24.4291 · Interpellanza · 2024-12-04
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Secondo i risultati di un recente studio (cfr. «Volkswirtschaftliche Studie zur Subjektförderung» svolto da Swisseconomics per conto della Verband Immobilien Schweiz), basato su dati analizzati per la prima volta, circa il 5–7 per cento delle economie domestiche del segmento di reddito più elevato beneficia di sussidi agli immobili da parte dello Stato, e questo benché non necessitino finanziariamente di tale sostegno. Una così grande dispersione di aiuti statali è inaccettabile, tanto più che questi fondi vengono a mancare là dove sono effettivamente necessari.A questo proposito, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.Come spiega questa dispersione?È disposto a effettuare un’analisi dettagliata per individuare le cause dell’elevata dispersione nella concessione di sussidi agli immobili e a sviluppare su questa base misure di ottimizzazione mirate? In caso affermativo, in quale arco di tempo sarebbe possibile effettuare l’analisi? In caso contrario, per quali ragioni?Quali misure concrete intende adottare per ridurre la dispersione nella concessione di sussidi agli immobili?Esistono già meccanismi di controllo atti a garantire che questo sostegno da parte dello Stato sia fornito in modo mirato, così da escludere l’erogazione di prestazioni a chi non ne ha bisogno? Se sì, quali, e se no, perché?
Stellungnahme des Bundesrates
I risultati dello studio di Swiss Economics summenzionato (cfr. https://www.swiss-economics.ch/projekt/items/volkswirtschaftliche-studie-zur-subjekthilfe.html) indicano che nel 2020 il 5,7 per cento delle economie domestiche svizzere viveva in abitazioni a pigioni moderate. Le economie domestiche più modeste ne beneficiavano molto più spesso rispetto a quelle agiate: quasi il 35 per cento delle abitazioni sostenute era occupato da economie domestiche appartenenti all’ultimo quintile di reddito (ossia il 20 % delle economie domestiche con i redditi più bassi). Anche le economie domestiche del penultimo quintile hanno beneficiato di queste abitazioni con una frequenza superiore alla media. Le economie domestiche del primo quintile di reddito (ossia il 20 % delle economie domestiche con i redditi più elevati) occupavano più dell’8 per cento delle abitazioni sostenute; vale a dire che quasi il 2,4 per cento di queste vivevano in abitazioni sussidiate.Risposte alle singole domande:1. Il fatto che vi siano economie domestiche con redditi elevati che vivono in abitazioni a pigioni moderate è dovuto a svariati motivi: non tutti gli alloggi in questione sono assegnati in base a criteri di reddito e, qualora lo siano, è possibile che con il tempo i redditi dei locatari aumentino. A livello federale sono previsti limiti di reddito e sostanza unicamente per la promozione diretta di alloggi in locazione a pigioni moderate (cfr. art. 15 della legge sulla promozione dell’alloggio [LPrA; RS 842]). Questo tipo di aiuti è però stato sospeso nel 2003. Nel quadro degli aiuti indiretti erogati tramite le organizzazioni di utilità pubblica attive nella costruzione di abitazioni, le condizioni di prestito comportano incentivi a favore di un regolamento di locazione, ma nessuna prescrizione obbligatoria quanto ai limiti di reddito e sostanza.2. Nel 2012 l’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) ha commissionato uno studio sull’applicazione di criteri di locazione (finanziari e altri) da parte dei committenti di utilità pubblica (https://www.bwo.admin.ch/dam/bwo/de/dokumente/01_Wohnungsmarkt/15_Studien_und_Publikationen/Forschungsberichte/vermietungskriteriendergemeinnuetzigenwohnbautraegerinderschweiz.pdf.download.pdf/vermietungskriteriendergemeinnuetzigenwohnbautraegerinderschweiz.pdf). Secondo questa analisi, il 72 per cento degli alloggi di utilità pubblica è soggetto a requisiti di occupazione o a limiti di reddito e sostanza. Lo studio «Il punto sulle abitazioni di utilità pubblica», realizzato da sotomo nel 2017 (https://www.bwo.admin.ch/bwo/it/home/Wohnungsmarkt/studien-und-publikationen/gemeinnuetziges-wohnen.html), rileva che le cooperative d’abitazione ospitano una quota superiore alla media di economie domestiche con una posizione lavorativa di livello inferiore. Inoltre, dalla Statistica sull’edilizia di utilità pubblica 2024 (https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home.gnpdetail.2024-0769.html), pubblicata lo scorso ottobre, risulta che la quota di dipendenti senza funzione gerarchica e di persone senza attività professionale che vivono in abitazioni di utilità pubblica è superiore alla media, così come quella di persone senza formazione post-obbligatoria. Si può quindi concludere, come suggerito anche dallo studio di Swiss Economics, che la maggior parte delle persone che vivono in abitazioni a pigioni moderate hanno un reddito piuttosto basso. Escludere in modo sistematico le economie domestiche a reddito più elevato dalla possibilità di fruire di abitazioni dei committenti di utilità pubblica che hanno beneficiato di aiuti indiretti comporterebbe costi amministrativi elevati e sarebbe contrario al principio secondo cui le misure di promozione devono permettere una composizione sociale equilibrata degli abitanti (cfr. art. 5 lett. d LPrA). Un’analisi più approfondita non fornirebbe nuovi risultati al riguardo e sarebbe difficilmente realizzabile vista l’impossibilità di accedere ai dati fiscali. 3./4. Nel caso dell’aiuto indiretto vi sono meno possibilità di influsso e controllo che nel caso dell’aiuto diretto. Nell’ambito della revisione delle condizioni di prestito per il fondo di rotazione, all’inizio del 2025 l’UFAB ha specificato i requisiti relativi ai regolamenti di locazione. Gli incentivi sono stati rafforzati per garantire che, da un lato, gli alloggi sostenuti vadano a beneficio delle economie domestiche che ne hanno bisogno e che, dall’altro, il consumo di suolo pro capite resti limitato. Va inoltre precisato che anche i Cantoni, le Città e i Comuni partecipano alla promozione dell’alloggio e che la Confederazione non ha alcun influsso sull’attuazione di questi aiuti (compresi eventuali meccanismi di controllo).