22.4420 · Interpellanza · 2022-12-14
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il ruandese Félicien Kabuga è accusato di essere uno dei principali responsabili del genocidio in Ruanda del 1994. In fuga per oltre un quarto di secolo, da alcune settimane è processato dinanzi al tribunale delle Nazioni Unite per il Ruanda all'Aia. Uno dei motivi che hanno permesso a Kabuga di sottrarsi per tanto tempo alla giustizia è la Svizzera, che nel 1994 avrebbe avuto la possibilità di arrestarlo.
In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Perché Kabuga ha potuto entrare e uscire dalla Svizzera nonostante all'epoca fosse già risaputo che aveva svolto un ruolo determinante nella pianificazione ed esecuzione del genocidio?
2. Perché il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha informato l'auditore in capo dell'esercito, incaricato di perseguire crimini di guerra, in merito a Kabuga soltanto il 17 agosto 1994, nonostante fosse a conoscenza del fatto dal 4 agosto, impedendo in tal modo un'istruzione preparatoria?
3. Perché il rapporto di inchiesta amministrativa di René Bacher in relazione al rilascio del visto alla famiglia Kabuga non è mai stato pubblicato?
4. Chi ha deciso nel 1994 di espellere Félicien Kabuga e la sua famiglia? Con quale motivazione?
5. Perché il DFGP ha deciso di espellere Kabuga, sebbene nel 1994 il Capo del Dipartimento federale degli esteri avesse comunicato al DFGP di preferire chiaramente l'arresto di Kabuga (Tagesanzeiger del 24.08.1994)?
6. All'interpellanza 98.1154 il Consiglio federale ha risposto che Félicien Kabuga non aveva potuto essere arrestato nel 1994, poiché non c'erano informazioni accertate su crimini di guerra del signor Kabuga. Il Consiglio federale continua a ritenere che sul piano giuridico fosse impossibile arrestare Félicien Kabuga in Svizzera?
7. Perché la Confederazione ha pagato il biglietto aereo a Félicien Kabuga, all'epoca noto come l'uomo più ricco del Ruanda, e alla sua famiglia?
8. Il Consiglio federale ritiene oggi che nel 1994 la Svizzera abbia agito in maniera corretta espellendo Félicien Kabuga invece di arrestarlo?
Stellungnahme des Bundesrates
Nelle indicazioni fornite nella presente sede in merito agli eventi dell'epoca, il Consiglio federale si fonda sulle sue risposte agli interventi parlamentari citati, che risalgono agli anni Novanta e forniscono informazioni in parte dettagliate sulla questione. Ha potuto inoltre consultare i documenti archiviati nel dossier d'asilo di Félicien Kabuga, che si trovano presso la Segreteria di Stato della migrazione. Non ha tuttavia potuto effettuare ricerche più approfondite negli archivi per rispondere alla presente interpellanza.
6 e 8. La Svizzera si impegna affinché i genocidi, i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra siano perseguiti in maniera efficace, trasparente e sistematica. La legge federale concernente la cooperazione con i tribunali internazionali incaricati del perseguimento penale delle violazioni gravi del diritto internazionale umanitario è entrata in vigore nel 1995, con l'obiettivo specifico della cooperazione al fine del perseguimento dei presunti autori del genocidio in Ruanda. La Svizzera ha sancito il genocidio nel suo Codice penale (CP; RS 311.0) nel 2000 e ha ratificato lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale (RS 0.312.1) nel 2001 all'Aia. Nel 2011 ha precisato le definizioni di crimine contro l'umanità e crimine di guerra nel suo diritto penale, agevolandone il perseguimento. Inoltre, da allora sono in linea di massima le autorità civili di perseguimento penale della Confederazione a condurre i procedimenti in materia. In questo contesto, il Consiglio federale deplora che Félicien Kabuga non abbia potuto essere arrestato prima, ad esempio durante il suo soggiorno in Svizzera nel 1994. Il quadro giuridico per un arresto era tuttavia diverso da quello odierno e i protagonisti dell'epoca erano sottoposti al diritto allora vigente. Soltanto un'ampia analisi storica permetterebbe di determinare se sarebbe stato giustificabile arrestare Félicien Kabuga alla luce dei fatti e della legislazione dell'epoca, in particolare della clausola generale dell'articolo 109 del Codice penale militare (CPM; RS 321.0). Non è tuttavia stato possibile realizzare una tale analisi nel quadro della risposta alla presente interpellanza.
1, 4 e 5. Per rispondere a queste domande, si può rinviare alla risposta del Consiglio federale all'interpellanza 94.3340 del Gruppo socialista "Svizzera - Rwanda. Obbligo del Consiglio federale di accertare con precisione e tempestivamente i fatti e le responsabilità nei diversi affari". Il Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) aveva autorizzato definitivamente l'espulsione il 18 agosto 1994. Il giorno precedente, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) aveva comunicato al DFGP di auspicare l'esame della possibilità di arrestare l'interessato (si veda anche la risposta alla domanda 2), ma di lasciare al DFGP la decisione definitiva, che avrebbe sostenuto.
2. Dai documenti a disposizione per rispondere alla presente interpellanza risulta che dopo aver appreso che Félicien Kabuga soggiornava in Svizzera, il DFGP e il DFAE avevano convenuto che dovesse lasciare rapidamente il Paese. Il 4 agosto 1994 il DFAE aveva annunciato che, se ciò non fosse stato possibile, avrebbe in alternativa vagliato la possibilità di condurre un procedimento in Svizzera. Il DFGP aveva tuttavia ritenuto giuridicamente lecita un'espulsione preventiva e agito rapidamente in tal senso; l'opzione di un procedimento sembrava pertanto essere stata in un primo tempo abbandonata, ragione per cui in quel momento non era stato coinvolto l'auditore in capo dell'esercito. L'arresto era stato vagliato soltanto il 17 agosto 1994, quando il DFAE aveva auspicato un esame delle possibilità giuridiche in materia, pronunciandosi in linea di massima a favore di un tale provvedimento. A tal fine aveva convocato il giorno stesso una riunione, a cui aveva partecipato, oltre al DFGP, anche l'auditore in capo dell'esercito.
3. Nella risposta all'interrogazione 94.1171 de Dardel "Pratica Kabuga", il Consiglio federale ha indicato che il rapporto integrale sull'inchiesta amministrativa non era stato pubblicato soprattutto per motivi di protezione della personalità. Le conclusioni principali erano state invece riassunte in un comunicato stampa. Il rapporto completo era stato tuttavia sottoposto, allegati compresi, alle Commissioni della gestione del Parlamento.
7. Il Consiglio federale rinvia alla sua risposta all'interrogazione 98.1154 de Dardel "Espulsione di Félicien Kabuga". In tale sede, aveva indicato che Félicien Kabuga si era rifiutato di assumere le spese di viaggio. Se si fosse dapprima tentato di esigere la restituzione delle spese, il rinvio preventivo previsto avrebbe subito ritardi. Allora il diritto non prevedeva ancora una possibilità di prelevare un contributo su eventuali valori patrimoniali.
Risposta del Consiglio federale.