24.4571 · Interpellanza · 2024-12-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Alla mia interpellanza 24.3447, il Consiglio federale ha risposto che il tenore di ossigeno previsto dall’ordinanza sulla protezione delle acque non è ancora raggiunto in molti laghi: «In qualità di autorità di esecuzione, spetta ai Cantoni valutare in che misura le immissioni di fosforo devono essere ulteriormente ridotte su base specifica del lago per raggiungere il tenore di ossigeno previsto e altri obiettivi di risanamento.» Per quanto riguarda i laghi di Baldegg, Sempach e Hallwil si dovrebbe cercare di ridurre ulteriormente le immissioni di fosforo: «Nonostante le misure introdotte, ci vorranno ancora decenni per raggiungere gli obiettivi di rinnovamento», scrive il Consiglio federale. Finora, per il risanamento di tali laghi la Confederazione ha erogato ai Cantoni circa 68 milioni di franchi.
Alla mia domanda 24.7671 il Consiglio federale ha risposto che, per far sì che i Cantoni possano applicare il principio di causalità, devono essere in grado di individuare chiaramente i responsabili, un’impresa impossibile, se si considera che le immissioni passate provenienti dallo smaltimento delle acque urbane costituiscono una concausa dell’inquinamento. Allo stesso tempo, ha risposto alla mia domanda 24.8035 che la maggior parte del fosforo presente nei laghi dell’Altopiano proviene da terreni molto concimati.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
La Confederazione e/o i Cantoni possono accelerare il risanamento dei laghi adottando determinate misure? In caso affermativo, con quali ed entro quando? In caso negativo, perché?
Come procede il Consiglio federale se gli obiettivi di risanamento dei laghi non vengono perseguiti e raggiunti in modo coerente dai rispettivi Cantoni? Prende provvedimenti supplementari a livello di ordinanza come affermato nel suo parere sulla mozione 22.3795? Se sì, quali? Se no, perché?
Che cosa fa la Confederazione nel caso in cui, con l’approvazione del Cantone in questione, viene sparso liquame nelle immediate vicinanze di laghi inquinati, come accaduto di recente nei pressi del succitato lago di Hallwil?
Se non è più possibile individuare i responsabili passati di immissioni eccessive di fosforo, allora il principio di causalità non si applica neanche a chi inquina oggi?
Se invece viene applicato, cosa fanno la Confederazione e i Cantoni per identificare i responsabili di oggi e per partecipare ai costi?
Stellungnahme des Bundesrates
1) Per capire come accelerare il risanamento dei laghi e se bisogna quindi ridurre le immissioni di fosforo (P), oppure se sono necessari provvedimenti all’interno dei laghi, occorre procedere a valutazioni caso per caso. A tale scopo può essere opportuna la riduzione degli apporti provenienti dallo smaltimento delle acque urbane e/o dall’agricoltura. La Confederazione può fornire sostegno finanziario per i progetti di risanamento nel settore dell’agricoltura (art. 62a della legge federale sulla protezione delle acque [LPAc; RS 814.20]). Per valutare il tempo necessario per un risanamento, occorrono studi specifici per i laghi. Il progetto in corso riguardante i laghi dell’Altopiano dei Cantoni Lucerna e Argovia mostra che il loro risanamento richiede molto tempo, visto che gli apporti eccessivi di fosforo dai bacini imbriferi continueranno per un periodo di tempo prolungato. 2) Nel novembre 2024, l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), con il sostegno della scienza, ha proceduto a un primo scambio di esperienze per i professionisti cantonali della protezione delle acque e della pesca sul tema dello stato dei laghi e della necessità di intervento («Seen – Zustand und Handlungsbedarf»). Per alcuni laghi occorrono pertanto studi approfonditi per determinare il livello massimo tollerabile di apporti di fosforo. L’UFAM continuerà la cooperazione iniziata. Attualmente il Consiglio federale non prevede provvedimenti supplementari a livello di ordinanza. 3) Il diritto ambientale vieta lo spargimento di liquame in una fascia di tre metri lungo un corso d’acqua (all. 2.6 n. 3.3.1 cpv. 1 lett. d dell’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici, [ORRPChim; RS 814.81]) e in un determinato spazio riservato alle acque (art. 41c cpv. 3 dell’ordinanza sulla protezione delle acque [OPAc; RS 814.201]), la cui larghezza è di almeno 15 metri (art. 41b cpv. 1 OPAc). I Cantoni sono responsabili dell’esecuzione. La Confederazione interviene se l’esecuzione non avviene correttamente. Nel caso del lago di Hallwil, la Confederazione non dispone delle relative informazioni. 4 e 5) Secondo l’articolo 47 OPAc i Cantoni sono obbligati ad accertare le cause dell’’inquinamento e a determinare le misure necessarie nel settore d’alimentazione del lago. Dal punto di vista del diritto d’espropriazione, i proprietari di fondi devono accettare in linea di principio le restrizioni allo sfruttamento nel settore d’alimentazione senza percepire indennità. Tuttavia, con l’introduzione dell’articolo 62a LPAc, il legislatore ha deciso che nel settore dell’agricoltura il principio di causalità non è integralmente applicato. Se i provvedimenti necessari per l’agricoltura non sono economicamente sostenibili, questi possono essere risarciti dalla Confederazione e dai Cantoni (art. 62a LPAc). I provvedimenti sul fronte dello smaltimento delle acque urbane vengono finanziati integralmente e pertanto, secondo il principio di causalità, attraverso emolumenti versati dagli abitanti ed esercizi allacciati a impianti di depurazione delle acque.