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Basi per un quadro di certificazione del carbon farming nell’agricoltura svizzera

24.3518 · Postulato · 2024-06-03

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Trasmesso al Consiglio federale

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di riferire e presentare misure in relazione al carbon farming, segnatamente:

  • adeguamento alle nuove normative UE;

  • conoscenze acquisite durante la realizzazione di progetti sul clima riguardo alle condizioni quadro;

  • potenziale nell’agricoltura svizzera, anche in riferimento ai sistemi di produzione PER, IP e bio;

  • strumenti tesi a garantire che le aziende che hanno già costituito riserve di carbonio superiori alla media non siano penalizzate se vengono ricompensati soltanto sforzi «supplementari»;

  • effetti sinergici in termini di sostenibilità, per esempio in riferimento al valore aggiunto nell’agricoltura, alla biodiversità e al bilancio idrico.

Begründung

Il sequestro del carbonio offre opportunità economiche per l’agricoltura svizzera. Conformemente all’ordinanza sul CO2, in linea di principio dal 2022 è consentito computare la prestazione di assorbimento dei suoli come pozzi di carbonio. Tuttavia, visti i requisiti in materia di misurabilità e permanenza del sequestro, gli attestati sono uno strumento difficilmente attuabile (postulato Bourgeois, 19.3639).A livello di UE, in data 08.03.2024 i negoziatori del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio su un regolamento volto a istituire il primo quadro di certificazione dell’UE per l’assorbimento permanente di CO2, per un’agricoltura efficiente dal profilo del clima e per lo stoccaggio di CO2 nei prodotti. In futuro, norme chiare e affidabili consentiranno di quantificare, monitorare e verificare gli assorbimenti di CO2.Anche in Svizzera occorre istituire un quadro di certificazione uniforme che sia compatibile con l’UE. Il nostro Paese presenta un gran numero di strategie climatiche cantonali e di progetti pilota regionali. Inoltre, nell’ambito della Science Based Targets Initiative (SBTi), attori privati perseguono obiettivi climatici ambiziosi nella catena del valore. Cresce la domanda per quanto concerne le possibilità di riduzione delle emissioni dei gas serra e il carbon farming. In assenza di un quadro di certificazione vi è il rischio che si affermino diversi mercati di carbonio o che siano possibili inganni. Per garantire sinergie, il carbon farming andrebbe combinato con suoli fertili che presentano un’elevata capacità di ritenzione idrica e con misure per la promozione della biodiversità. Entrambi i fattori sono decisivi anche per la resilienza nei confronti degli effetti dei cambiamenti climatici.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Nella primavera 2023 il Consiglio federale ha esposto in maniera esaustiva la situazione per quanto concerne il sequestro del carbonio nel suolo nell’omonimo rapporto in adempimento del postulato 19.3639 Bourgeois. In esso afferma che il potenziale per aumentare il tenore di carbonio nei terreni utilizzati a scopo agricolo in Svizzera è limitato. Sostiene altresì che è molto impegnativo dal profilo tecnico e costoso fornire una prova certa sulla quantità di carbonio stoccata in una determinata superficie su un arco di tempo specifico in via suppletiva a quello immagazzinato con i metodi di gestione adottati finora. Attualmente il sequestro del carbonio nel suolo come misura di compensazione in virtù dell’ordinanza sul CO2 (RS 641.711) è consentito a determinate condizioni, ma per i motivi di cui sopra finora non sono stati registrati progetti o programmi in merito.Il Consiglio federale ritiene che gli strumenti di politica agricola volti a incrementare e a preservare la fertilità del suolo rappresentino un’alternativa al meccanismo di compensazione del CO2. Tra le altre cose, essi non richiedono un’esatta quantificazione del sequestro del carbonio e possono essere concepiti in modo che vengano retribuite anche prestazioni già di per sé buone. In quest’ottica, attualmente vengono ad esempio già indennizzate mediante pagamenti diretti una copertura adeguata del suolo e la lavorazione rispettosa del suolo. A complemento di ciò, il Consiglio federale propone di elaborare aiuti decisionali sulla gestione ottimale dell’humus destinati agli agricoltori. Questa misura è perseguita anche nel quadro della Strategia climatica per l’agricoltura e l’alimentazione 2050 varata congiuntamente da UFAG, USAV e UFAM nell’autunno 2023.Nell’estate 2024 è entrato in vigore un regolamento che istituisce un quadro di certificazione facoltativo su tutto il territorio dell’UE per l’assorbimento di CO2. La Commissione è pertanto incaricata di elaborare metodi di certificazione per vari tipi di assorbimento di CO2 e di riduzione delle emissioni provenienti dal suolo. In relazione al carbon farming, lavori in tal senso sono già in corso in particolare nel quadro del progetto di ricerca europeo MARVIC, a cui la Svizzera partecipa attivamente e i cui risultati saranno disponibili presumibilmente nei prossimi tre anni. Il Consiglio federale segue questi sviluppi con interesse e a tempo debito valuterà eventuali opportunità per l’agricoltura svizzera nonché il contributo che essa può fornire alla protezione del clima.Considerati i lavori già in corso, al momento il Consiglio federale non reputa opportuno elaborare un altro rapporto su un postulato dedicato allo stesso tema.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.