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26.3252 · Interpellanza · 2026-03-19

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Secondo «Dipendenze Svizzera», nel nostro Paese nascono ogni anno 1700 bambini affetti dallo spettro dei disordini feto-alcolici. Nel quadro della revisione della Strategia nazionale sulle dipendenze occorre affrontare anche questa tematica.

Il consumo di alcol durante la gravidanza è la causa più frequente di malformazioni non genetiche nei neonati. I danni alla salute che ne derivano vengono raggruppati sotto il termine «spettro dei disordini feto-alcolici» (fetal alcohol spectrum disorders – FASD) e comprendono, tra gli altri, la sindrome feto-alcolica (FAS), la sindrome feto-alcolica parziale (pFAS) e disturbi dello sviluppo neurologico correlati all’alcol (ARND). La FASD comporta limitazioni fisiche, cognitive e sociali permanenti oltre a generare costi rilevanti sia a livello individuale sia sociale.
Dal momento che non esiste una quantità di alcol considerata sicura in gravidanza, qualsiasi forma di consumo è ritenuta potenzialmente dannosa; la FASD è quindi prevenibile al 100 %. Le caratteristiche tipiche includono disturbi della crescita, anomalie facciali, danni al sistema nervoso centrale, disturbi dello sviluppo e del comportamento, nonché numerose possibili comorbidità. Questi disturbi portano spesso a difficoltà a scuola, in ambito lavorativo e nella gestione della vita quotidiana, ma in molti casi non vengono diagnosticati o ricevono una diagnosi errata.
Sulla base dei dati provenienti dalla Germania, si stima che in Svizzera fino al 23 % dei bambini collocati fuori famiglia possa essere affetto da FASD senza una diagnosi adeguata. La diagnosi viene effettuata sulla base di criteri clinici, ma è complicata dall’insufficiente descrizione della FASD nella Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-10). Ad oggi in Svizzera mancano offerte specializzate di diagnosi e sostegno per le persone interessate e per le loro famiglie.

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. Come valuta l’assistenza fornita attualmente alle persone con spettro dei disordini feto-alcolici in Svizzera?

  2. Il Consiglio federale ha risposto alla domanda 25.7765 affermando che, sulla base dei risultati dello studio, sarebbero state valutate ulteriori misure necessarie. Quali sono gli esiti di tale valutazione?

  3. Come valuta l’attuale ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni nel settore della prevenzione, della diagnostica e dell’assistenza alle persone affette da FASD?

  4. In che misura ritiene che sia necessario un adeguamento per definire in modo più chiaro le competenze relative al finanziamento dei compiti nei settori della prevenzione, della diagnostica e dell’assistenza alle persone affette da FASD?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le organizzazioni specializzate e quelle dei pazienti rilevano che in Svizzera la prevenzione e l’individuazione precoce dello spettro dei disordini feto-alcolici (FASD), così come il supporto alle persone colpite e alle loro famiglie, sono insufficienti. Questo dato emerge anche dai progetti sostenuti dalla Confederazione. Per sensibilizzare la popolazione, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha pubblicato già nel 2018 la scheda informativa «Consumo di alcol in Svizzera durante la gravidanza ». Ha inoltre sostenuto diversi progetti di prevenzione, tra cui «Stop all’alcol in gravidanza» di Dipendenze Svizzera, incentrato sulla FASD. I lavori svolti finora indicano che la sensibilizzazione alla FASD deve essere ulteriormente rafforzata e sottolineano l’importanza fondamentale di una diagnosi più precoce e accurata. Attualmente l’UFSP sostiene un nuovo progetto di Dipendenze Svizzera, che richiama l’attenzione sulla FASD come conseguenza ricorrente del consumo di alcol in gravidanza e prevede l’inserimento di raccomandazioni preventive in linee guida e programmi di formazione e perfezionamento. L’obiettivo è consentire agli specialisti di affrontare l’argomento in maniera competente e senza tabù, migliorando la prevenzione e l’assistenza. La Commissione federale per le questioni relative alle dipendenze e alla prevenzione delle malattie non trasmissibili (CFDNT) ha peraltro pubblicato a inizio marzo un rapporto di base e indicazioni per la gestione individuale del consumo di alcol, che evidenziano esplicitamente i rischi di questa sostanza in gravidanza (www.ufsp.admin.ch > L’UFSP > Organizzazione > Commissioni extraparlamentari > CFDNT > Prese di posizione e pubblicazioni della CFDNT > Alcol). 2. Lo studio menzionato nella risposta alla domanda Rosenwasser 25.7765 e cofinanziato dall’UFSP, volto a migliorare la prevenzione della FASD, è stato prorogato fino a fine febbraio 2027 a causa di ritardi nel reclutamento di donne in gravidanza, che nella fase iniziale è progredito a rilento e che in seguito è stato esteso a tutta la Svizzera e integrato con un reclutamento online. Per questo motivo non sono ancora disponibili risultati. 3. e 4. Conformemente ai compiti conferitile dalle basi legali vigenti, la Confederazione mette a disposizione degli attori della promozione della salute e della prevenzione le condizioni quadro per prevenire tutte le malattie non trasmissibili. Il tema della FASD è trattato principalmente nell’ambito della politica generale in materia di alcol e dipendenze nonché in quello della salute in età infantile e adolescenziale. La prevenzione del consumo problematico di alcol è infatti un obiettivo della Strategia nazionale dipendenze (www.ufsp.admin.ch > Politica & leggi > Politica nazionale della sanità > Strategie di politica sanitaria > Strategie nazionali della sanità > Dipendenze). La strategia rivolge particolare attenzione anche alle situazioni in cui una persona può mettere in pericolo o danneggiare sé stessa o terzi, ad esempio attraverso il consumo di alcol durante la gravidanza. La definizione e l’attuazione di misure nel settore della promozione della salute e della prevenzione in generale, tra cui rientrano le misure di prevenzione della FASD, competono invece ai Cantoni. Questi ultimi sono anche responsabili dell’assistenza sanitaria, che comprende la pianificazione, la gestione e il cofinanziamento delle prestazioni di ospedali, cliniche e istituti di lunga degenza. Il Consiglio federale ritiene che attualmente non vi sia motivo di mettere in discussione la ripartizione dei compiti in materia di FASD, incluse le competenze per il finanziamento delle misure.