26.3204 · Interpellanza · 2026-03-18
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
A fine gennaio era prevista a Muralto la proiezione del documentario “Maidan, la strada verso la guerra”, commentato da due giornalisti. La serata era organizzata dalla sezione ticinese degli Amici della Costituzione e da HelvEthica Ticino.
Contro l’evento si è mobilitata una chat telegram di cittadine ucraine, che ha esercitato pressioni mediatiche e politiche sul municipio di Muralto affinché la proiezione venisse annullata, accusando il filmato di “mettere a rischio il clima di accoglienza” in Ticino. Il municipio ha prontamente ceduto, cancellando la proiezione. A seguito di tale decisione, sia l’ambasciatrice di Ucraina in Svizzera che il ministro degli Esteri ucraino si sono rallegrati sul social “X”, complimentandosi con il municipio, ciò che lascia planare il sospetto di una regia, o comunque di un sostegno da parte delle istituzioni ucraine all’iniziativa della chat telegram delle “cittadine ucraine”.
Il copione si è ripetuto con i medesimi attori a seguito della decisione di proiettare la medesima pellicola, sempre accompagnandola da una contestualizzazione, alle giornate autogestite del liceo di Bellinzona. In quel caso, però, gli organizzatori non hanno ceduto alle pressioni e il documentario è stato regolarmente proposto il 17 marzo.
Chiedo al CF:
Come valuta il CF le pressioni di gruppi di cittadini ucraini volte ed impedire la proiezione in Svizzera di documentari o produzioni audiovisive da loro contestati?
Si tratta di un’ingerenza straniera nella libertà di espressione in Svizzera?
Risulta al CF che simili iniziative siano pilotate o comunque appoggiate dal governo ucraino, rispettivamente dall’ambasciata d’Ucraina in Svizzera?
In particolare nel caso in cui risultasse un coinvolgimento del governo o dell’ambasciata ucraina, le pressioni contro la proiezione del documentario “Maidan, la strada verso la guerra”, così come iniziative analoghe, non configurano un esempio di quella propaganda straniera in Svizzera che il CF afferma, nella Strategia di sicurezza 2025-2026, di voler combattere? Oppure la propaganda straniera è accettabile quando arriva dalla parte “giusta”?
Stellungnahme des Bundesrates
Il film in questione «Maidan, la strada verso la guerra» è stato prodotto dall’emittente statale russa RT. Presenta la posizione russa sulla guerra di aggressione di questo Paese contro l’Ucraina. 1: Il Consiglio federale sottolinea che lo svolgimento o l’annullamento di eventi come quelli citati nell’interpellanza non rientrano nell’ambito di competenza della Confederazione e non intende commentare l’annullamento di un evento da parte di un comune, purché tali decisioni rientrino nel quadro giuridico previsto. Il Consiglio federale non si esprime nemmeno in merito a ulteriori opinioni espresse in relazione a questo annullamento. 2-4: Il Consiglio federale valuta eventuali attività di influenza contro i processi di formazione dell’opinione in Svizzera indipendentemente dalla loro origine. Dal punto di vista svizzero e sotto il profilo della politica istituzionale e della politica di sicurezza sono particolarmente rilevanti gli attori statali esteri che sostengono in modo offensivo altri valori, norme e sistemi politici e intendono minare le istituzioni democratiche. Il Consiglio federale non dispone di indicazioni secondo cui gli organi statali ucraini stiano tentando di minare il funzionamento o l’ordine democratico della Svizzera attraverso attività di influenza.