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24.4597 · Mozione · 2024-12-20

Dipartimento dell'interno

Trasmesso al Consiglio federale

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di garantire che i fornitori di tutti e tre i pilastri della previdenza offrano agli assicurati un accesso elettronico sicuro ai propri dati previdenziali tramite interfacce interoperabili e standardizzate, che permetta loro di selezionarli ed elaborarli elettronicamente o di metterli a disposizione di fornitori terzi in forma standardizzata.

Poiché si tratta di dati personali degni di particolare protezione, occorre adottare provvedimenti tecnici e organizzativi che tengano conto della protezione dei dati e la garantiscano.

Nel 1° pilastro, considerata la sua impostazione, la standardizzazione dovrà essere prescritta dalla Confederazione e attuata dalle casse di compensazione. Nel 2° e 3° pilastro, per questioni di competenza, l’incarico dovrà essere affidato a enti privati. Se questi non fossero in grado di concordare degli standard, il Consiglio federale dovrà stabilirli in via sussidiaria.

Per l’introduzione e l’attuazione di tali standard vanno definite scadenze generose che possono anche variare da un pilastro all’altro, in considerazione delle differenti situazioni di partenza.

Begründung

Molti svizzeri sanno poco in merito alla propria situazione previdenziale, al sistema dei tre pilastri e alle ripercussioni di decisioni come quella di lavorare a tempo parziale. Per promuovere la trasparenza e l’autodeterminazione riguardo alla propria situazione previdenziale, in futuro il vasto pubblico dovrà poter accedere a simulazioni e analisi di scenari (p. es. in caso di pensionamento differito o di lavoro a tempo parziale) per tutti i pilastri. In occasione dell’approvazione degli obiettivi in materia di open finance nel dicembre del 2022, il Consiglio federale aveva stabilito che occorre rafforzare la possibilità delle persone di utilizzare i propri dati finanziari. Per permettere la creazione dei necessari cruscotti, il Consiglio federale deve semplicemente sancire che i fornitori di tutti e tre i pilastri sono tenuti a rendere accessibili i dati previdenziali in modo standardizzato ed elettronico, con il consenso degli assicurati, e garantire il rispetto degli standard uniformi. Questo permetterebbe ai fornitori terzi di rendere possibile il trattamento elettronico e automatico di tali dati. Su questa base, il vasto pubblico dovrà avere un accesso trasparente ai propri dati previdenziali per tutti e tre i pilastri e un’idea sull’entità della futura rendita.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale sostiene in linea di principio la richiesta della mozione per cui i fornitori dei tre pilastri dovrebbero offrire agli assicurati un accesso elettronico sicuro ai propri dati previdenziali tramite interfacce standardizzate. Per il 1° pilastro, il Consiglio federale prevede di adottare il messaggio concernente le necessarie basi legali nel 2025.

In base alla statistica delle casse pensioni, alla fine del 2023 vi erano 1320 istituti di previdenza diversi per dimensioni e forma di organizzazione, per esempio fondazioni di proprietà dell’impresa, istituti di diritto pubblico o istituti collettivi e comuni. Altrettanto eterogenea è la situazione di ogni istituto per quanto concerne le basi informatiche e l’infrastruttura del sistema.

Soluzioni moderne di software per la gestione amministrativa permettono agli assicurati affiliati agli istituti di accedere ai propri dati previdenziali e offrono spesso anche la possibilità di eseguire simulazioni per calcolare l’ammontare della futura rendita a determinate condizioni. Generalmente questi programmi permettono anche lo scambio di dati tra gli istituti di previdenza (attraverso BVG Exchange o, in misura minore, EASX). Lo scambio di dati consente un miglioramento in termini di efficienza e accresce la qualità dei dati.

Come già sottolineato nella risposta all’interpellanza Dobler 24.3975 «Gli svizzeri hanno bisogno di soluzioni innovative per migliorare la trasparenza, la flessibilità e il controllo sugli investimenti della previdenza per la vecchiaia», secondo un’inchiesta condotta dalla Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale 490 istituti di previdenza offrono ai loro assicurati (70,2 % del totale) un accesso elettronico ai propri dati. Altri 314 istituti (con il 22,5 % degli assicurati) ne prevedono l’introduzione. Complessivamente, dunque, circa il 93 per cento degli assicurati disporrà in tempi brevi di un accesso elettronico ai propri dati previdenziali. Sono soprattutto gli istituti di previdenza più grandi a offrire già oggi un accesso elettronico (sebbene attualmente non ancora standardizzato), mentre quelli di medie dimensioni ne stanno pianificando l’introduzione. Per la maggior parte dei piccoli istituti questo non sembrerebbe invece essere ancora il caso. Molto probabilmente, questi ultimi non saranno nemmeno in grado di fornire i dati in tempi brevi come richiesto dall’autore della mozione (tramite un’interfaccia standardizzata). Per questa ragione l’obbligo di utilizzo di un’interfaccia nel 2° pilastro deve essere respinto. Gli istituti più piccoli, e dunque anche i datori di lavoro e i lavoratori affiliati, dovrebbero infatti operare investimenti molto elevati, il che ne accrescerebbe parecchio le spese amministrative. E, con ogni probabilità, molti di questi istituti sarebbero così costretti ad interrompere la propria attività. Ciò indebolirebbe però ulteriormente il legame tra datori di lavoro e istituti di previdenza auspicato in termini di politica sociale. Secondo gli accertamenti dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, anche le associazioni di datori di lavoro e gli organi responsabili della previdenza respingono l’obbligo per gli istituti di raggiungere un certo livello di digitalizzazione. I sindacati sono contrari all’accessibilità dei dati previdenziali per scopi commerciali (p. es. tramite open finance).

Ciononostante, nel 2° pilastro la digitalizzazione avanza rapidamente, e questo su iniziativa privata, senza finora bisogno di interventi statali. I produttori di software per il 2° pilastro prevedono di rendere possibile la trasmissione di dati a terzi tramite codice QR. Anche la prevista introduzione dell’e-ID offrirà nuove soluzioni, per esempio la possibilità di scaricare i dati previdenziali in portafogli elettronici sullo smartphone, attraverso i quali gli assicurati potranno condividere i propri dati in base alle proprie esigenze. Entrambe le soluzioni promuoverebbero la gestione autodeterminata dei propri dati previdenziali.

Nel 3° pilastro l’accesso elettronico dovrebbe essere invece garantito da banche e assicurazioni.

Il Consiglio federale attende anche dagli attori della previdenza professionale e del 3° pilastro che forniscano agli assicurati un accesso digitale sicuro ai loro dati previdenziali attraverso interfacce standardizzate. Se, contrariamente alle attese, non vi fossero progressi sufficienti entro un termine ragionevole, il Consiglio federale sarebbe disposto a incaricare il Dipartimento federale dell’interno (DFI) di discutere con gli attori della previdenza professionale e del 3° pilastro misure per migliorare la situazione. Tali misure possono includere anche interfacce standardizzate per una migliore visione della previdenza.



Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.