23.4239 · Mozione · 2023-09-28
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sostenere finanziariamente il fondo "perdite e danni" delle Nazioni Unite non appena esso sarà istituito. È inoltre incaricato di sollecitare le imprese private svizzere con elevate emissioni di gas serra (le cosiddette «carbon major») a contribuire a questo fondo in base alla loro rispettiva responsabilità storica nell'attuale crisi climatica. Il Consiglio federale provvederà altresì a pubblicare ogni anno i dati relativi ai contributi pubblici e privati destinati a questo fondo.
Begründung
Da ormai diversi anni, il Meccanismo internazionale di Varsavia per perdite e danni secondo la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo (OHCHR) e numerose altre istituzioni riconoscono che il cambiamento climatico è all'origine di violazioni dei diritti umani e che è quindi necessario compensare le perdite e i danni subiti a causa dell'attuale crisi climatica in particolare dalle piccole isole e dai Paesi meno sviluppati.
Secondo uno studio commissionato da Oxfam, si prevede che il costo economico derivante da perdite e danni ammonterà entro il 2030 a 400 miliardi USD all'anno. Un altro studio stima che, sempre entro il 2030, tale cifra sarà compresa tra i 290 e i 580 miliardi USD solo nei Paesi in via di sviluppo. Si tratta dunque di importi significativi.
Per questa ragione, durante la COP27, tenutasi a Sharm-el-Sheik nel novembre 2022, gli Stati membri della Convenzione quadro hanno deciso di istituire un fondo di compensazione per perdite e danni. Questi Stati sono dunque chiamati a contribuire a tale fondo, oltre che a versare i contributi per il finanziamento per il clima (100 miliardi di dollari all'anno per misure di adattamento ai cambiamenti climatici e la riduzione delle emissioni di CO2 nei Paesi del Sud).
Si noti che le emissioni storiche delle multinazionali svizzere Holcim e Nestlé sono state calcolate in uno studio sulle carbon major condotto dal Climate Accountability lnstitute (Rick Heede). Cifre alla mano, queste multinazionali hanno una grande responsabilità in termini di emissioni globali di CO2 e di conseguenza per le perdite e i danni che si stanno riscontrando in numerose regioni. È pertanto necessario che contribuiscano al fondo delle Nazioni Unite in base alla loro rispettiva responsabilità storica nella crisi climatica.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il fondo per il finanziamento dei danni e delle perdite causati dai cambiamenti cli-matici menzionato nel testo della mozione non è ancora operativo. I parametri chiave del fon-do, come la governance, le possibili fonti di finanziamento come pure l'orientamento tematico e geografico, sono attualmente oggetto di negoziazione e probabilmente saranno stabiliti nel quadro della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a fine 2023 a Dubai. Nell'ambito dei negoziati, la Svizzera si impegnerà per collegare megliole fonti di finanziamento esistenti, ampliare la base di donatori come pure per trovare approcci di finanziamento innovativi, al fine di incrementare le risorse disponibili per sostenere i Paesi in via di sviluppo più vulnerabili nel far fronte alle perdite e ai danni associati agli effetti dei cambiamenti climatici. Inoltre, la Svizzera si impegna affinché al fondo contribuiscano anche i Paesi emergenti ricchi e ad alte emissioni. Considerato l'ingente volume finanziario necessario per la prevenzione e la gestione delle perdite e dei danni, la Svizzera accoglie con favore an-che la partecipazione volontaria del settore privato alla capitalizzazione del nuovo fondo. Soltanto dopo la decisione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in merito ai parametri chiave e all'operazionalizzazione del fondo, il Consiglio federale deciderà se la Svizzera vi contribuirà e, in caso affermativo, in quale misura. Inoltre, terrà conto del fatto che il fondo da istituire non rappresenta l'unico canale per sostenere i Paesi in via di sviluppo nella gestione e nel finanziamento delle perdite e dei danni. La Confederazione fornisce già questo tipo di sostegno, in particolare attraverso la cooperazione internazionale, con progetti in settori quali l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione delle catastrofi e l'aiuto umanitario.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.