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24.3291 · Interpellanza · 2024-03-14

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Negli ultimi 25 anni circa, la Confederazione ha rivisto più volte la legislazione fiscale. Degli sgravi fiscali, come l’abolizione dell’imposta sul capitale a livello federale, l’imposizione privilegiata dei dividendi e la distribuzione di dividendi esente da imposta da apporti di capitale, hanno beneficiato soprattutto i proprietari di capitali. Le tasse di bollo (in pratica l’imposta sul valore aggiunto su prodotti finanziari e assicurativi) sono inoltre state ridotte 13 volte o, in parte, abolite. Per contro, un aumento multiplo dell’imposta sul valore aggiunto nonché l’aumento di varie tasse hanno comportato un ulteriore aggravio per le persone fisiche. Ora sono previsti diversi finanziamenti di importanti progetti che rafforzeranno il potere d’acquisto delle persone fisiche come, tra l’altro, il finanziamento dei premi della cassa malati nonché quello della custodia di bambini o dell’imposizione individuale. Nei dibattiti pubblici, la direttrice delle finanze ha escluso eventuali aumenti delle imposte. Tuttavia, in tal senso, sono sempre e solo intese le imposte sulle persone fisiche. In questo contesto sorgono diverse domande:1. Nell’ambito dei numerosi sgravi fiscali passati relativi al capitale si è sempre parlato di effetti positivi e dinamici. Tali effetti sono stati comprovati nel quadro delle 13 riduzioni delle imposte o dell’esenzione di determinate fattispecie dalle cosiddette tasse di bollo?
2. Quanti dei dividendi distribuiti in Svizzera confluiscono all’estero e non vengono quindi reinvestiti come invece si afferma? Quanti sono esenti da imposte?
3. A quanto ammontano le perdite fiscali negli ultimi 30 anni a seguito delle eccezioni dalle tasse di bollo (ad es. esenzione dei CoCos, soppressione della tassa di emissione sul capitale di terzi ecc.) e a quanto invece quelle causate dalla riduzione delle aliquote d’imposta e dall’aumento delle franchigie?
4. A quanto ammontano le perdite fiscali dovute all’abolizione dell’imposta sul capitale? La reintroduzione di un’imposta sul capitale dello 0,1 per cento a quanto farebbe accrescere le entrate fiscali supplementari?
5. Secondo le stime del Consiglio federale, a quanto ammonterebbero le entrate fiscali supplementari con l’introduzione dello scambio automatico di informazioni in Svizzera?

Stellungnahme des Bundesrates

La difficile situazione finanziaria della Confederazione è da ricondurre a una crescita eccessiva delle uscite, non a un’evoluzione troppo debole delle entrate. Anzi, grazie al costante aumento delle entrate, stando alla pianificazione finanziaria attuale le uscite ordinarie possono crescere di circa 7 miliardi di franchi dal 2024 al 2027, fino a raggiungere un importo di circa 90 miliardi di franchi. Ciò è possibile anche grazie a maggiori entrate già decise (aumento dell’IVA per l’AVS, imposizione minima dell’OCSE per grandi imprese attive a livello internazionale). Ciononostante, per correggere il bilancio della Confederazione anche il gruppo di esperti esterno, incaricato dal Consiglio federale l’8 marzo 2024, ha proposto, oltre all’adozione di misure sul fronte delle uscite, pure una variante con maggiori entrate. Ad domanda 1:Una riforma fiscale non comporta necessariamente un’agevolazione fiscale. Per «agevolazione fiscale» si intende uno sgravio fiscale risultante da un’imposizione non generalizzata (ad es. un’esenzione fiscale di una fattispecie specifica). Una riduzione generalizzata dell’aliquota d’imposta nel caso delle tasse di bollo non genera pertanto una nuova agevolazione fiscale. La Confederazione non effettua sistematicamente valutazioni ex post delle riforme fiscali. Neppure le riforme concernenti le imposte di bollo sono state pertanto valutate a posteriori (per le motivazioni, cfr. il parere del Consiglio federale riguardo al postulato Badran 22.4103, respinto). Ad domanda 2:La Confederazione non dispone di dati contenenti informazioni dirette sulla quota di dividendi che confluisce all’estero. Nelle sue risposte alle interrogazioni Badran 16.1061 e 21.1067, il Consiglio federale aveva effettuato una stima approssimativa, basata su dati relativi all’imposta preventiva e su diverse ipotesi. Nell’interpretare statistiche concernenti dividendi è tuttavia richiesta la massima cautela. Ad esempio, in alcune circostanze un determinato franco di utile può fluire più di una volta tra le varie società di un gruppo sotto forma di dividendi. Ne consegue che, in taluni casi, la somma di tutti i dividendi è notevolmente più alta rispetto a quella dei dividendi che percepiscono gli azionisti aventi effettivamente diritto. Il fatto che i dividendi vengano distribuiti ad azionisti all’estero non significa necessariamente che tali dividendi non vengano reinvestiti. D’altro canto, non è detto che un dividendo versato in Svizzera venga poi reinvestito. La Confederazione non dispone dei dati necessari per rilasciare dichiarazioni sulla quota dei dividendi reinvestiti.Di regola, l’imposizione dei dividendi avviene nel passaggio tra la società distributrice, che consegue il rispettivo utile, e gli azionisti aventi effettivamente diritto. L’esenzione fiscale si applica ai dividendi che fluiscono tra le varie società di un gruppo e ha lo scopo di evitare un’imposizione multipla del medesimo franco di utile distribuito (effetto a cascata). Ad domanda 3: Nella sua risposta all’interpellanza Badran 15.3420, il Consiglio federale ha esposto una stima sulle ripercussioni finanziarie di tutte le riforme per tipo di imposta nel periodo 2000–2015. Nel caso delle tasse di bollo sono state calcolate minori entrate pari a circa 600 milioni di franchi all’anno. In seguito, il 1° gennaio 2017 l’eccezione riguardante la tassa di emissione per i «contingent convertible bonds (CoCos)» convertiti in capitale proprio in caso di crisi è stata completata con un’eccezione analoga per le obbligazioni «bail-in». Secondo il pertinente messaggio del Consiglio federale, tale misura non ha avuto ripercussioni finanziarie. Inoltre, in adempimento della mozione Abate 13.4253, dal 1° marzo 2018 determinate fiduciarie statiche sono state esentate dalla tassa di bollo di negoziazione. Le minori entrate annue risultanti da questa misura sono state stimate dal Consiglio federale a circa 10 milioni di franchi.Ad domanda 4:In base alla statistica finanziaria, nei cinque anni precedenti l’abolizione dell’imposta sul capitale della Confederazione per le persone giuridiche (1994–1998), le entrate derivanti da tale imposta hanno raggiunto, in media, un importo pari a circa 410 milioni di franchi. A livello cantonale, il gettito dell’imposta sul capitale ammonta a circa 1,6 miliardi di franchi all’anno (cfr. anche il rapporto del Consiglio federale del 22.11.2023 in adempimento del postulato Derder 17.4292). Poiché ad oggi la Confederazione non riscuote più alcuna imposta sul capitale e il capitale proprio imponibile è irrilevante per determinare il potenziale di risorse cantonali ai fini della perequazione finanziaria nazionale, la Confederazione non rileva sistematicamente alcun dato in merito. Tuttavia, i dati forniti ogni anno dai Cantoni includono perlopiù il capitale proprio delle persone giuridiche. Secondo la statistica dell’imposta federale diretta, nel 2020 il capitale proprio imponibile ammontava complessivamente a circa 3000 miliardi di franchi. Questa cifra è caratterizzata da un certo grado di incertezza a causa di lacune nei dati.Sulla base di tale cifra e ipotizzando che non sia possibile computare l’imposta sull’utile nell’imposta sul capitale, un’aliquota dello 0,1 per cento produrrebbe entrate annue pari a 3 miliardi di franchi. Simili entrate, stimate in maniera approssimativa, verrebbero tuttavia parzialmente neutralizzate da minori entrate provenienti da altre imposte. Per quanto concerne i grandi gruppi di imprese, l’imposta integrativa necessaria per raggiungere l’imposizione minima dell’OCSE registrerebbe in molti casi un calo. Inoltre, l’imposta sul capitale a livello di Confederazione e Cantoni può essere dedotta dall’utile imponibile, motivo per cui un’imposta federale sul capitale ridurrebbe le entrate derivanti dall’imposta sull’utile. Inoltre non sarebbero da escludere alcuni cambiamenti di comportamento, in quanto l’attrattiva dell’imposizione delle imprese in Svizzera diminuirebbe.Ad domanda 5:L’introduzione dello scambio automatico di informazioni in Svizzera potrebbe generare maggiori entrate risultanti dall’imposta sul reddito e dall’imposta sulla sostanza. La Confederazione non dispone tuttavia dei dati necessari per desumerne le ripercussioni finanziarie. Occorre menzionare la correlazione con l’imposta preventiva, che svolge anche una funzione di garanzia dell’imposta. Il rimborso dell’imposta preventiva sugli interessi dei capitali a risparmio o sui dividendi in Svizzera è vincolato alla corretta dichiarazione di questi redditi e della relativa sostanza. Ne consegue che una maggiore onestà fiscale grazie allo scambio automatico di informazioni in Svizzera potrebbe far ridurre le entrate derivanti dall’imposta preventiva. Bisognerebbe infine riesaminare la struttura dell’imposta preventiva negli ambiti in cui essa svolge una funzione di garanzia dell’imposta in relazione ai beni patrimoniali nazionali.