24.4224 · Interpellanza · 2024-09-27
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.Come valuta gli sviluppi nell’offerta di alloggi nei Comuni di montagna, e in particolare di abitazioni primarie a costi accessibili?In che modo l’attuale promozione dell’edilizia abitativa di utilità pubblica può tenere maggiormente conto delle sfide specifiche nelle regioni di montagna?
Begründung
La carenza di alloggi è in continua crescita e già da tempo interessa non solo le città, ma sempre di più anche le regioni di montagna. In pochi anni il numero di abitazioni vuote nei Comuni turistici si è più che dimezzato. In queste regioni l’offerta di alloggi è uno dei maggiori problemi sia per la popolazione residente che per i dipendenti delle aziende locali, soprattutto nel settore turistico.In molte località i Comuni si impegnano per creare alloggi più accessibili, ad esempio sostenendo l’istituzione di cooperative edilizie. Tuttavia, nonostante i suoi indiscussi vantaggi, la creazione di alloggi di utilità pubblica è spesso impegnativa. I costi di costruzione nei Comuni di montagna sono di solito molto più elevati che nelle zone di pianura. Ciò rende difficile per questi progetti soddisfare i requisiti per beneficiare del sostegno federale nell’ambito della promozione dell’alloggio. Sono quindi necessarie nuove condizioni quadro che tengano conto delle esigenze specifiche dei Comuni di montagna.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale segue attentamente gli sviluppi del mercato dell’alloggio e anch’esso ha rilevato che i Comuni turistici delle regioni di montagna devono far fronte a una situazione poco rosea. Il numero di abitazioni vuote in questi Comuni è sceso da circa 6000 nel 2018 a poco più di 2500 nel 2023, vale a dire che nel periodo in questione il tasso di alloggi vuoti è passato dall’1,94 per cento allo 0,78 per cento. Tra il 2023 e il 2024 queste cifre sono rimaste pressoché invariate. Il tasso di alloggi vuoti registrato nei Comuni turistici è talvolta estremamente basso (p. es. 0,00 % a Lenk, 0,17 % a Grindelwald, 0,08 % a Silvaplana, 0,09 % a Pontresina, 0,12 % a Davos, 0,25 % a Scuol, 0,26 % a Nendaz), e in generale è inferiore alla media svizzera, pari all’1,08 per cento nel 2024. Se si considerano altre tipologie di Comuni, solo i grandi centri presentano valori più bassi (0,38 % nel 2024).
Questa tendenza è ulteriormente rafforzata dal fatto che negli ultimi anni la domanda di abitazioni secondarie è aumentata, il che ha comportato la trasformazione di abitazioni primarie create sotto il diritto anteriore in abitazioni secondarie, con la conseguente perdita di abitazioni primarie a prezzi accessibili. Queste regioni devono inoltre confrontarsi con l’evoluzione demografica. Nei prossimi anni dovranno essere occupati diversi posti di lavoro, ma gli alloggi abbordabili e disponibili per i nuovi lavoratori sono ormai rari, se non addirittura inesistenti. Poiché in generale i salari percepiti nei rami turistici sono inferiori alla media, il bisogno di abitazioni a prezzi accessibili in questo caso è particolarmente elevato. Alcuni Comuni (p. es. Flims) stanno adottando delle misure, conformemente all’articolo 12 della legge sulle abitazioni secondarie (LASec; RS 702), con l’obiettivo di mantenere la disponibilità di abitazioni primarie. In rami come quelli degli impianti di risalita o delle aziende alberghiere, i datori di lavoro stessi si adoperano per procurare alloggi ai dipendenti, anche sapendo che vi abiteranno solo per una parte dell’anno. Date le circostanze, nel quadro del programma di incentivazione per lo sviluppo sostenibile 2023–2024 «Abitare sostenibile», gli uffici federali dello sviluppo territoriale (ARE) e delle abitazioni (UFAB) hanno sostenuto un progetto volto a rimediare alla carenza di alloggi per i dipendenti nei Comuni turistici. Ulteriori informazioni emergeranno dalla seconda analisi d’impatto della legge sulle abitazioni secondarie, che sarà avviata nel 2025.
2. Al fine di aumentare il numero di abitazioni primarie a prezzi accessibili, diversi Comuni situati nelle regioni di montagna sviluppano anche progetti di costruzione di alloggi di utilità pubblica. Molte volte, tuttavia, il finanziamento di questi progetti risulta difficile e non è sempre possibile soddisfare i requisiti che permettono di beneficiare degli aiuti federali (fondo di rotazione e fideiussioni su finanziamenti della Centrale di emissione per la costruzione di abitazioni CCA). L’UFAB prevede quindi di adeguare la sua ordinanza concernente i limiti dei costi e gli importi dei mutui per gli oggetti locativi o in proprietà (RS 842.4). Ciò dovrebbe permettere di tenere conto dei costi spesso più elevati dei progetti di costruzione nelle regioni di montagna, a condizione però che i Cantoni e i Comuni partecipino in misura sostanziale, contribuendo così a mantenere le pigioni a un livello accessibile anche per i redditi modesti. La suddetta normativa dovrebbe entrare in vigore all’inizio di febbraio 2025.