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24.4510 · Interpellanza · 2024-12-19

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Il valore limite di 0,1 µg/l per la somma di 20 PFAS è già in vigore nell’UE? Se no, quando ne è prevista l’entrata in vigore? Se sì, perché l’USAV ha bisogno di tempo fino al 2026 per adeguarlo?

2. Quali implicazioni avrebbe l’adeguamento per i fornitori la cui acqua potabile supererà in seguito questo valore limite?

3. La direttiva UE sull’acqua potabile prevede valori massimi specifici per il TFA? Se sì, quanto sono elevati?

4. Che cosa accadrebbe se il TFA, ampiamente diffuso, venisse classificato come metabolita rilevante del flufenacet?

5. Che cosa accadrebbe se, come nel caso del clorotalonil, si rivelasse necessario ridurre i valori limite per i PFAS e/o il TFA perché questi risultano più nocivi per la salute di quanto presunto finora?

6. È disposto a preparare in maniera proattiva il probabile adeguamento alla legislazione UE al fine di proteggere il più rapidamente possibile la popolazione svizzera e l’ambiente da effetti potenzialmente nocivi? Se sì, in che modo ciò si ripercuoterà sul suo calendario dei lavori? Se no, per quale ragione?

Begründung

Nel 2023, l’Associazione dei chimici cantonali svizzeri ha analizzato la presenza di PFAS nell’acqua potabile, riscontrando residui nel 46 per cento dei campioni. Nella primavera del 2024, il Cantone di Ginevra ha individuato 12 aree caratterizzate da una forte contaminazione da PFAS, superiore fino a 400 volte al valore limite nazionale. Per l’acqua potabile, da alcuni anni vigono valori limite per PFOS, PFOA e PFHxS armonizzati con quelli dell’UE. Secondo la risposta del Consiglio federale all’interpellanza 23.4460, l’USAV sta valutando una diminuzione a 0,1 µg/l del valore massimo per la somma di 20 PFAS selezionati, in analogia all’UE. Nel 2021, questo valore è stato superato nel 2 per cento delle stazioni di misurazione analizzate dall’Osservazione nazionale delle acque sotterranee (NAQUA). Il valore limite proposto dalla Commissione europea di 0,0044 µg/l per la somma ponderata di 26 diversi PFAS nelle acque sotterranee è stato invece superato nel 25 per cento circa delle stazioni di misurazione NAQUA. Nel frattempo, nelle acque sotterranee è stata attestata la presenza capillare di un altro PFAS, in concentrazioni da circa 100 fino a 1000 volte superiori a quelle degli altri PFAS finora rilevati (cfr. analisi NAQUA 22/23). Si tratta dell’acido trifluoroacetico (TFA), una sostanza persistente che, in base alle conoscenze attuali, costituisce di gran lunga la sostanza chimica più diffusa nelle acque sotterranee svizzere.

Stellungnahme des Bundesrates

Innanzitutto va sottolineato che occorre distinguere tra acque sotterranee e acque potabili. Dal punto di vista qualitativo, non tutte le acque sotterranee sono idonee all’uso come acqua potabile: che siano allo stato naturale oppure ottenute grazie all’infiltrazione artificiale di acque di superficie, devono sodisfare i requisiti qualitativi applicabili all’acqua potabile (all’occorrenza, dopo semplici processi di trattamento come la disinfezione UV). 1. Nell’UE, il nuovo valore massimo di 0,1 µg/l per la somma di 20 PFAS (composti per- e polifluoroalchilici) selezionati è stato fissato nella direttiva (UE) 2020/2184 del 16 dicembre 2020. Al riguardo è stato definito un periodo transitorio che scade il 12 gennaio 2026. In Svizzera, si prevede di introdurre il nuovo valore massimo nel quadro di una revisione dell’ordinanza del DFI sull’acqua potabile e sull’acqua per piscine e docce accessibili al pubblico (RS 817.022.11) in contemporanea con l’attuazione della direttiva nell’UE. 2. I fornitori di acqua sono tenuti a rispettare le prescrizioni del diritto alimentare. Se il valore massimo viene superato, devono adottare le misure necessarie (ad es. miscelazione, disattivazione di captazioni, trattamento tecnico) per far sì che l’acqua potabile sia conforme ai requisiti stabiliti. I fornitori interessati dovranno attuare tali misure non appena i valori massimi vigenti in Svizzera saranno stati adeguati e al termine di un eventuale periodo transitorio. 3. No, la direttiva europea sulle acque potabili non definisce valori massimi specifici per l’acido trifluoroacetico (TFA). 4. – 6. La Confederazione segue attentamente la situazione riguardante il TFA. È in contatto regolare con l’UE in merito a un disciplinamento di questa sostanza ed esaminerà congiuntamente le misure giuridiche che s’impongono. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare e l’Organizzazione mondiale della sanità valutano attualmente i rischi per la salute connessi alla presenza di TFA nelle acque potabili. I risultati dovrebbero essere disponibili nel 2026. Dall’esito di questa valutazione potranno essere desunte le misure più appropriate.