26.3318 · Interpellanza · 2026-03-19
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Con riferimento ai forfait ambulatoriali introdotti il 1° gennaio 2026 e alla conseguente potenziale diminuzione dei rimborsi per le biopsie mammarie mininvasive, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
Ha valutato l’impatto concreto dei forfait C09.50A e C09.50B sulla sostenibilità economica delle biopsie mammarie mininvasive?
Come intende evitare che valutazioni tariffali inducano a preferire interventi chirurgici più invasivi, più ansiogeni e più costosi?
È disposto ad adeguare con rapidità i forfait in questione qualora un’accertata tariffazione insufficiente rischiasse di compromettere l’accesso delle pazienti a queste tecniche?
Begründung
I forfait ambulatoriali hanno lo scopo di migliorare l’efficienza del sistema sanitario. Tuttavia, per quanto riguarda la diagnosi del cancro al seno, la loro introduzione produce un effetto preoccupante.Secondo la campagna «Breast.Forward», l’esempio delle biopsie mammarie mininvasive assistite da ecografia mostra che il rimborso diminuirebbe di circa il 34 per cento.Dal momento che non è possibile ridurre il costo del materiale, il minore rimborso si ripercuoterebbe sulle prestazioni mediche, al punto che per molti centri questi interventi non sarebbero più economicamente sostenibili.Eppure, tali biopsie rappresentano lo standard moderno della diagnosi senologica. Eseguite ambulatorialmente in anestesia locale, in molti casi permettono di evitare interventi chirurgici più invasivi, più ansiogeni e che lasciano una cicatrice visibile.Siamo di fronte a un paradosso: in nome del contenimento dei costi e del passaggio al settore ambulatoriale, una riforma tariffale rischia di incoraggiare interventi più invasivi, in anestesia generale, che sono più costosi e occupano inutilmente le sale operatorie. Inoltre, ciò colpirebbe soltanto le donne.In un sistema sanitario in cui le patologie femminili sono state storicamente oggetto di scarsa considerazione, è problematico che una decisione tariffale limiti l’accesso a un metodo moderno, meno traumatico e collaudato dal punto di vista medico.Non si tratta di rimettere in discussione TARDOC, bensì la riforma tariffale volta a promuovere i trattamenti ambulatoriali, e il contenimento dei costi non dovrebbe produrre l’effetto contrario: penalizzare le donne e aumentare potenzialmente i costi complessivi, sostituendo procedure mininvasive con interventi più costosi.
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 3. Il Consiglio federale ha già avuto occasione di illustrare la struttura e il funzionamento dei forfait ambulatoriali nelle sue risposte alle interpellanze Wettstein 25.4176 «Incentivi errati e distorsioni nelle tariffe forfettarie riferite alle cure ambulatoriali. Correggerli rapidamente nell’interesse dei pazienti», Graber 25.4090 «La medicina nucleare è discriminata in Svizzera?» e Germann 25.3732 «Definire importi forfettari nel settore ambulatoriale che favoriscano l’innovazione. Coinvolgere il settore». I forfait ambulatoriali sono rimborsati in base ai costi medi delle prestazioni effettivamente erogate negli ospedali svizzeri, per cui ne è garantita la sostenibilità economica e la comprensibilità. Questa procedura si fonda sul collaudato sistema SwissDRG nel settore stazionario e si applica anche ai due forfait C09.50A e C09.50B. Il nuovo sistema tariffale non prevede disposizioni che obbligano i medici a ricorrere a interventi invasivi per effettuare diagnosi del cancro al seno. Il loro compito è piuttosto quello di scegliere la forma di trattamento adatta alla paziente e in linea con le conoscenze scientifiche attuali. Inoltre, occorre osservare che con i forfait ambulatoriali è stato creato un sistema in grado di apprendere. I forfait ambulatoriali vengono esaminati annualmente dai partner tariffali e dall’Organizzazione tariffe mediche ambulatoriali (OTMA SA) e, se necessario, adeguati. Una loro prima versione aggiornata dovrà essere sottoposta per approvazione al Consiglio federale già entro la fine di aprile del 2026 ed entrare in vigore nel 2027. Il Consiglio federale potrebbe intervenire in via sussidiaria soltanto se la struttura tariffale non fosse più adeguata e i partner tariffali non riuscissero ad accordarsi su una sua revisione. 2. A prescindere dalla tariffa, secondo la legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) i medici sono tenuti a fornire prestazioni efficaci, appropriate ed economiche (art. 32) e a limitare le prestazioni a quanto esigono l’interesse dell’assicurato e lo scopo della cura (art. 56). Le considerazioni economiche tese a ottimizzare i ricavi dei fornitori di prestazioni non possono dunque essere determinanti nella scelta del trattamento. Gli assicuratori-malattie sono inoltre responsabili del controllo delle fatture dei fornitori di prestazioni e possono rifiutare il rimborso di prestazioni che vanno oltre quello che è considerato un trattamento appropriato. In caso di dubbi in merito alla necessità e all’opportunità di un trattamento, i pazienti possono rivolgersi al proprio assicuratore-malattie. A quest’ultimo o alle autorità cantonali responsabili dell’autorizzazione dei fornitori di prestazioni è altresì possibile segnalare carenze nella qualità del trattamento. Inoltre, i partner tariffali sono tenuti ad accompagnare l’introduzione delle nuove tariffe mediche ambulatoriali e ad adottare misure adeguate in caso di effetti indesiderati. A tal fine, l’Ufficio federale della sanità pubblica intrattiene con loro contatti regolari.