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22.3870 · Postulato · 2022-06-27

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che mostri l'influsso della speculazione nel settore alimentare sui prezzi degli alimenti di base. Il rapporto dovrà trattare almeno i punti seguenti:

- le misure raccomandate in seguito alla crisi alimentare nel 2008 e la loro attuazione in Svizzera;

- i ministri dell'agricoltura dei Paesi del G7 constatano che devono seguire attentamente i mercati che influiscono sul sistema delle derrate alimentari, inclusi i mercati a termine. Tale monitoraggio è necessario anche in Svizzera. Occorre pertanto migliorare la trasparenza sulle operazioni finanziarie derivate e sul commercio fisico di materie prime agricole (capacità di stoccaggio e di carico da parte di commercianti svizzeri). Il rapporto deve illustrare le possibili misure destinate a migliorare la trasparenza;

- il margine di manovra di cui dispone la Svizzera per migliorare la trasparenza.

Una minoranza della Commissione (Büchel, Aebi, Farinelli, Geissbühler, Grüter, Köppel, Page, Portmann, Silberschmidt) propone di respingere il postulato.

Begründung

Secondo i dati dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), i prezzi delle derrate alimentari sono aumentati del 34 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e non sono mai stati così elevati dal 1990, anno in cui la FAO ha iniziato a rilevarli. La Banca mondiale stima che, per ogni aumento di prezzo delle derrate alimentari pari a un punto percentuale, 10 milioni di esseri umani sprofondano nella povertà estrema.

Anche il numero di coloro che soffrono la fame aumenta. Salgono inoltre anche i costi relativi all'aiuto umanitario. Il Programma alimentare mondiale (PAM) ha reso noto che i costi relativi alle attività che svolge nel mondo intero hanno già visto un aumento del 50 per cento.

La scienza e gli esperti in materia non concordano quanto all'influsso della speculazione nel settore alimentare sulla formazione dei prezzi sui mercati delle materie prime. Nel frattempo sono stati però pubblicati numerosi studi che forniscono indizi e prove di tale influsso.

L'influsso della speculazione era già emerso durante la crisi alimentare del 2007-2008: i prezzi del mais erano aumentati del 70 per cento, quelli del riso del 180 per cento e quelli del grano del 120 per cento rispetto al livello registrato a metà 2007. Di conseguenza almeno 40 milioni di persone sono state colpite dalla carestia. Secondo Jayati Ghosh (economista dello sviluppo indiana) queste fluttuazioni dei prezzi non sono riconducibili a fattori di domanda e offerta a breve termine o ad altre tendenze dell'economia reale. Simili fluttuazioni acute dei prezzi sono invece chiaramente il risultato di attività speculative su questi mercati.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo il Consiglio federale, stilare un rapporto che mostri se la speculazione nel settore alimentare abbia un influsso sui prezzi degli alimenti di base e se sia necessario aumentare la trasparenza su questi mercati non produrrebbe nuovi risultati.

Nel messaggio del 18 febbraio 2015 concernente l'iniziativa "Contro la speculazione sulle derrate alimentari" (FF 2015 2089) il Consiglio federale ha analizzato in maniera approfondita se le operazioni speculative sui mercati a termine delle merci comportino un aumento dei prezzi dei prodotti agricoli. Sulla base della letteratura scientifica di quel tempo, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che tale ipotesi fosse poco fondata. Tale conclusione è sostenuta anche da studi più recenti. L'attuale volatilità dei prezzi delle derrate alimentari, infatti, ~ riconducibile anche a cause concrete, come ad esempio la guerra in Ucraina, che ha portato a massicce perdite di raccolto, strozzature nelle catene di approvvigionamento e scarsità di fertilizzanti come pure alla distruzione di derrate alimentari.

Grazie all'Agricultural Market Information System (AMIS), istituito dal G20 nel 2011, negli ultimi anni la trasparenza sui mercati agricoli è aumentata in modo significativo. Questo sistema, dimostratosi valido già durante la pandemia di COVID-19, è uno strumento prezioso anche in relazione all'impatto che la guerra in Ucraina sta avendo su tali mercati e sulla sicurezza alimentare.

L'AMIS pubblica dati aggiornati sulla produzione, sull'utilizzo, sulle scorte e sul commercio di grano, mais, riso e soia a livello mondiale. Gli Stati che vi hanno aderito sono i membri del G20, la Spagna e altri Paesi che detengono un'importante quota della produzione e del commercio mondiale. Insieme rappresentano tra l'80 e il 90 per cento del volume globale. A causa delle dimensioni del suo mercato, la Svizzera non partecipa direttamente all'AMIS, ma vi contribuisce indirettamente attraverso la sua partecipazione all'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), al Consiglio internazionale dei cereali (IGC) e all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC): tutti organismi che svolgono un ruolo di rilievo per l'AMIS.

È inoltre importante che i mercati dei futures delle materie prime siano regolamentati adeguatamente. La priorità va data al funzionamento e alla trasparenza, nonché alla lotta contro gli abusi e le manipolazioni di mercato. Anche l'International Organization of Securities Commissions (IOSCO), guidata dal G20 e dal Financial Stability Board (FSB), ha sviluppato nel 2011 una serie di principi per disciplinare e controllare i mercati dei derivati delle materie prime.

Questi principi vengono attuati in Svizzera attraverso la legge sull'infrastruttura finanziaria (LInFi; RS 958.1), che copre, appunto, anche i suddetti strumenti. Una piattaforma svizzera per il commercio delle materie prime dovrebbe ad esempio permettere di intervenire se il mercato non dovesse funzionare correttamente. Tuttavia, non esiste al momento in Svizzera una borsa per le materie prime fisiche né per i relativi derivati. Le controparti finanziarie e le grandi controparti non finanziarie coinvolte in operazioni finanziarie derivate (comprese quelle non negoziate su una piazza commerciale [le cosiddette operazioni in derivati OTC]) sono però tenute a segnalare queste operazioni in derivati a un registro di transazioni.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.