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26.3238 · Interpellanza · 2026-03-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

La Svizzera intende raggiungere l’obiettivo del saldo netto pari a zero entro il 2050 (art. 3 della legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica). Dal 2008, viene riscossa una tassa sul CO2 applicata ai combustibili fossili, i cui provenienti annui, pari a circa 1,2 miliardi di franchi, vengono redistribuiti alla popolazione e all’economia o utilizzati per finanziare misure di promozione nei settori degli edifici e dell’energia. Attualmente, la politica climatica della Svizzera si basa sulla legge sul CO2 e sui valori obiettivo fissati per il periodo 2025–2030. Il Consiglio federale ha ora in programma di cambiare questo sistema: l’idea è di sostituire la tassa sul CO2 con un sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) per i settori degli edifici e dei trasporti, con limiti massimi di prezzo pari a 120 franchi per tonnellata di CO2 per l’olio da riscaldamento e a 20 franchi per i carburanti. Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) elaborerà, entro giugno 2026, un progetto in merito.

Secondo l’articolo 50 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera, nell’ambito del suo agire, la Confederazione tiene conto delle possibili conseguenze per i Comuni e prende in considerazione la particolare situazione delle città, degli agglomerati e delle regioni di montagna. Nelle città e negli agglomerati si concentrano la maggior parte degli edifici e queste zone sono particolarmente esposte agli effetti del traffico. Le amministrazioni cittadine, vista la forte pressione cui sono esposte in materia di politica climatica, profondono importanti sforzi al riguardo. Alla luce di quanto precede, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

  1. Quali sono le ragioni in virtù delle quali il Consiglio federale intende rinunciare alla tassa sul CO2 e ampliare il SSQE ai settori degli edifici e dei trasporti?

  2. Sulla base di quali criteri politici, sociali e finanziari viene valutata la comparabilità tra l’ampliamento del SSQE e, in alternativa, un ulteriore sviluppo della tassa sul CO2?

  3. In che modo il Consiglio federale adempie il proprio mandato costituzionale, ossia verificare le possibili conseguenze che il cambiamento di sistema proposto avrà sulle città e sugli agglomerati?

  4. I provenienti derivanti dal nuovo SSQE saranno destinati anche a provvedimenti di adattamento ai cambiamenti climatici o verranno impiegati esclusivamente nel processo di decarbonizzazione?

  5. Qualora i provenienti fossero destinati anche a provvedimenti di adattamento, quante di queste risorse verrebbero utilizzate per promuovere le energie rinnovabili, la decarbonizzazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici (p. es. protezione contro le piene e il calore, rinselvatichimento, inverdimento ecc.)?

  6. Come si intende valutare le conseguenze del cambiamento di sistema in programma sulle città e sugli agglomerati?

Stellungnahme des Bundesrates

1) Nella discussione del 12 settembre 2025, il Consiglio federale ha valutato diverse opzioni per un ulteriore sviluppo della legge sul CO2. Al fine di conseguire gli obiettivi della politica climatica svizzera, si intendono destinare più fondi ad aiuti finanziari mirati a partire dal 2030. La tassa sul CO2 è una tassa d’incentivazione e, in quanto tale, deve riflettersi in primo luogo sull’entità della tassa stessa. Quanto all’utilizzo dei proventi che ne derivano, i limiti fissati sono chiari: la maggior parte dei proventi deve essere ridistribuita alle economie domestiche e alle imprese. Il nuovo sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) per combustibili e carburanti è concepito invece, in base a quanto proposto, come uno strumento di gestione delle quantità e, con i proventi che ne deriveranno, sarà possibile investire in misura significativa nella protezione del clima. 2, 3 e 6) L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) stanno analizzando le conseguenze dell’introduzione del nuovo SSQE in un’approfondita analisi d’impatto della regolamentazione. I risultati confluiranno nel progetto da porre consultazione. 4 e 5) Il Consiglio federale illustrerà la propria proposta in merito alla distribuzione dei provenienti derivanti dal nuovo SSQE nel progetto da porre in consultazione, attualmente ancora in fase di elaborazione. La procedura di consultazione sarà avviata entro la fine del 2026.