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24.4198 · Mozione · 2024-09-27

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali in modo che le rendite della previdenza professionale (LPP) siano regolarmente adeguate al rincaro.

Begründung

A differenza delle rendite del 1° pilastro, quelle del 2° pilastro non sono obbligatoriamente adeguate al rincaro. La compensazione è a discrezione delle casse pensioni (art. 36 cpv. 2 LPP). Apparentemente, soltanto una minoranza degli istituti di previdenza compensa il rincaro. Alla luce dell’aumento del costo della vita registrato negli ultimi anni, la mancata compensazione comporta una notevole perdita di potere d’acquisto per i pensionati. La compensazione del rincaro nel 2° pilastro potrebbe, ad esempio, basarsi sull’indice misto utilizzato per l’adeguamento delle rendite AVS e AI. Per quanto riguarda l’attuazione, alle casse pensioni dovrebbe essere concesso un adeguato periodo transitorio.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il 2° pilastro prevede già una compensazione del rincaro, bilanciata lungo tutto l’arco del periodo di versamento della rendita. Infatti, l’aliquota di conversione per il calcolo della rendita contempla un interesse garantito superiore all’inflazione. Comprende inoltre una remunerazione reale: l’aliquota minima di conversione legale, fissata al 6,8 per cento, presenta una componente d’interesse di circa il 5 per cento, ovvero una remunerazione reale estremamente attrattiva (2020: 5,7 %, 2021: 4,4 %, 2022: 2,2 %, 2023: 2,9 %).

Un ulteriore adeguamento al rincaro delle rendite di vecchiaia, per i superstiti e d’invalidità della previdenza professionale dipende dunque dalle possibilità finanziarie di ciascun istituto di previdenza. Gli organi supremi e paritetici decidono ogni anno se e in che misura adeguare le rendite del loro istituto di previdenza. Poiché gli istituti di previdenza sono tenuti a garantire in ogni momento le proprie prestazioni, in caso di adeguamento devono disporre dei mezzi necessari al pagamento delle rendite per tutto il periodo di versamento rimanente. Anche adeguamenti relativamente contenuti rischiano dunque di generare costi considerevoli che possono arrivare fino a 15 volte l’ammontare dell’adeguamento annuale. Per questo motivo, nella prassi molti istituti di previdenza effettuano pagamenti unici quando la loro situazione finanziaria lo permette.

Introdurre un’ulteriore compensazione obbligatoria del rincaro oltre a quella già compresa nelle rendite assieme alla remunerazione reale comporterebbe pertanto costi supplementari considerevoli. Il finanziamento delle nuove rendite richiederebbe un abbassamento dell’aliquota di conversione. Nel caso delle rendite correnti, un’ulteriore compensazione del rincaro potrebbe avvenire soltanto mediante un altro abbassamento (supplementare) della futura aliquota di conversione degli assicurati attivi e/o ulteriori contributi a carico di questi ultimi e dei datori di lavoro. In questo modo s’introdurrebbe però un notevole finanziamento trasversale dei beneficiari di rendita da parte degli assicurati attivi.

Inoltre, gran parte dei costi di un adeguamento al rincaro come quello richiesto verrebbe generata dalle rendite più alte, che in termini assoluti aumenterebbero maggiormente, mentre quelle più basse aumenterebbero soltanto di poco.

Dopo la bocciatura della riforma della LPP è previsto di prendere contatto con i principali attori della previdenza per fare il punto della situazione sulle loro priorità e determinare quali future soluzioni di compromesso potrebbero permettere di migliorare il 2° pilastro, in particolare per le persone con redditi bassi, che lavorano a tempo parziale o sono al servizio di più datori di lavoro.

Se la Camera prioritaria accoglierà la mozione, il Consiglio federale proporrà alla seconda Camera di trasformarla in un mandato di verifica.



Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.