23.3213 · Mozione · 2023-03-16
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge federale sulla parità dei sessi affinché i datori di lavoro che impiegano almeno 50 collaboratori all'inizio di un anno eseguano internamente un'analisi della parità salariale per l'anno in questione.
Controlli regolari saranno organizzati da un organo della Confederazione.
Begründung
L'articolo 8 capoverso 3 della Costituzione federale stabilisce che "uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore". Questo articolo è stato iscritto nella Costituzione nel 1981. Quarant'anni dopo, le donne continuano a guadagnare in media il 15 per cento in meno degli uomini.
Nel dicembre 2018, il nostro Parlamento ha riveduto la legge sulla parità, che rimane tuttavia poco incisiva: concerne soltanto una minoranza di imprese (lo 0,8 %) e una minoranza di posti di lavoro (circa il 46 %). Prevede pochi controlli e nessuna sanzione in caso di disparità.
Nella versione iniziale del progetto, il Consiglio federale aveva proposto di sottoporre a questo obbligo legale le imprese che all'inizio di un anno impiegano almeno 50 collaboratori. Con questa soglia, l'obbligo continuerebbe a riguardare appena il due per cento delle imprese, ma si applicherebbe al 54 per cento dei dipendenti in Svizzera. Sembra logico che una legge tanto fondamentale abbia un impatto sulla maggioranza dei salariati.
La presente mozione riprende dunque il progetto iniziale del Consiglio federale, che in occasione della discussione sulla modifica della legge sulla parità il Parlamento aveva indebolito aumentando la suddetta soglia.
Le imprese con almeno 50 collaboratori sono già oggi obbligate a partecipare ogni due anni alla rilevazione della struttura dei salari. Inoltre, questa cifra è coerente con altre normative quali la legge sulla partecipazione o l'ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro.
In occasione dei dibattiti sul progetto AVS21, i rappresentanti dei partiti di destra, in particolare le donne, hanno espresso la loro grande preoccupazione in merito a questa flagrante disparità. Hanno promesso che avrebbero senza indugio provveduto a correggerla. È ora il momento di dimostrare con i fatti che non si trattava soltanto di parole al vento.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La modifica del 14 dicembre 2018 della legge federale sulla parità dei sessi (LPar; RS 151.1; RU 2019 2815), entrata in vigore il 1° luglio 2020, obbliga i datori di lavoro che impiegano almeno 100 collaboratori a eseguire un'analisi della parità salariale nella loro impresa. L'analisi deve essere verificata da un organo indipendente. Successivamente i datori di lavoro devono informare per scritto i collaboratori in merito al risultato dell'analisi.
È vero che il disegno del Consiglio federale del 5 luglio 2017 (FF 2017 4787) prevedeva di sottoporre all'obbligo di eseguire l'analisi i datori di lavoro che impiegano almeno 50 collaboratori. Il Parlamento ha tuttavia deciso di aumentare questa soglia a 100 collaboratori. Il Consiglio federale ritiene che occorra attendere il bilancio intermedio dell'efficacia della modifica della LPar prima di prendere in considerazione un adeguamento del valore soglia sul piano legislativo o l'introduzione di controlli statali. Rispondendo a vari interventi parlamentari (p. es. 21.3944 Mo. Hess Lorenz "Basta parole, è l'ora dei fatti. Stesso stipendio per lo stesso lavoro" oppure 21.4315 Ip. Piller Carrard "Dotarsi degli strumenti per rendere più efficace la legge federale sulla parità dei sessi"), il Consiglio federale ha dichiarato che questo bilancio intermedio sarà presentato probabilmente nel 2025.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.