24.3101 · Interpellanza · 2024-03-06
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Nel contesto della guerra in Medio Oriente, i riflettori sono puntati sulla giustizia internazionale, in particolare sulla Corte internazionale di giustizia dell’Aia (CIG). Una prima causa pendente che riguarda la guerra in atto è stata intentata nel dicembre del 2023 dal Sudafrica contro Israele e concerne le presunte violazioni degli obblighi previsti dalla Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio nei confronti dei Palestinesi nella Striscia di Gaza. Il 26 gennaio 2024 la CIG ha emesso una decisione in cui impone una serie di misure provvisorie.
Un secondo caso, presentato ben prima dell’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, riguarda invece una richiesta di parere consultivo sulle conseguenze legali derivanti dalle politiche e dalle pratiche di Israele nel Territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est. Sebbene abbia un impatto mediatico inferiore, anche presso la Corte penale internazionale (CPI) è in corso un’inchiesta sulla situazione in Palestina.
Alla luce di quanto sopra, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. In generale, come decide il Consiglio federale in merito alla sua partecipazione ai procedimenti dinanzi ai tribunali internazionali e alle modalità di intervento (decisioni scritte, partecipazione alle udienze ecc.)?
2. Come formula o convalida le posizioni difese dai rappresentanti della Svizzera in simili casi di grande risonanza?
3. In che modo la Svizzera adegua la sua posizione a livello internazionale a seguito di un verdetto pronunciato da un’autorità giudiziaria internazionale?
4. Cosa fa il Consiglio federale per garantire l’applicazione e il rispetto delle decisioni dei tribunali internazionali?
5. Nello specifico, come è intervenuta la Svizzera e quale posizione ha fatto valere nei casi pendenti relativi alla guerra tra Israele e Palestina?
6. La decisione del 26 gennaio 2024 concernente le misure provvisorie ha modificato la posizione della Svizzera sul conflitto israelo-palestinese?
7. In che modo la Svizzera intende contribuire a far rispettare le decisioni emesse dai tribunali in relazione alla guerra tra Israele e Palestina, in particolare nelle sue relazioni con le parti o in riferimento a eventuali sanzioni o altre misure da adottare?
Stellungnahme des Bundesrates
1 e 2: In generale, per i procedimenti dinanzi alla CIG è competente la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Le prese di posizione vengono formulate sulla base dell’orientamento definito dal Consiglio federale e nel quadro della sua strategia di politica estera, in collaborazione con gli uffici interessati. Se la sensibilità politica lo richiede, il dipartimento competente per la materia può decidere di riferire sulla questione al Consiglio federale.Nel caso di procedure contenziose (tra Stati), la Confederazione evita nel limite del possibile di intervenire al fine di garantire la massima indipendenza all’istanza a cui viene sottoposta la questione. La Svizzera interviene solo qualora ciò favorisca lo Stato di diritto a livello internazionale e la composizione pacifica delle controversie. Per quanto riguarda le procedure consultive, se alla Corte viene sottoposta una richiesta di parere consultivo, la Confederazione valuta, in funzione dei propri interessi, se orientare la Corte in una determinata direzione. 3 e 4: La Svizzera si impegna da tempo a favore della giustizia internazionale. Ribadisce regolarmente, in ambito bilaterale e multilaterale, che il diritto internazionale – incluse le decisioni di organi giudiziari come la CIG – è giuridicamente vincolante. 5-7: La Svizzera è intervenuta nel quadro della richiesta di parere consultivo sulle conseguenze legali derivanti dalle politiche e dalle pratiche di Israele nel Territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est. Lo ha fatto innanzitutto per iscritto, il 25 luglio 2023, e in seguito oralmente durante le udienze, il 23 febbraio 2024. Nel suo intervento scritto la Svizzera si è concentrata sulle questioni relative alla competenza della Corte, al diritto all’autodeterminazione, al diritto internazionale umanitario e ai diritti umani. Nell’intervento orale, invece, ha precisato la complementarità tra il diritto internazionale umanitario e i diritti umani, in particolare in una situazione di occupazione prolungata. A seguito delle ordinanze del 26 gennaio e del 28 marzo 2024 concernenti le misure provvisorie, non si è rivelato necessario un adeguamento della posizione della Confederazione. La Svizzera esorta Israele, a livello bilaterale e in ambito multilaterale, a rispettare le ordinanze. Ricorda inoltre regolarmente alle parti i rispettivi obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario.