22.4085 · Mozione · 2022-09-29
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Secondo l'articolo 257d capoverso 1 CO, se il conduttore non paga le spese accessorie entro il termine fissato, il locatore può recedere dal contratto senza preavviso. Visto l'aumento del prezzo dell'energia, nel 2023 molti conduttori avranno difficoltà a pagare le spese di riscaldamento e di acqua calda. Chiedo quindi al Consiglio federale di proporre l'introduzione di una moratoria nazionale sulle disdette di locazione emesse a causa del mancato pagamento delle spese accessorie; questa misura dovrebbe valere almeno fino a fine 2023.
Begründung
Da alcuni mesi gli annunci riguardanti l'aumento dei prezzi mettono in allarme la popolazione e il potere d'acquisto delle economie domestiche si riduce di giorno in giorno. Ad aumentare è in particolare il prezzo dell'energia (gas, olio da riscaldamento, elettricità), e l'incremento non è ancora arrivato al culmine. Gli inquilini, che devono per forza di cose accettare il sistema di riscaldamento e la qualità dell'isolamento dell'appartamento in cui vivono, sono particolarmente toccati da questi aumenti. La maggior parte di loro versa acconti mensili per coprire le spese di riscaldamento e di acqua calda. Alla fine dell'anno contabile il locatore invia agli inquilini il conguaglio: se gli acconti non bastano a coprire le spese effettive, gli inquilini devono versare la differenza entro 30 giorni; in caso contrario, il locatore può mettere in mora l'inquilino e intimare la disdetta del contratto di locazione. Risulta dunque urgente adottare misure per evitare che gli inquilini vengano sfrattati a causa di una difficoltà di pagamento.
Chiediamo al Consiglio federale di introdurre, fino a fine 2023, una moratoria sulle disdette del contratto di locazione dovute al mancato pagamento delle spese accessorie. Si tratta di una misura urgente volta a concedere un periodo di tregua ai locatari che avranno difficoltà a pagare le spese accessorie a causa della crisi energetica.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole delle sfide poste dall'aumento dei prezzi dell'energia e delle conseguenze sulle spese accessorie e di riscaldamento che potrebbero essere causate dalla situazione geopolitica e dal conflitto in Ucraina.
A fine agosto 2022, preoccupato dalla volatilità dei prezzi e dalla situazione ancora instabile, il Consiglio federale ha incaricato il gruppo di lavoro interdipartimentale "Prezzi dell'energia", composto da rappresentanti di DEFR, DATEC, DFI, DFF e DFGP, di valutare la situazione delle economie domestiche, dei settori professionali e delle imprese a seguito dell'aumento dei prezzi dell'elettricità e di vagliare l'introduzione di misure di ammortizzazione economica. Sulla base di questi lavori, a inizio novembre il Consiglio federale è giunto alla conclusione che non è necessario adottare misure di sostegno. Secondo il gruppo di esperti della Confederazione, nel 2022 l'inflazione dovrebbe essere del 3,0 in media annua. L'ultimo rapporto trimestrale della BNS indica che l'anno in corso e quello seguente saranno caratterizzati da un'evoluzione salariale rafforzata. Per la maggior parte delle economie domestiche l'eventuale perdita del potere d'acquisto dovrebbe così situarsi nettamente al di sotto dell'attuale tasso d'inflazione. Da rilevare inoltre che il potere d'acquisto dei salari è fortemente aumentato nell'ultimo ventennio, anche e soprattutto per effetto del tasso d'inflazione basso o addirittura negativo.
Il 1° gennaio 2023 le rendite AVS/AI e gli importi delle prestazioni complementari (PC) destinati a coprire il fabbisogno vitale verranno adeguati all'evoluzione dei prezzi e dei salari. La rendita minima AVS aumenterà di 30 franchi al mese, ossia del 2,5 per cento. Alla luce degli aumenti dei costi abitativi, il Consiglio federale ha anche deciso di aumentare del 7,1 per cento gli importi massimi per la pigione previsti nelle prestazioni complementari. Tutto questo dovrebbe permettere di evitare situazioni sociali difficili fra i beneficiari di PC che dovranno pagare il conguaglio delle spese accessorie. Le altre prestazioni sociali legate al bisogno - fra cui l'aiuto sociale - destinate a persone ed economie domestiche a basso reddito sono di norma di competenza cantonale e comunale, e dunque disciplinate e adeguate a tale livello. Le spese accessorie di locazione sono parte integrante del fabbisogno vitale e rientrano dunque fra le spese prese in carico dall'aiuto sociale. Per tutti questi motivi il Consiglio federale ritiene che intervenire in modo incisivo e indiscriminato nel diritto di locazione non è né necessario né opportuno, così come non risulta praticabile rafforzare la protezione del diritto di locazione solamente per le persone e le imprese più toccate.
Inoltre, in collaborazione con il settore economico, il Consiglio federale porta avanti una campagna di risparmio energetico a livello nazionale con misure di risparmio facilmente attuabili ("L'energia è scarsa. Non sprechiamola."). Adottando questi accorgimenti è possibile risparmiare sui costi energetici, e quindi anche sulle spese di riscaldamento e sulle spese accessorie in generale.
Da ultimo, va rilevato che un'estensione della protezione dalla disdetta prevista dall'articolo 271 e segg. CO per quanto riguarda i conguagli delle spese accessorie e di riscaldamento avrebbe senso solamente nel quadro del diritto di necessità. Il Consiglio federale è tuttavia del parere che il diritto di necessità vada usato con parsimonia. Per la modifica auspicata è dunque possibile avvalersi soltanto della procedura legislativa ordinaria, sebbene l'esperienza dimostri che quest'ultima non permetterà di intervenire per i conguagli in questione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.