23.4230 · Interpellanza · 2023-09-28
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Nel suo messaggio del 2013 concernente l’iniziativa popolare «Per una cassa malati pubblica», il Consiglio federale aveva tra l’altro scelto di impegnarsi ad apportare diversi miglioramenti strutturali al modello vigente per motivare il suo rigetto. Visto che quest’anno ricorre il decimo anniversario del messaggio summenzionato, chiedo al Governo di rispondere alle domande e preoccupazioni seguenti:
1. Nel messaggio 13.079 aveva espresso il timore che «un indebolimento degli elementi concorrenziali nel sistema dell’assicurazione malattie […] potrebbe portare a un aumento dei premi [...]». Dal 1997 i premi sono tuttavia aumentati del 142 per cento. Alla luce di questa evoluzione, come fa a ritenere ancora che il sistema della concorrenza comporti più vantaggi dell’introduzione di una cassa malati pubblica?
2. Nel messaggio 13.079 aveva ritenuto che con l’iniziativa popolare «[…] tenderebbero ad aumentare anche gli interventi dell’ente pubblico attraverso la riduzione dei premi». Il sistema vigente non ha evidentemente impedito un aumento dei sussidi, come dimostrano i 2,8 miliardi di franchi di aiuti iscritti a preventivo per il 2023 dai soli Cantoni romandi e l’aumento del 4,4 per cento delle riduzioni individuali dei premi registrato tra il 2008 e il 2018. Può dirci in che modo il sistema della concorrenza si è rivelato più vantaggioso per gli assicurati rispetto alla cassa pubblica?
3. Nel messaggio 13.079 aveva annunciato l’adozione di «una serie di misure mirate […] che nei prossimi anni saranno potenziate e ampliate» per garantire un migliore contenimento dei costi. A dieci anni dalla pubblicazione del messaggio, come valuta questa ambizione, quali misure hanno raggiunto il loro obiettivo e quali tappe fondamentali restano ancora da compiere per ottenere un effettivo contenimento dei costi?
Begründung
Nel settembre del 2013, la cassa malati unica ha superato una tappa decisiva, quella del messaggio del Consiglio federale, prima di essere sottoposta al Popolo. Leggendo le pagine che illustrano la sua posizione e le sue argomentazioni, non si può non soffermarsi sulle varie promesse fatte dal Governo per apportare correttivi a un sistema che giudica necessario, anche se perfettibile. Oggi, a distanza di dieci anni dall’iniziativa che chiedeva di introdurre una cassa malati pubblica – un’alternativa che oggi piace a una parte sempre più ampia della popolazione (1) – non si può fare a meno di constatare che ci sono ancora molte zone d’ombra nel quadro che il Governo si era impegnato a rinfrescare. I tempi in cui i premi dell’assicurazione malattie rappresentavano una percentuale sostenibile del budget medio sembrano essere definitivamente passati. Oggi infatti rientrano tra le tre principali spese che gravano sul bilancio delle economie domestiche (2). Sempre più economie domestiche chiedono ai Cantoni di aiutarle a pagare i premi. Non va inoltre dimenticato che il costante aumento dei sussidi e dei costi è più preoccupante che mai, mentre i salari, soprattutto quelli più bassi, si evolvono nella direzione opposta. Come per il lavoro di Sisifo, sembra che non ci sia alcuna via di scampo per coloro a cui viene promesso un cambiamento, ma le cui speranze si riducono sempre di più quando arriva il momento di fare i conti.Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande e alle preoccupazioni di cui sopra, di fare un bilancio degli impegni presi dieci anni fa e di procedere a un severo riesame di un sistema votato alle migliori intenzioni, ma i cui vari malfunzionamenti sistemici continuano a mettere in difficoltà molti assicurati. (1) Cfr. sondaggio realizzato dal portale d’informazione Watson e relativo articolo: [s.n.], «80 % des Suisses veulent une caisse maladie unique», Watson, 6 settembre 2023(2) Cfr. statistiche dell’assicurazione malattie obbligatoria 1996-2015: nel 1996 il premio medio pro capite ammontava a circa 128 franchi al mese, nel 2023 a 334 franchi, il che corrisponde a un aumento del 161 % in poco meno di 30 anni.
Stellungnahme des Bundesrates
1. / 2. L’articolo 16 capoverso 3 della legge sulla vigilanza sull’assicurazione malattie (RS 832.12) stabilisce che i premi dell’assicuratore devono coprire i costi specifici dei Cantoni. Come conferma nel suo parere in risposta al postulato Quadri 23.4067 «Cassa malati pubblica da rivalutare», il Consiglio federale è tuttora dell’opinione che la concorrenza tra assicuratori incentivi misure di contenimento dei costi, miglioramenti dell’efficienza e innovazioni. Inoltre, garantisce agli assicurati la possibilità di scegliere l’assicuratore. I fattori rilevanti per i costi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) sono molteplici e anche l’invecchiamento della società e il progresso medico, per esempio, svolgono un ruolo decisivo. La Confederazione accorda annualmente ai Cantoni un sussidio per la riduzione dei premi quale correttivo di politica sociale per il premio pro capite. Questo sussidio corrisponde al 7,5 per cento delle spese lorde dell’AOMS (cfr. art. 66 cpv. 1 e 2 della legge federale sull’assicurazione malattie [LAMal; RS 832.10]). Pertanto, se i costi dell’AOMS aumentano, aumenta anche il sussidio federale. I Cantoni sono liberi di impostare e finanziare il proprio sistema di riduzione dei premi nel quadro delle disposizioni federali degli articoli 65 e 65a LAMal. La riduzione dei premi non ha inoltre alcuna correlazione diretta con la concorrenza tra gli assicuratori. 3. Negli scorsi anni, il Consiglio federale ha adottato diverse misure per contenere l’aumento dei costi dell’AOMS e perfezionare il sistema dell’assicurazione malattie. Nel marzo del 2018 ha varato, sulla base del rapporto degli esperti del 24 agosto 2017 «Misure di contenimento dei costi per sgravare l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie», un programma di contenimento dei costi costituito da due pacchetti legislativi che sono in parte già in vigore. Inoltre, il Consiglio federale e il Parlamento hanno adottato due controprogetti indiretti all’iniziativa per un freno ai costi e all’iniziativa per premi meno onerosi. Occorre ora attuare le varie modifiche di legge. L’obiettivo è che i costi aumentino soltanto nella misura in cui ciò sia giustificabile dal punto di vista medico. Per raggiungerlo è però necessario che tutti gli attori del settore sanitario si assumano la propria responsabilità.Ulteriori risparmi, per oltre un miliardo di franchi, sono stati realizzati grazie al riesame triennale dei medicamenti dell’elenco delle specialità, alla revisione dell’elenco dei mezzi e degli apparecchi, all’adeguamento della struttura tariffale TARMED, alle riduzioni delle tariffe per le analisi di laboratorio e alle valutazioni delle tecnologie sanitarie (health technology assessment) condotte dal 2017.