Dopo l'accettazione dell'AVS 21, è ora di realizzare la parità salariale tra donne e uomini
22.4208 · Mozione · 2022-09-30
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge federale sulla parità dei sessi affinché i datori di lavoro che impiegano almeno 50 collaboratori all'inizio di un anno eseguano internamente un'analisi della parità salariale per l'anno in questione.
Controlli regolari saranno organizzati da un organo della Confederazione.
Begründung
L'articolo 8 capoverso 3 della Costituzione federale stabilisce che "uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore". Questo articolo è stato iscritto nella Costituzione nel 1981. Quarant'anni dopo, le donne continuano a guadagnare in media il 15 per cento in meno degli uomini.
Nel dicembre 2018, il nostro Parlamento ha riveduto la legge sulla parità. Questa legge rimane tuttavia poco incisiva: concerne soltanto una minoranza di imprese (lo 0,8 %) e una minoranza di posti di lavoro (circa il 46 %). Prevede pochi controlli e non prevede alcuna sanzione in caso di disparità.
Nella versione iniziale del progetto, il Consiglio federale aveva proposto di sottoporre a questo obbligo legale le imprese che impiegano almeno 50 collaboratori. Con una soglia di 50 collaboratori, l'obbligo continuerebbe a riguardare appena il due per cento delle imprese, ma si applicherebbe al 54 per cento dei dipendenti in Svizzera. Sembra logico che una legge tanto fondamentale abbia un impatto sulla maggioranza dei salariati.
Questa proposta riprende dunque il progetto iniziale del Consiglio federale in occasione della discussione sulla modifica della legge sulla parità, che il Parlamento aveva indebolito aumentando la suddetta soglia.
Le imprese con almeno 50 collaboratori sono già oggi obbligate a partecipare ogni due anni alla rilevazione della struttura dei salari. Inoltre, questa cifra è coerente con altre normative quali la legge sulla partecipazione o l'ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro.
In occasione dei dibattiti sul progetto AVS21, i rappresentanti dei partiti di destra, in particolare le donne, hanno espresso la loro grande preoccupazione in merito a questa flagrante disparità. Hanno promesso che avrebbero senza indugio provveduto a correggere questo fatto. È ora il momento di dimostrare con i fatti che non si trattava soltanto di parole al vento.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Come rammenta l'autrice della mozione, il disegno di modifica della legge federale sulla parità dei sessi (LPar; RS 151.1), presentato dal Consiglio federale il 5 luglio 2017, prevedeva di sottoporre all'obbligo di eseguire un'analisi della parità salariale tutte le imprese che impiegano almeno 50 collaboratori. Il Consiglio federale si era espresso a favore della soglia di 50 collaboratori per ragioni di coerenza con altre disposizioni legali e per motivi statistici. Il Parlamento aveva poi deciso di innalzare tale soglia a 100 collaboratori. Nel settembre 2020 il Consiglio nazionale non ha dato seguito a un'iniziativa parlamentare che chiedeva di abbassare la soglia a 50 collaboratori (Iv.Pa. Reynard 19.452 "Allestire una lista nera delle imprese che non rispettano la parità salariale fra uomini e donne").
Nel frattempo, la Confederazione ha perfezionato lo strumento di analisi dei salari Logib che mette a disposizione dei datori di lavoro: il sistema Logib comprende due moduli: il modulo 1 è destinato alle imprese con almeno 50 collaboratori, mentre il modulo 2 è pensato per quelle il cui effettivo non supera le 49 persone. Entrambi i moduli sono gratuiti, anonimi e facili da utilizzare. Pertanto, anche le imprese che impiegano meno di 100 collaboratori possono analizzare i loro salari in modo semplice e gratuito.
In occasione della revisione della legge sulla parità dei sessi, il Consiglio federale aveva deciso che lo Stato non doveva intervenire nel processo di analisi della parità salariale. Le verifiche delle analisi interne della parità salariale sarebbero effettuate da terzi indipendenti e i collaboratori sarebbero informati in merito al risultato dell'analisi. Questo approccio è conforme alla concezione di diritto privato della legge sulla parità dei sessi. Il Parlamento ha avallato questa proposta.
L'articolo 17b LPar incarica il Consiglio federale di valutare, entro nove anni dalla loro entrata in vigore, quindi al più tardi nel 2029, l'efficacia delle disposizioni sull'analisi della parità salariale e la sua verifica (art. 13a-13i LPar) e di sottoporre al Parlamento un rapporto in merito. Il Consiglio federale si è dichiarato disposto a trarre un bilancio intermedio già prima di questa scadenza, probabilmente nel 2025 (cfr. risposte alla mozione 21.3944 Hess Lorenz "Basta parole, è l'ora dei fatti. Stesso stipendio per lo stesso lavoro", all'interpellanza 21.4315 Piller-Carrard "Dotarsi degli strumenti per rendere più efficace la legge federale sulla parità dei sessi" e alla mozione 22.3095 Porchet "Contro ogni forma di discriminazione nelle imprese serve un organo di difesa civica per la parità"). Ritiene pertanto prematuro avviare misure supplementari, in particolare una nuova revisione parziale della legge sulla parità dei sessi.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.