26.3119 · Interpellanza · 2026-03-16
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Secondo quanto riportato dai media, il Comitato ONU per i diritti del fanciullo ha disposto misure precauzionali nel caso di una bambina con disabilità domiciliata nel Cantone di Argovia. Il caso ha scatenato un dibattito sul rapporto tra scuole ordinarie e scuole speciali, nonché sull’adempimento degli impegni internazionali della Svizzera nel settore educativo.Con la ratifica della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo e della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, la Svizzera si è impegnata a garantire i diritti dei bambini con disabilità all’interno del proprio sistema educativo. In particolare, l’articolo 24 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità impone agli Stati contraenti di sviluppare un sistema educativo inclusivo a tutti i livelli.Alla luce di quanto precede, emergono le seguenti domande in merito allo stato della ricerca sugli effetti dell’educazione inclusiva.Come valuta il Consiglio federale lo stato della ricerca sugli effetti dell’educazione inclusiva rispetto ai sistemi che prediligono la separazione (scuola ordinaria e scuola speciale), in particolare per quanto riguarda lo sviluppo dell’apprendimento, la partecipazione alla vita sociale e le prospettive a lungo termine dei bambini con disabilità?Quali conclusioni trae il Consiglio federale dallo stato della ricerca per l’aggiornamento della politica educativa in Svizzera e per l’attuazione, nel settore educativo, della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo e della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Per il Consiglio federale è importante garantire che gli allievi con esigenze di sostegno individuali, in particolare quelli con disabilità, possano beneficiare di pari opportunità formative. Per illustrare la situazione in Svizzera, l’Ufficio federale di statistica raccoglie regolarmente dati e pubblica analisi sulla pedagogia speciale. Questa tematica è inoltre oggetto di un apposito monitoraggio effettuato congiuntamente dalla Confederazione e dai Cantoni, in particolare a seguito del rapporto sulla pedagogia speciale in Svizzera pubblicato nel 2021 (www.sbfi.admin.ch > Formazione > Spazio formativo svizzero > Cooperazione tra Confederazione e Cantoni in materia di formazione > Monitoraggio dell’educazione). Per i risultati scientifici più recenti il Consiglio federale rimanda al Rapporto sul sistema educativo svizzero 2026 (www.skbf-csre.ch > Rapporto sul sistema educativo), dal quale emerge in particolare che le scuole inclusive con classi eterogenee ottengono risultati migliori in termini sia di rendimento scolastico che di successiva integrazione nel mercato del lavoro rispetto a forme scolastiche separative (pag. 91). Nel livello secondario I la quota di allievi delle scuole speciali è relativamente modesta (poco più del 2 %), ma il tasso di ritorno nelle classi regolari è molto basso (5 % circa). Complessivamente, la percentuale di allievi con esigenze di sostegno individuali che frequentano una classe regolare è in leggero aumento, il che potrebbe indicare un incremento degli sforzi di integrazione. In qualità di agenzia competente della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), l’anno scorso il Centre suisse de pédagogie spécialisée (CSPS) ha pubblicato in tedesco e in francese una scheda informativa sullo stato della ricerca in materia di educazione inclusiva in Svizzera (https://edudoc.ch/record/244741?ln=fr).
2. La pedagogia speciale è un ambito di competenza esclusivamente cantonale (cfr. art. 62 cpv. 3 Cost., RS 101 e art. 20 della legge sui disabili [LDis], RS 151.3). Spetta dunque ai Cantoni valutare i risultati della ricerca e stabilire misure appropriate, così come attuare le convenzioni ONU citate dall’autore dell’interpellanza nei settori di loro competenza.