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24.3219 · Postulato · 2024-03-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un rapporto sul bullismo in ambito scolastico che consenta di ottenere le basi necessarie, quantitative e qualitative, per lo sviluppo di misure contro la ripetuta violenza verbale, fisica o psicologica e contro il cyberbullismo.

Begründung

Il bullismo è un fenomeno ampiamente diffuso e con gravi conseguenze. Per le vittime il fenomeno si traduce in un aumento del rischio di depressione, di comportamenti antisociali fino a pensieri suicidari, per i bulli significa invece un probabile disagio psicologico o della personalità. Nella sua risposta all’interpellanza 20.4178, il Consiglio federale riconosce il problema e afferma di essere consapevole della situazione. In parallelo allo sviluppo della piattaforma nazionale di sensibilizzazione sul tema del cyberbullismo «Giovani e media», occorre ora agire contro le violenze e le intimidazioni nelle scuole. Nella risposta al postulato 20.463 il Consiglio federale ritiene che la situazione attuale sia soddisfacente. Tuttavia, le poche informazioni che arrivano dai Cantoni lasciano supporre che le affermazioni del Consiglio federale non rispondano al vero. Dopo aver svolto una ricerca per orientare la sua politica in materia, il Vallese ha adeguato le proprie misure basandosi sui dati collettivi del sondaggio comparativo dell’Alta scuola pedagogica del Vallese (HEP-VS). Grazie ai dati è quindi possibile una maggiore efficacia. Il presente postulato chiede al Consiglio federale di fondare le proprie constatazioni e la propria politica in materia di bullismo su dati statistici per poter valutare eventuali differenze cantonali. In considerazione di quanto avviene a livello internazionale (e, in particolare, in Francia), del diverso coinvolgimento dei Cantoni e della nuova indagine PISA, pare più che necessario poter contare su una fotografia del fenomeno in Svizzera. D’altronde, rafforzare i dati statistici a livello federale è un obiettivo di lunga data. Questo era il tenore della proposta del Consiglio federale in risposta ai postulati Leuthard (03.3298), Amherd (06.3646) e Galladé (07.3665).

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La pubblica educazione è innanzitutto di competenza dei Cantoni. Sarebbero quindi questi ultimi, eventualmente, a dover fornire basi quantitative e qualitative per lo sviluppo di misure contro il bullismo a scuola. L’indagine menzionata, svolta su mandato del servizio dell’insegnamento del Vallese, ne è un esempio. Il Centro informazioni e documentazione della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione ha riunito le fonti riguardanti le situazioni di crisi nelle scuole e, in particolare, il mobbing, le minacce e le aggressioni sessuali (https://edudoc.ch/record/209670?ln=it&v=pdf).La Confederazione non dispone di statistiche proprie sul bullismo scolastico. Da notare però che l’indagine PISA 2022 – svolta in Svizzera su un campione di 6829 alunni di 15 anni provenienti da 260 istituti scolastici – fa emergere un quadro migliore rispetto alla stessa indagine del 2018: i giovani sono meno esposti al bullismo ed è aumentato il sentimento positivo di appartenenza alla scuola. I risultati dell’indagine OCSE, che riguardano anche il ruolo della scuola come luogo di apprendimento, sono stati riassunti nel rapporto nazionale «PISA 2022. La Svizzera in evidenza», Università di Berna, 2023 (www.pisa-svizzera.ch/pubblicazioni). La partecipazione a PISA è un progetto comune di Confederazione e Cantoni nel quadro del monitoraggio dell’educazione i cui risultati sono analizzati anche nel Rapporto educativo svizzero 2023 (in particolare pagg. 17 e 95, https://www.skbf-csre.ch/it/).Nei settori di sua competenza, la Confederazione è chiamata a prendere misure che contribuiscano a combattere il bullismo a scuola. In collaborazione con la fondazione «Promozione Salute Svizzera», l’Ufficio federale della sanità pubblica finanzia la «Rete delle scuole21» che sostiene gli istituti nella promozione della salute e nella creazione di un buon clima scolastico. In questo modo si contribuisce a prevenire la violenza in tutte le sue forme. La piattaforma nazionale «Giovani e media» dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali mette a disposizione informazioni e consigli sul cyberbullismo. Nei mesi di aprile, maggio e giugno 2024, la piattaforma porta avanti la sua seconda campagna nazionale sui social media per sensibilizzare i giovani in materia. Tuttavia, va segnalato che nel suo rapporto in risposta al postulato 21.3969 della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale il Consiglio federale ha già espresso le sue riserve riguardo all’inserimento nel codice penale di disposizioni relative al bullismo e al cyberbullismo. Considerato che le questioni scolastiche riguardano i Cantoni e che la Confederazione ha già avviato delle misure nei suoi ambiti di competenza, il Consiglio federale non ravvisa la necessità di redigere un rapporto.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.