsiderato il ruolo dell'eutanasia con CO2, un metodo estremamente cruento che ancora oggi risulta il più diffuso negli allevamenti di cavie da laboratorio.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La Confederazione pubblica annualmente una statistica sul numero di animali impiegati per esperimenti (art. 20a e 36 legge federale sulla protezione degli animali; RS 455; www.usav.admin.ch > Animali > Pubblicazioni > Statistiche e rapporti > Protezione degli animali > Statistica degli esperimenti sugli animali > Esperimenti sugli animali in Svizzera in francese). Pur non essendovi tenuta dal punto di vista legale, già oggi pubblica inoltre il numero di animali allevati nei centri di detenzione di animali da laboratorio svizzeri e importati dall'estero (art. 145 ordinanza sulla protezione degli animali [OPAn]; RS 455.1; accesso come sopra > Animaleries). Comparando le due statistiche, si può quindi calcolare il numero di cavie allevate ma non impiegate per esperimenti. Il Consiglio federale reputa che la statistica degli esperimenti sugli animali sia già esaustiva e di buona qualità. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) sta inoltre valutando l'opportunità di una modifica dell'OPAn affinché in futuro possa essere indicato anche il numero annuo di animali allevati, ma non impiegati a scopo di sperimentazione e dunque soppressi. In questo modo, l'opinione pubblica disporrebbe di dati sul destino degli animali non utilizzati per esperimenti.

La ricerca necessita di modelli genetici e l'allevamento di questi animali è soggetto alle regole dell'ereditarietà. Un certo numero di animali che non potranno essere impiegati per esperimenti è pertanto inevitabile. Sono comunque già in atto sforzi concreti per ridurre fortemente il loro numero. A tale proposito si possono ad esempio menzionare i seguenti progetti:

- progetto del Centro di competenza svizzero 3R (3RCC) per sviluppare un software in grado di pianificare e organizzare meglio l'allevamento e quindi ridurre il numero di animali: una prima parte può già essere utilizzata (www.ltk.uzh.ch);

- progetto "animatch" per mettere a disposizione di altri ricercatori animali allevati non impiegati in esperimenti: questa soluzione è già online (www.animatch.eu) e può essere utilizzata.

Dal 2018 l'USAV ha organizzato tre simposi internazionali sul cosiddetto principio delle 3R ("replace, reduce, refine", vale a dire sostituzione e riduzione degli esperimenti sugli animali e limitazione delle sofferenze per le cavie) per individuare alternative all'eutanasia con CO2. In questo contesto, nel maggio del 2021 ha conferito all'Università di Zurigo un incarico di ricerca su forme di soppressione più dignitose, finalizzato a studiare possibili alternative all'eutanasia con CO2 che provochino meno sofferenze agli animali fino al loro stordimento. Risultati esaustivi sono attesi nel 2025. Contribuirà ad aumentare le conoscenze in materia anche il programma nazionale di ricerca 79 "Advancing 3R", nell'ambito del quale sono stati indetti i primi bandi di concorso nell'estate del 2021.

Alla luce di queste attività già in corso o pianificate, il Consiglio federale ritiene superfluo elaborare un ulteriore rapporto.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.