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24.3491 · Interpellanza · 2024-05-28

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a prendere posizione sulle questioni sollevate durante il primo simposio svizzero «Corona - Fakes und Fakten», svoltosi nell’aprile del 2024 a Berna, cui hanno partecipato esperti del mondo della medicina, della scienza, del diritto, della politica, della società, dei media e della Chiesa. Analizzando i processi politici durante la crisi del coronavirus, emergono diverse decisioni deleterie errate (soprattutto lockdown e chiusure delle scuole) con conseguenze in parte catastrofiche per il benessere bio-psico-sociale della popolazione e per l’economia svizzera. Il fatto di aver tacitato o ignorato le voci critiche ha comportato l’assenza di qualsiasi controllo, sia interno che esterno.
- Secondo il Consiglio federale, a chi va imputata la responsabilità di questa cultura di crisi unilaterale?
- Secondo il Consiglio federale, a chi va imputata la responsabilità della scelta degli esperti consultati?
- Che cosa intende fare per migliorare la gestione delle crisi?
L’analisi dei dati epidemiologici dimostra che i test PCR utilizzati, del tutto inadatti a rilevare un’infezione da SARS-CoV-2, hanno gonfiato il numero di casi, fomentando le paure della popolazione. A causa di questi test, persone sane asintomatiche sono state inoltre considerate malate e costrette a sottoporsi a misure di quarantena.
- Secondo il Consiglio federale, a chi va imputata la responsabilità di questi test fuorvianti?
- Come giustifica il ricorso quasi esclusivo a modelli matematici che, con il senno di poi, si sono rivelati errati?
- Per quale motivo durante la prima ondata non è stata costituita una coorte di controllo (per l’identificazione delle persone vulnerabili)?
L’obbligo del certificato è stato mantenuto anche quando da tempo era ormai risaputo che i vaccini a mRNA non proteggono né dall’infezione né dalla trasmissione del virus e già erano stati lanciati i primi allarmi sulla sicurezza di queste sostanze.
- Secondo il Consiglio federale, a chi va imputata la responsabilità di questa scelta sbagliata, gravida di conseguenze?
- Che cosa intende fare per riconquistare la fiducia della popolazione?
È stato dimostrato che la cosiddetta «good medical practice» è stata gravemente violata e che alla popolazione sono stati imposti prodotti scadenti, contaminati tra l’altro da frammenti di DNA.
- Che cosa intende fare il Consiglio federale per ristabilire la fiducia nelle autorità sanitarie?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale era consapevole della portata dei provvedimenti per combattere il coronavirus. La proporzionalità e l’adeguatezza dei provvedimenti erano state ampiamente valutate dal Consiglio federale non soltanto alla luce della situazione epidemiologica, ma anche tenendo conto del loro impatto sociale ed economico. Alcuni studi economici e un’analisi della SECO del giugno del 2022 hanno confermato l’efficacia di tali provvedimenti. Le ripercussioni economiche della crisi sono state analizzate nel rapporto del 26 giugno 2024 in adempimento del postulato CET-S 20.3132 «Ripercussioni della crisi pandemica sull’economia». Nel giugno del 2023 la Commissione della gestione del Consiglio nazionale è giunta alla conclusione che i provvedimenti sono stati esaminati conformemente ai principi costituzionali. Diversi rapporti hanno evidenziato un potenziale di miglioramento nella gestione di crisi dell’Amministrazione federale. Queste conoscenze sono confluite nella nuova ordinanza sull’organizzazione di crisi dell’Amministrazione federale (OCAF), posta in consultazione dal Consiglio federale il 15 maggio 2024. Inoltre, il 23 novembre 2022 l’Esecutivo ha deciso che, qualora si rendesse necessario, intende coinvolgere esperti esterni nell’organizzazione di crisi dell’Amministrazione federale. L’8 dicembre 2023 ha approvato una proposta di attuazione in merito. La tecnica PCR è il metodo standard impiegato per testare la presenza del SARS-CoV-2 e di tanti altri agenti patogeni. Fino alla primavera del 2022 le persone risultate positive al test dovevano rimanere in isolamento indipendentemente dal grado di sintomatologia, poiché anche le persone asintomatiche possono trasmettere il virus. I modelli matematici hanno aiutato a valutare gli scenari e a esaminare l’appropriatezza dei provvedimenti. Il Consiglio federale ha impiegato diversi indicatori – tra cui il grado di occupazione dei letti ospedalieri – per analizzare la situazione epidemiologica. La strategia di test è stata sviluppata in base a tale situazione e alle capacità di test della Svizzera. L’UFSP ha continuato ad aggiornare la categoria delle persone particolarmente a rischio (e lo fa tuttora) secondo lo stato della scienza e le valutazioni di numerosi gruppi di esperti e società mediche specialistiche. Tra il giugno del 2021 e il febbraio del 2022, l’obbligo del certificato ha consentito di evitare la chiusura di istituzioni e aziende, nonché l’impatto sociale ed economico che ne sarebbe derivato. Con le varianti Omicron del SARS-CoV-2, dominanti in Svizzera dalla fine di dicembre del 2021, la protezione dall’infezione e dalla trasmissione ottenuta con la vaccinazione è diminuita più rapidamente rispetto alle varianti precedenti. Ciononostante la vaccinazione ha continuato a proteggere da decorsi gravi della malattia a livello individuale, contribuendo così a diminuire i ricoveri ospedalieri e il carico sul settore sanitario. Due mesi dopo l’apparizione di queste varianti, l’obbligo del certificato ha potuto essere revocato. Il Consiglio federale è dell’avviso che tale obbligo sia stata una soluzione adeguata ampiamente accettata dalla popolazione.I vaccini anti-COVID-19 sono stati omologati, poiché ne è stata provata la sicurezza, l’efficacia e la qualità. In Svizzera tutti i lotti autorizzati sono stati esaminati di conseguenza e hanno soddisfatto tutti i requisiti. Pertanto non vi sono motivi fondati per ritenere che siano o siano stati immessi sul mercato lotti non fabbricati in conformità alle procedure di fabbricazione richieste per l’omologazione e approvate da Swissmedic. Se sussistesse il fondato sospetto che un fabbricante non si attenga alle procedure autorizzate, Swissmedic ha la competenza di eseguire un’ispezione dei siti di produzione e di adottare eventuali misure. Al Consiglio federale non risulta che vi siano indizi che la fiducia nelle autorità sanitarie sia stata compromessa.