26.3369 · Interpellanza · 2026-03-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Nella sua Strategia in materia di politica di sicurezza 2026, il Consiglio federale rileva giustamente che le dipendenze economiche comportano dei rischi e che sono utilizzate dagli Stati come strumento di pressione e come arma in caso di conflitto. La guerra in Iran è un chiaro esempio del modo in cui l’accesso ai prodotti petroliferi e il loro prezzo siano usati come strumento di pressione. Oltre che per i combustibili fossili, la Svizzera dipende da altri Paesi anche per ulteriori beni sensibili dal punto di vista della sicurezza: i semiconduttori, le terre rare, i software e i farmaci.
Nella sua strategia, il Consiglio federale riconosce l’esistenza di dipendenze problematiche, ma si astiene parecchio dall’adottare misure per ridurle. Altri Paesi stanno invece cercando di ridurle in modo mirato, anche con misure di politica industriale. Con l’Industrial Accelerator Act (IAA), ad esempio, l’Unione europea intende rafforzare la propria indipendenza in determinati settori strategici, sostenere l’industria europea e creare posti di lavoro.
Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
Come valuta l’IAA? Che impatto ha questo atto sull’economia elvetica e sulle catene di approvvigionamento rilevanti per la Svizzera?
Sta esaminando se la Svizzera debba riprendere delle misure dall’IAA o se debba emanarne altre in modo autonomo? Per quando è prevista la conclusione di questo esame?
Può confermare che le aziende svizzere rientrano nel «Made in Europe» e garantire che il loro accesso privilegiato al mercato europeo non sarà compromesso?
Sta valutando la possibilità di adeguare la legislazione sugli appalti pubblici per ridurre in modo mirato le dipendenze nei settori rilevanti per la politica di sicurezza?
Quali misure adotta per ridurre le dipendenze definite nella Strategia in materia di politica di sicurezza (energie fossili, semiconduttori, terre rare, software, antibiotici, pannelli solari, ecc.)?
Ritiene che le dipendenze sopra descritte possano essere ridotte in un prossimo futuro con le misure esistenti?
Il rapporto sul postulato 25.4260 trasmesso al Consiglio federale risponderà a queste domande? E quando?
Stellungnahme des Bundesrates
L’Industrial Accelerator Act (IAA) dell’UE rientra in un ampio dibattito sulla competitività e la sicurezza economica in Europa. Questa proposta della Commissione europea è attualmente esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’UE nel quadro della procedura legislativa ordinaria. È quindi ancora troppo presto per una valutazione definitiva.Il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi relativi all’IAA. Nella sua politica economica favorisce l’apertura, la forza innovativa e condizioni quadro solide e affidabili per tutte le imprese.È ancora troppo presto per procedere a una valutazione definitiva. Gli accordi esistenti con l’UE garantiscono condizioni di concorrenza equivalenti per l’accesso agli appalti pubblici. In occasione della firma del pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III), la presidente della Commissione europea ha confermato che l’UE non ha alcun interesse a escludere la Svizzera dalla sua strategia «Compra europeo» (Buy European). La Svizzera continua a difendere gli interessi delle imprese elvetiche.Per quanto riguarda gli appalti rilevanti in termini di sicurezza, la legge federale del 21 giugno 2019 sugli appalti pubblici (LAPub; RS 172.056.1) offre già un margine di manovra per stabilire una priorità geografica dei fornitori. La mozione 25.4523 Golay, di cui il Consiglio federale raccomanda l’adozione, prevede lo sviluppo di criteri specifici di idoneità per l’aggiudicazione di appalti particolarmente rilevanti ai fini della sicurezza del Paese. Il Consiglio federale non ritiene opportuno modificare ulteriormente le norme sugli appalti, in quanto le restrizioni geografiche generano perdite di efficienza e possono provocare o intensificare reazioni negative da parte dei Paesi interessati.& 6. Di recente il Consiglio federale ha esaminato le relazioni commerciali della Svizzera nel complesso (https://www.news.admin.ch/it/nsb?id=101096), ma anche per quanto riguarda le materie prime minerali (https://www.news.admin.ch/it/nsb?id=103563) e i semiconduttori (https://www.sbfi.admin.ch/it/newnsb/PfJ5MYC6k6qX8Utk5Ta8c), e non ha riscontrato dipendenze dirette della Svizzera nei confronti di determinati Paesi che possano risultare problematiche. Nella politica in materia di catene di approvvigionamento (https://www.news.admin.ch/it/nsb?id=101096), così come nella strategia in materia di politica di sicurezza (https://www.sepos.admin.ch/it/sicherheitspolitische-strategie) e nella strategia in materia di politica d’armamento (https://www.ar.admin.ch/it/rustungspolitikbundesrates), il Consiglio federale ha definito o definirà un ampio catalogo di misure che saranno attuate progressivamente. Queste misure includono l’estensione e l’approfondimento della rete di accordi di libero scambio, misure per l’approvvigionamento economico del Paese, nonché misure per proteggere le infrastrutture critiche, promuovere le energie rinnovabili nazionali o comprendere meglio i rischi concernenti la politica estera e di sicurezza (https://www.news.admin.ch/it/newnsb/2VPWG78YrVs4eAVeiklQx) per le risorse digitali della Confederazione.Il Consiglio federale intende affrontare le questioni sollevate nel postulato 25.4260 Michaud Gigon nel prossimo rapporto sulla situazione dell’economia svizzera, che sarà pubblicato per la prossima legislatura (cfr. Rapporto sulla situazione dell’economia svizzera 2024 https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/Publikationen_Dienstleistungen/Publikationen_und_Formulare/Strukturwandel_Wachstum/Wachstum/lagebericht_schweizer_volkswirtschaft_2024.html).