24.4610 · Mozione · 2024-12-20
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di:
avviare programmi di ritorno per gruppi di persone vulnerabili, senza attività lucrativa e difficilmente integrabili, provenienti dall’Ucraina, ispirandosi alle «lezioni» e alle «migliori prassi» tratte dai programmi di ritorno implementati dopo la guerra nei Balcani;
integrare questi programmi in un partenariato migratorio con lo Stato ucraino che obblighi quest’ultimo a riconoscere gli interessati come suoi cittadini e a non discriminarli.
Begründung
Con la seconda e terza ondata di rifugiati dall’Ucraina sono giunte in Svizzera sempre più persone che si trovavano già in una situazione sociale alquanto precaria in Ucraina a prescindere dalla guerra. Si tratta in particolare di persone anziane, malate e senza formazione scolastica, come pure di persone socialmente emarginate, tra cui molti rom. Le esperienze finora maturate lasciano presumere che non sarà possibile integrare queste persone nella società e nel mercato del lavoro svizzeri. Alla luce del protrarsi della guerra, il Consiglio federale deve chiedersi se, e come, sostenere il ritorno in Ucraina di questi gruppi vulnerabili. Il fatto che una parte dei profughi ucraini abbia già deciso di rientrare in patria dimostra che un ritorno è già possibile, perlomeno nelle regioni occidentali del Paese.La situazione attuale ricorda l’esodo provocato dalla guerra nei Balcani. Anche le persone ammesse provvisoriamente provenienti in particolare dalla Bosnia e dal Kosovo hanno perso il diritto di soggiorno alla fine della guerra. Ampi programmi di ritorno, destinati soprattutto a gruppi vulnerabili, sono stati allestiti per indurre in particolare tali gruppi a ritornare volontariamente in patria. Le «migliori prassi» elaborate sulla base di questa esperienza possono essere d’aiuto oggi. Occorre soprattutto porre l’accento sulla creazione di alloggi, impieghi e reddito. Peraltro i principali progetti in Kosovo e in Bosnia ed Erzegovina vertevano sulla formazione professionale e sul sostegno alle PMI agricole. Riforme fondamentali hanno potuto essere realizzate in entrambi i settori, che rappresentano settori chiave per la creazione di posti di lavoro e prospettive professionali.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ritiene che i programmi di aiuto al ritorno costituiscano in linea di massima uno strumento efficace per promuovere il ritorno. Essi devono tuttavia sempre essere impostati in modo da non produrre l’effetto contrario a quello auspicato e non provocare un aumento delle entrate. Il Consiglio federale ritiene che al momento sviluppare programmi speciali di aiuto al ritorno per l’Ucraina avrebbe verosimilmente per conseguenza un maggior numero di entrate, poiché le prestazioni proposte dalla Svizzera sarebbero superiori a quelle fornite dagli altri Paesi europei. Continua pertanto a dare la priorità ai ritorni volontari in Ucraina. Se una partenza senza il sostegno delle autorità non è possibile, la persona bisognosa di protezione può ottenere un sostegno finanziario o logistico in vista di un ritorno volontario. Inoltre, la Segreteria di Stato della migrazione si assume le spese di partenza di tutte le persone che rinunciano allo statuto S e ritornano in Ucraina. Attualmente non si prospetta una stabilizzazione duratura della situazione in Ucraina. Pertanto, il 4 settembre 2024 il Consiglio federale ha deciso di non revocare per il momento lo statuto S degli Ucraini (cfr. comunicato stampa «Lo statuto di protezione S non sarà revocato» del 4 settembre 2024). Nel contempo, il Consiglio federale procede ai preparativi necessari, nel senso di una pianificazione lungimirante, in vista di una revoca dello statuto S e di un ritorno in patria degli interessati. Pertanto, già a settembre 2023 ha preso atto di un pertinente piano di attuazione. Dopo la revoca dello statuto S, il ritorno sarà promosso con misure appropriate (p. es. un programma di aiuto al ritorno). Si tratterà sia di misure nazionali sia di misure adottate in collaborazione con altri Paesi o a livello europeo. In questo quadro, saranno considerate anche le «migliori prassi» elaborate per i Balcani e citate nella mozione. La cooperazione in materia di ritorno tra la Svizzera e l’Ucraina funziona bene anche senza partenariato migratorio. Questa opzione sarà tuttavia esaminata. Se la mozione dovesse essere accolta dalla Camera prioritaria, il Consiglio federale proporrà alla seconda Camera di modificare il numero 1 affinché i programmi di aiuto al ritorno previsti nel quadro del partenariato migratorio menzionato siano avviati soltanto dopo l’abrogazione dello statuto S.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.