Lexipedia

24.4372 · Interpellanza · 2024-12-17

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

1. A parte una maggiore analisi dei flussi commerciali tra Russia e Kazakistan e tra Russia e Uzbekistan, quali misure ha adottato la Confederazione dopo l’invasione dell’Ucraina per evitare che le sanzioni economiche contro la Russia vengano aggirate attraverso questi due Paesi?

2. Quali controlli vengono applicati alle banche, in merito alle importazioni d’oro in Svizzera dal Kazakistan e dall’Uzbekistan?

3. Che cosa rivelano le dichiarazioni doganali sulle importazioni d’oro dal Kazakistan e dall’Uzbekistan, in merito alla ripartizione tra oro estratto e raffinato, oppure oro monetario?

4. Sapendo che è praticamente impossibile controllare la provenienza dell’oro che è quasi al 100% raffinato, cosa possono controllare la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e l’Ufficio centrale di controllo dei metalli preziosi?

5. Considerato l’elevato rischio che le sanzioni contro la Russia vengano aggirate importando oro dal Kazakistan e dall’Uzbekistan in Svizzera, perché non vietare tali importazioni?

Begründung

Nella sua risposta all’interpellanza 24.4139 «Quali controlli di fronte all’aumento delle importazioni d’oro dall’Uzbekistan e dal Kazakistan?» il Consiglio federale ammette di non poter escludere che l’oro russo venga raffinato in Uzbekistan e Kazakistan. Nel 2023, questi due Paesi hanno esportato più oro di quello prodotto e prelevato dalle loro riserve. Nel 2023 sono state importate in Svizzera oltre 130 tonnellate di oro dall’Uzbekistan (40 nel 2021) e 59 tonnellate (24 nel 2021) dal Kazakistan. Una volta che l’oro è stato raffinato, è molto difficile verificarne la provenienza. La Confederazione non può escludere la possibilità che questa importazione d’oro finanzi la guerra di aggressione di Putin contro l’Ucraina. Gli intensi scambi commerciali della Russia con l’Uzbekistan e il Kazakistan dall’inizio della guerra richiedono una certa vigilanza. La Confederazione si appella a un maggiore dovere di diligenza per evitare che le sanzioni economiche contro la Russia vengano aggirate attraverso altri Paesi, ma non è chiaro che cosa intenda concretamente. Si parla soltanto di includere informazioni aggiuntive nella dichiarazione d’importazione a partire dal 2021. Ma questa misura (anteriore all’invasione russa dell’Ucraina del 24.02.2022) non permette di conoscere la vera origine dell’oro importato in Svizzera.

Stellungnahme des Bundesrates

1. L’attuazione efficace e capillare delle sanzioni in relazione alla situazione in Ucraina è una priorità per il Consiglio federale. A tal fine, la SECO è impegnata in tre aree principali: prevenzione, indagini e perseguimento penale. La sensibilizzazione e la diffusione attiva di informazioni, ad esempio sulla possibilità che le sanzioni vengano aggirate attraverso un Paese limitrofo come la Russia e i suoi Paesi partner, costituiscono una parte importante della prevenzione. I casi sospetti vengono sistematicamente indagati e perseguiti, così come vengono punite le violazioni della legge sugli embarghi. L’attuazione efficace e capillare delle sanzioni dipende da un coordinamento efficace a livello mondiale. A tal fine, la SECO lavora in stretta collaborazione con altri servizi dell’Amministrazione federale e con i suoi partner internazionali, tra cui l’Unione europea.

2. Quando le banche commerciali svizzere importano oro, l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) effettua controlli basati sul rischio per determinare se vi siano state violazioni materiali delle sanzioni in vigore. Inoltre, le banche sono soggette alla vigilanza dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) e, quando importano oro, devono tenere conto anche delle disposizioni della legge sul riciclaggio di denaro (LRD; RS 955.0), nonché delle sanzioni applicabili. In particolare, le banche hanno l’obbligo di chiarire l’origine dei beni patrimoniali ed è loro fatto divieto di ricevere beni illeciti.

3. Le importazioni d’oro suddivise per chiave statistica (oro da miniera, oro da raffinare, ecc.) e per Paese sono pubblicate sulla piattaforma Swiss-Impex e aggiornate mensilmente. Stando a queste statistiche, il 100% dell’oro importato in Svizzera da Kazakistan e Uzbekistan è oro raffinato. Da quando è stata introdotta questa distinzione, non sono state registrate importazioni d’oro estratto da questi Paesi. Lo stesso vale per l’oro ad uso monetario.

4. L’UDSC e l’Ufficio centrale di controllo dei metalli preziosi (CMP) monitorano costantemente le variazioni delle importazioni, in particolare per quanto riguarda il traffico di aggiramento. Le principali raffinerie di metalli preziosi (saggiatori del commercio) sono soggette agli obblighi di diligenza previsti dalla legge sul controllo dei metalli preziosi (LCMP; RS 941.31) e dalla LRD. In qualità di autorità di vigilanza, il CMP verifica regolarmente il rispetto degli obblighi di diligenza da parte delle aziende. Nelle sue analisi si concentra in particolare sulle relazioni d’affari e sui casi di rischio di traffico di aggiramento.

5. In base alla legge sugli embarghi (RS 946.231), la Confederazione può emettere misure coercitive per applicare le sanzioni adottate dall’ONU, dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) o dai principali partner commerciali della Svizzera (in pratica l’UE) e volte a garantire il rispetto del diritto internazionale, in particolare dei diritti umani. La legge sugli embarghi non fornisce, tuttavia, una base giuridica per l’adozione di sanzioni autonome da parte della Svizzera.