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23.3906 · Interpellanza · 2023-06-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:

- Come valuta il Consiglio federale gli effetti dell’IRA (Inflation Reduction Act) sull’industria climatica svizzera?

- Quali rischi e opportunità comporta l’IRA per l’industria climatica svizzera?

- Come valuta il Consiglio federale l’impatto della politica dell’UE in materia di industria climatica (il cosiddetto “Net-Zero Industry Act”) sul raggiungimento degli obiettivi climatici in Svizzera?

- Come viene garantito in Svizzera che i posti di lavoro nell’industria climatica siano sicuri e di qualità, ad esempio che siano tutelati da contratti collettivi di lavoro?

- Quali misure sta adottando il Consiglio federale in materia di formazione, perfezionamento professionale e riqualificazione, affinché l’industria climatica possa contare in futuro su una sufficiente manodopera qualificata?

- Con quali strumenti si sta rafforzando l’industria climatica e in particolare il settore dell’energia solare in Svizzera?

- Quali misure possono essere adottate per ridurre la dipendenza dalla Cina nell’ambito dell’energia solare?

- Quali forme di cooperazione sono in atto con i Paesi dell’UE per rafforzare l’industria climatica in Europa e in Svizzera?

- Quali sono le opportunità e le sfide dell’economia circolare nell’ambito della politica in materia di industria climatica?

Begründung

Come si legge nel “Rapporto sulla politica estera 2022”, il perdurare di una situazione di prezzi elevati nel settore dell’energia metterebbe a repentaglio la base industriale europea. Al pari dell’Europa, la Svizzera non dipende solo dal gas e dal petrolio russo, ma anche dall’industria solare cinese.

Con l’IRA (Inflation Reduction Act) gli Stati Uniti hanno approvato un pacchetto di investimenti miliardario, con l’obiettivo di rendere l’industria americana a prova di clima e di futuro. L’UE vede in questa mossa una minaccia per l’economia europea, per cui ora ha presentato i propri piani di investimento: il “Net-Zero Industry Act”.

Per rispettare gli obiettivi climatici e potenziare le energie rinnovabili, l’industria europea deve avere la capacità di produrre gli impianti solari ed eolici, le pompe di calore, i sistemi di accumulo, gli elettrolizzatori ecc. quanto più possibile in Europa e, in misura rilevante, anche in Svizzera. Quella climatica, infatti, è l’industria strategica del futuro. A tal fine è necessario ripristinare la filiera completa in Europa, tenendo conto anche dell’economia circolare. L’industria climatica genera posti di lavoro, valore aggiunto, innovazione e anche sovranità, ma per farlo servono le condizioni politiche di riferimento adeguate.

Stellungnahme des Bundesrates

1. - 3. Con la legge sulla riduzione dell'inflazione (Inflation Reduction Act, IRA), gli Stati Uniti intendono promuovere l'uso sostenibile dell'energia e contribuire così alla lotta contro il cambiamento climatico globale. L'Unione europea (UE) sta cercando di fare lo stesso con la legge sull'industria a zero emissioni (Net Zero Industry Act). È da prevedere che questi due programmi di promozione accelerino l'ingresso sul mercato e la diffusione di tecnologie chiave come quelle per la cattura e lo stoccaggio del carbonio. Per le aziende svizzere sono da attendere effetti sia positivi che negativi. Da un lato, detti programmi aprono nuove opportunità di vendita per i fornitori e i produttori svizzeri dei beni sovvenzionati. Inoltre, per le aziende svizzere potrebbero aprirsi nuove opportunità di approvvigionamento più diversificato. D'altra parte, le sovvenzioni possono distorcere la concorrenza, in particolare se la loro concessione richiede che una quota minima del valore aggiunto dei prodotti sovvenzionati venga realizzata nel Paese di chi ha elargito l'aiuto finanziario. L'IRA prevede questa clausola in diversi casi. I vari canali di impatto sull'economia svizzera saranno esaminati nel prossimo rapporto del Consiglio federale sulla situazione dell'economia svizzera, che sarà pubblicato nel primo trimestre del 2024.

4. In materia di lavoro, le aziende che operano nel settore delle tecnologie pulite (cleantech) sono soggette alle stesse prescrizioni del resto dell'industria. Il Consiglio federale non ritiene necessario emanare misure specifiche.

5. Con il Programma per il clima Formazione e comunicazione, la Confederazione sostiene e promuove la formazione e la formazione continua di specialisti e quadri in professioni che hanno grande importanza per il clima. Inoltre, la Confederazione, le istituzioni di formazione e il settore degli edifici hanno lanciato congiuntamente l'"Offensiva formativa del settore edifici". L'obiettivo è contribuire a garantire in futuro la disponibilità di un numero sufficiente di specialisti qualificati in detto settore.

6. - 7. Secondo i dati sul commercio della Svizzera, la quota di moduli solari importati dalla Cina è di circa un terzo. Inoltre, ci sono due produttori di moduli solari anche in Svizzera. Nel quadro della risposta al postulato 21.3870 Suter "Partecipazione svizzera al rilancio di un'industria solare europea", il Consiglio federale mostrerà come la Confederazione promuove la ricerca orientata all'applicazione, ad esempio attraverso Innosuisse, e nel settore dell'energia solare attraverso la ricerca energetica dell'Ufficio federale dell'energia (UFE).

8. L'economia svizzera è fortemente integrata nelle catene del valore europee e contribuisce quindi in modi diversi allo sviluppo dell'industria delle cleantech europea. Le aziende svizzere sono incentivate a sviluppare tecnologie rispettose del clima e a ricercare i potenziali di efficienza anche grazie alla tassa sul CO2 e al sistema di scambio di emissioni SSQE svizzero, il quale è collegato a quello europeo. Inoltre, l'UFE partecipa a diversi partenariati rilevanti in materia energetica.

9. Il riciclaggio dei moduli fotovoltaici e delle pile avrà un ruolo sempre più importante in futuro. Esiste peraltro un grande potenziale nella produzione di impianti che durano più a lungo e possono essere riparati e riciclati meglio. L'UE sta pianificando prescrizioni in tal senso nel quadro del regolamento sulla progettazione ecocompatibile. L'iniziativa parlamentare 20.433 "Rafforzare l'economia circolare svizzera" è attualmente in discussione in Parlamento. Nel quadro della stessa, sarebbe possibile adottare le prescrizioni dell'UE a questo riguardo.

Misure nell'ambito dell'economia circolare possono quindi contribuire a ridurre la dipendenza dalle importazioni e a rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento in caso di difficoltà nelle forniture. Infine, si riduce l'impatto ambientale dovuto all'estrazione di materie prime e alla produzione.